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Adiecta (1905)/I/XXVIII

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De profundis

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I - XXVII I - XXIX
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DE PROFUNDIS



     Poveri morti miei, che mi chiamate
con voi dalla remota oscurità,
vorrei vivere ancor poche giornate
4per questi figli e poi venir costà.

     Il mio santo dover sarà compiuto
quando il nido potranno abbandonar,
quando nel dì dell’ultimo saluto
8tranquillamente li potrò baciar.

     Allora, oh allora chiuderò contento
gli occhi che il sol non rivedranno più
e il capo piegherò senza un lamento
12per questa vita che crudel mi fu.

     Poveri morti, e voi m’accoglierete
come il figlio lontan che ritornò;
quel che avviene quassù domanderete
16e come in sogno io vi risponderò.

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     Nel mondo che lasciai, poveri morti,
l’uomo e la donna son malvagi ancor,
portan la croce i deboli pei forti,
20la vita è piena d’odio e non d’amor.

     È segno di virtù l’esser crudele,
segno di debolezza è la bontà.
Si mangia in ogni casa il pan col fiele,
24agro di bile e di perversità.

     L’istinto del dover più non rimane
dove la Borsa le sue porte aprì.
Se lavoro non c’è, rincara il pane
28e se il volgo ne muor, meglio così.

     La terra pei ladroni è paradiso
e le commende fan rubar di più.
Il ministro di Dio s’è circonciso
32e tien banco all’insegna di Gesù.

     Che se tarda dal ciel vien la saetta
e il Sant’Ufficio mal si regge in piè,
i vescovi oramai chiedon vendetta
36per uno scherzo, ai Giudici del Re.

     Fino al Genio latin sincero e sano,
che vivea di giustizia e verità,
Zaratustra parlò che al Sovrumano
40dice bello il delitto e la viltà.

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     La rea fortuna e le stagion mutate
han guasto l’aria ed hanno infetto il suol,
l’inverno è caldo e nevica l’estate,
44la terra è stanca e si raffredda il sol.

     Così la vita non ha più conforti
di fede, di bellezza e carità....
Oh, meglio, meglio assai, poveri morti,
48dormir nel buio dell’eternità.

     Meglio dormir dove il silenzio serba
la maestà solenne del dolor,
meglio dormir con voi, là dove l’erba
52cresce tacendo e non si coglie il fior.

     Eppure.... ahimè, felicità perfetta
nemmen tra i morti ritrovar si può!
Non conoscono ancor la bicicletta
56e allora non c’è gusto! Aspetterò.