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Sonetti romaneschi (1998)/Er Vescovo de grinza

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Er verde Er voto

 
     A un Vescovo, e, dde ppiú, ppredicatore,
che ppecca un po’ d’ussuria[2] e un po’ de gola,[3]
je mannò jjermatina un creditore
un curzoretto a ddijje una parola.
              5
     Figurateve er Zanto Monziggnore!
Cominciò a sfoderà dde cazzarola, [4]
eppoi, volenno[5] convertí er curzore,
pijjò ppe ccroscifisso una pistola.
              
     «Che mmaggnèra[6] d’offenne[7] er tribbunale»,
10er curzore strillava, «e ppe vvennetta [8]
maneggià vvoi st’armacce temporale?!».
              
     E er Vescovo: «Te pijja[9] una saetta,
l’ho ffatta diventà spirituale
perché in nome de Ddio l’ho bbenedetta».


Roma, 21 gennaio 1833


Note

  1. Di grinza: valente.
  2. Lussuria.
  3. Monsignor Foscolo, arcivescovo di Corfù.
  4. Cominciò a giurare con parole oscene.
  5. Volendo.
  6. Maniera.
  7. Offendere.
  8. Vendetta.
  9. Che ti pigli.