Sonetti lussuriosi (edizione 1792)/III

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Sonetto III

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SONETTO III.


 
    Per Europa godere in bue cangiossi
Giove, che di chiavarla avea desìo,
E la sua deità posta in obblìo,
4In più bestiali forme trasformossi.

    Marte ancor cui perdè li suoi ripossi,
Che potea ben goder perche era Dio,
E di tanto chiavar pagonne il fio,
8Mentre qual topo in rete pur restossi.

    All’incontro costui, che qui mirate,
Che pur senza pericolo potria
11Chiavar, non cura potta nè culate.

    Questa per certo è pur coglioneria
Trà le maggiori e più solennizzate
14E che commessa mai al mondo sia.

                    Povera mercanzia!
Non lo sai tu coglion ch’è un gran marmotta
    17Colui, che di sua man fà culo e potta.