Sonetti lussuriosi (edizione 1792)/IV

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Sonetto IV

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III V
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SONETTO IV.

 
    Questo cazzo vogl’io più ch’un tesoro!
Questo è quel ben, che mi può far felice!
Or questo si che è ben da Imperatrice!
4Questa gemma val più d’un pozzo d’oro!

    Oimè, mio cazzo, ajutami ch’io moro,
Questo si trova il fondo alla matrice;
In somma un cazzo piccolo disdice
8Se nella potta vuol serbar decoro.

    Padrona mia voi dite ben il vero,
Che chi ha piccolo il cazzo e n’ potta fotte
11Merta aver di fresc’acque un bel cristero.

    Chi poco n’ha in cul fotta il dì e la notte,
Ma chi l’ha com’io l’ho spietato e fiero
14Si sbizzarrischi sempre nelle potte.

                    L’è ver ma noi siam ghiotte
Del cazzo tanto, e tanto ci par lieto
    17Che lo torremmo al pari avanti e drieto.