Trento con il Sacro Concilio/A chi vuol leggere

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A chi vuol leggere

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Dedica Sonetto
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A CHI VUOL LEGGERE.



LA Città Trento, che da me toccata in passando fu per uscir in luce con altra Opera, havendo poi di ferma trovate Notitie piene considerabili, risolvo lasciarla gir sola in campo da se medema. Solo perciò comparisce Trento a far figura, se pur sola deve dirsi una Città, che ha nome di Trenta. Passa, non hà dubbio questa tra le Città celebri d’Europa, e per una di quelle, che ama, & obliga il Forastiero; & che non meno per i meriti, e Dottrine del gran S. VIGILIO, che per i Decreti del Sacro Ecumenico, general Concilio s’è resa benemerita del Christianesmo. Quindi meritava esser’anche trattata singolarmente tanto più, quanto che, non se n’è ancor veduta un’intiera real Descrittione, come di tante altre Città à questa inferiori di preggio, & antico essere. Et se altri come leggo, ne hanno scritto, certo è, che ò per mancanza di Notizie, ò per non essere stati sùl luogo, ò per altra cagione han preso granchij.

Io dunque nel descriverla, come presi Assunto, se non ne hò stese ingegnosamente le qualità, le haverò almen toccate ingenuamente à stil d’Historia. Hò scritto il più, come viddi, e come pratticai, e di quanto scrissi, non hò potuto non vestir d’honore la Verità, acciò, mostrandola nuda, quale la pinsero gli Antichi, non la facessi per avventura partorir’odio. Per altro la Verità si simboleggia nel Sole da Pittagora, di cui perciò, come più seppi, volsi guardar la Regola: contra Solem ne loquaris. Del resto, per dichiararmi, scrivendo Trento, io non hò ne compilato il Pincio, ne continuato, come forsi alcun’haverà creduto: sù la Base del fatto, e Norma de gli Autori pretesi metter’un’Opera da fondamenti, & il titolo, che dò à questa, qual si sia Fatica, quando venga essaminato, come và, spero debba corrispondere all’essenza, che vertirà in particolare sù 3. Punti, Cronologico, Historiografico, e Topografico. Varij riflessi poi, & Episodij si sono sparsi a contemplatione propria del genio, ò della materia, che così portò con qualche cosa ancor di Miscellaneo, venuto à taglio, sù lo scopo:

Omne tulit Punctum, qui miscuit utile dulci. [p. 7 modifica]

Quanto alle Notitie, che si richiedono, come non mancai di diligenza in raccorle: così volli a più potere giustificarle con quella difficoltà, che seco porta la concordanza massime de’ Tempi, inspettion de’ Siti, e varietà de’ Successi. Tra gli Autori, che citai, v’è Innocenzo di Prato Giurisconsulto, qual, se ben Manoscritto, fa figura, per haver’Egli visto i migliori Scrittori, e compilato il più le Trentine Croniche, e Archivij; onde non poco credei alla sua scorta, havendolo trovato non men fido in altrui, che in se veritiero. Quanto alla Critica, io la lascio esser’in campo a sua voglia; e si come sò gloria essere censurato da chi intende: così per altro non bado à Zoili, e lascio dire gli Aristarchi. Le Notitie, tra stampate, manoscritte, e di fama publica fanno la sostanza del mio scrivere: gli Accidenti dello Stile, de’ Miscellanei, e de’ riflessi son condonabili, se non altro, ad una buona volontà, e il tutto si rimette a discretione tanto più, quanto che i difetti di Penna, insieme con quelli d’Impressione sono involontarij; e questi, dandosi altra occasione, si levaranno: come in tal caso si potran’ aggiungere le Nomine, ò Notitie, che son mancate; se io non potei scrivere quel, che non seppi. Legga chi vuol’à suo grado, e viva lieto.