Viaggio intorno alla mia camera/Capitolo XXXVIII

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Capitolo XXXVIII

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CAPITOLO XXXVIII.



Mai non la finirei, se volessi descrivere la millesima parte delle singolari avventure che mi occorrono quand’io viaggio presso alla mia biblioteca. I viaggi di Cook, e le osservazioni dei suoi compagni, i dottori Banks e Solander, son nulla in paragone del mio andare, venire, fantasticare in questo solo distretto. Ed io credo che passerei qui la vita in una specie di rapimento, se non fosse il busto, di cui più sopra parlai, sul quale i miei occhi e i miei pensieri vanno sempre a fissarsi, qualunque sia lo stato della mia anima. Che se questa è troppo violentemente agitata, e vicina a cadere per mancanza di coraggio, io non ho che a riguardare quel busto per cal[p. 141 modifica]marla e rialzarla. Esso è come il diapason con cui accordo il complesso variabile e discorde delle sensazioni e delle percezioni, che formano la mia esistenza.

Quanto è rassomigliante! Ecco le fattezze vere, che la natura avea dato al più virtuoso degli uomini. Ah! se lo scultore avesse potuto render visibile la sua anima eccellente, il suo ingegno, il suo morale carattere! — Ma a che mi accingo? È questo il luogo di comporre il suo encomio? Che importa esso agli uomini, che mi circondano?

Io mi contento di prostrarmi innanzi alla tua imagine diletta, o il migliore de’ padri! Ahi! quest’imagine è tutto ciò, che mi rimane di te e della mia patria. Tu hai lasciata la terra all’istante che il delitto era per invaderla, e tanti sono i mali, onde [p. 142 modifica]questo ci opprime, che la tua famiglia istessa è oggi costretta di riguardar come un beneficio l’immatura tua fine. Che non ti avrebbe fatto provare una più lunga vita! Vedi tu dal tuo soggiorno di felicità quanto sia crudele la nostra sorte! Sai tu che i tuoi figli vanno esuli da quella patria, a cui tu servisti per sessant’anni con tanto zelo e integrità? che è loro vietato di visitar la tua tomba? — Ma la tirannide non ha potuto rapir loro la parte più preziosa della tua eredità, la rimembranza delle tue virtù, e la forza de’ tuoi esempj. In mezzo al torrente, che strascinava in un abisso la pubblica e le loro private fortune, sono essi rimasti inalterabilmente uniti sul diritto sentiero che loro avevi tracciato, e quando potranno un di bagnar di lagrime il tuo cenere venerato, ancora li riconoscerai per tuoi.