Tirsi, se udrò mai più che Aglauro canti

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Giuliano Sabbatini

1833 T Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti letteratura Tirsi, se udrò mai più che Aglauro canti Intestazione 31 ottobre 2016 75% Sonetti

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Rime dell'avvocato Gio. Batt. Felice Zappi e di Faustina Maratti sua consorte

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GIULIANO SABBATINI.1


Tirsi, se udrò mai più che Aglauro canti
     Di Vetturia e di Porzia, o della forte
     Lucrezia, e tenti in rime gravi accorte
     Nuovi al suo sesso aggiunger pregi e vanti
Deh perchè t’armi di tai nomi e tanti,
     Dirolle, e sangue ne dipingi e morte,
     E ’l saggio orgoglio, che poteo la sorte
     Cambiar di Roma e porsi all’arme avanti?
Vieni tu sola Aglauro, e teco i bei
     Carmi, e di tue Virtù l’inclita schiera,
     Ch’assai tu sola al tuo pensier ben sei:
E nostra Gloria già sì viva e vera
     Vinta a te renderassi, e vedrem lei
     Di sua gran Vincitrice irsene altera.

Note

  1. Per li 3 mirabili Sonetti della Signora Faustina Maratti Zappi soprale tre Romane, Vetturia, Lucrezia, e Porzia.