Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano/Prefazione dell'autore

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Prefazione dell'autore

../Il tipografo a chi legge ../Indice IncludiIntestazione 31 marzo 2018 100% Da definire

Il tipografo a chi legge Indice
[p. v modifica]

PREFAZIONE

DELL’AUTORE.



Quando nel 1794 scrissi e pubblicai il Viaggio ai Tre Laghi, fui a ciò indotto dalle richieste di molti, sì nazionali che forestieri, i quali, avidi di vedere le cose amene e istruttive che l’alto Milanese e i contorni de’ Laghi nostri presentano, eran costretti a chiedere indirizzo, consigli e notizie al servitor di piazza, al postiglione e al barcajuolo; e quindi molte importanti cose non vedeano, o le vedean male.

Io ben sapea che i nostri laghi e monti erano stati nei tre precedenti secoli descritti da alcuni colti uomini, quali sono il Maccaneo, il Morigia, il Bescapè, il Capis pel Verbano e l’Alto Novarese; il Giovio, il Boldoni, il Minozzi pel Lario; il Castiglioni pe’ paesi compresi fra i due Laghi, ed altri che andrò citando in quest’opera; ma, oltrechè le descrizioni loro non comprendeano che una parte o l’altra del nostro paese, non avendo essi certamente per iscopo di servir di guida ai Curiosi, generalmente la storia vetusta e dei loro tempi più che quella della natura e de’ luoghi esposero: ed essendo [p. vi modifica]scritte da qualche secolo le opere loro, di poco uso sarebbono ai viaggiatori oggidì.

Vero è che, dopo di me, l’ampio suo Commentario su Como e ’l Lario compose e pubblicò l’elegante scrittore Giambatista Giovio. Egli poi scrisse le Lettere Lariensi e gli Opusculi Patrj, ne’ quali molte cose narra importanti anche pel Curioso e pel viaggiatore: ed io men sono valso; come non ho trascurato di valermi d’alcune notizie tratte da’ libri statistici de dipartimenti dell’Olona, dell’Agogna, del Lario e del Serio. Prima di me scritto aveva un ragguaglio delle sue escursioni pe’ nostri monti, onde conoscerne la mineralogia, il valente naturalista Vandelli, il quale però non pubblicò mai il suo lavoro; e fu per me gran ventura il poter avere un transunto delle notizie mineralogiche ch’egli ha raccolte.

E ciò più che altro importava al mio scopo: poichè, sebbene nello scrivere il mio libricciuolo io siami proposto anche di giovare all’amatore delle antichità, e delle arti sì belle che utili; pur della storia naturale del paese più che di tutt’altro mi sono occupato, sì perchè lo studio di essa più di moda è divenuto e più comune, sì perchè più divertente d’ogni altro, e per sè stesso, e più vantaggioso.