516 proverbi sul cavallo/Piedi – Ferratura

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Piedi – Ferratura

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Modi di dire Pregi e difetti

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Piedi. — Ferratura.


1. Castra presto e ferra tardi.

Colla castrazione precoce, il puledro si sviluppa in modo armonico ed uniforme, ed esso tollera abbastanza facilmente la soppressione di organi che non hanno ancora raggiunto la loro meta funzionale, laddove la castrazione fatta su cavalli già avanti negli anni, torna loro assai più dolorosa e non sempre riesce a bene. La ferratura poi è un male necessario; la si faccia quindi in modo che i puledri risentano il meno presto possibile la sinistra sua influenza. Ferrarli troppo presto è un errore, perchè può produrre delle malattie di diversa natura, od impedire il pieno sviluppo del piede.

2. Cavallo che si duole, il maniscalco vuole.

Qui maniscalco è usato per indicare il veterinario. Il cavallo che è ammalato, ha bisogno della sollecita cura dell’uomo dell’arte, ed il ritardo nel ricorrere ai suoi consigli, può esser causa che la malattia pigli piede e s’aggravi. Ricordiamoci dell’antico proverbio latino: Principiis obsta sero medicina paratur. [p. 132 modifica]

3. Chi ne ferra ne inchioda, oppure:

Chi non ferra non inchioda.

Il primo di questi proverbi deve essere stato inventato da qualche sbadato maniscalco, per iscusarsi della sua disattenzione o della sua imperizia. Maniscalchi di questo genere sono perpetuamente arrabbiati, una scossa di coda, una zampata sul terreno, traggono loro di bocca bestemmie senza fine, quando non picchiano di santa ragione il povero animale. Per far presto e con minor fatica, ricorrono a qualsiasi espediente; pastoie, capezzoni, torcinasi e ferri troppo caldi sono i mezzi che impiegano, pur di sbrigarsela rapidamente. Per tal guisa i cavalli diventano fastidiosi, indocili e sempre più difficili a lasciarsi ferrare. Quanti non sono i cavalli che al solo vedere il maniscalco si adombrano! È il grembiale di cuoio che li spaventa, dicono i maniscalchi; È il ricordo dei mali trattamenti subiti, diciamo noi con più verità. Conosco un reggimento di armi a cavallo, nel quale sono severissimamente proibiti i mezzi coercitivi per ferrare, tutt’al più si può far uso di un capezzone, o di una maschera che impedisce al cavallo di vedere; ebbene, in quel reggimento nessun cavallo presenta difficoltà ad essere ferrato.

Il secondo proverbio tende a scusare ii maniscalco che inchioda un cavallo e vale quanto l’altro: Chi non fa, non falla. Certo, in ogni mestiere sonvi delle difficoltà che non sempre si riesce a vincere, e del resto tutti possono sbagliare. Anche al primo proverbio si può dare lo stesso significato benevolo.

4. Chi non cura il chiodo, perde il ferro ed il cavallo.

Qualche chiodo smosso, non bene ribadito, può esser causa che il ferro si stacchi durante il [p. 133 modifica]lavoro, o lungo una marcia e se non si ha l’avvertenza di riparare prontamente a questo accidente, si corre rischio di compromettere gravemente il cavallo, sciupandone le unghie.

5. Ferro che risuona di un chiodo abbisogna.

Quando manca qualche chiodo ad un ferro, uno se ne può accorgere facilmente dal rumore particolare che fa il piede posandosi a terra; occorre quindi richiedere l’opera del maniscalco perchè metta subito il chiodo che manca.

6. Il ferro è per il piede e non il piede per il ferro.

Questo proverbio dovrebbe essere scritto a lettere di scatola in tutte le mascalcie, affinchè i maniscalchi lo avessero sempre ben presente alla memoria. È un’aforisma che da solo racchiude in sè quasi tutti i precetti e le norme di mascalcia. Il ferro deve essere foggiato secondo il piede del cavallo e mai devesi obbligare il piede ad adattarsi mediante limature, raschiature e simili ad un ferro irrazionale e non conveniente.

7. L’ouvrier en fer (maréchal ferrant) et l’ouvrier en bottes, ne doivent pas payer d’impôt.

Proverbio arabo: Sannaâ el hadide ou sannaâ etemmague ma ibezeurche. Presso gli arabi nè il maniscalco, nè il calzolaio pagavano, una volta, le imposte; forse addesso la cosa, ad imitazione di quello che avviene presso gli europei, cammina diversamente. [p. 134 modifica]

8. Mettere i chiodi nei buchi fatti.

Veramente questo più che un proverbio è un modo di dire. Carlo Dati scrisse: «La ragione perchè S. Lò (storpiatura di S. Eligio, protettore dei fabbri ferrai) non inchiodava i cavalli è perchè metteva sempre i chiodi nei buchi fatti.» Mettere i chiodi per l’applicazione del ferro ai cavalli è operazione semplice, ma racchiude una pratica speciale che si acquista solo coll’esercizio della mascalcia; e chi mal pratico dell’arte del ferrare deve applicare chiodi, veda di indovinare i buchi fatti ed eviterà facili ferite al piede, le quali sono sempre assai dolorose e fanno facilmente zoppicare il cavallo.

9. Non piede, non cavallo, ed anche:

Non ferro, non cavallo, e gli inglesi:

No foot, no horse.

Incerta basis, instabile aedificium, dicevano i latini e ben con ragione. A che infatti potrebbe servirci un bellissimo cavallo con mezzi di locomozione straordinari, se appena fatti pochi passi zoppica per malattia di piede? Ben con ragione dicono gl’inglesi: Niente piede, niente cavallo, perchè questo animale se ha piedi cattivi, serve ad un bel nulla; come a nulla servirebbe un bel edificio se le sue fondamenta non fossero solide e capaci di sostenere le parti superiori. Le leggi fìsiche non si possono distruggere.

10. Per un chiodo si perde un ferro, per un ferro un cavallo, per un cavallo un cavaliere, ed i tedeschi:

Eines Hufeisens willen verdirbt oft ein Pferd, e gli inglesi: [p. 135 modifica]

For want of a nail the shoe is lost, for want of a shoe the hors is lost, for want of a horse the rider is lost.

Per la prima parte vale quanto è detto più sopra al proverbio: Chi non cura il chiodo, ecc.; per la seconda parte si può intendere la mala applicazione del ferro, la qual cosa può produrre la rovina del cavallo, poichè quando esso è mal ferrato è debole, inciampa, e può trarre con sè a rovina il cavaliere. Mai troppa sarà quindi la diligenza del palafreniere e dei padrone nell’esaminare gli zoccoli del cavallo. Specialmente prima d’intraprendere una marcia od un lavoro di qualche entità è necessario assicurarsi del perfetto stato della ferratura.

11. Se ai buchi vecchi l’occhio non avrai, maniscalco, il cavallo inchioderai.

È un buon precetto pei maniscalchi. Prima di ferrare un cavallo essi devono esaminare attentamente il ferro vecchio ed il suo modo d’attacco al piede, come appunto suol fare il calzolaio, che se vuol fare una scarpa che calzi bene deve esaminare la vecchia. Badando ai buchi vecchi ed alla forma dello zoccolo sarà meno facile inchiodare un cavallo. Superfluo aggiungere che in termine ippico inchiodare un cavallo significa pungerlo sul vivo dell’unghia quando lo si ferra.