Adiecta (1905)/II/LVI

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Nel 50 annivers. della mia venuta al mondo

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Nel 50 annivers. della mia venuta al mondo
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NEL CINQVANTESIMO QVARTO ANNIVERSARIO

DELLA MIA VENVTA AL MONDO

QVESTI DVE SONETTI

A ME STESSO

BENE AVGVRANDO

OFFRO

I.


     In alto, in alto, de le bianche stelle
per la divina e scintillante via,
sopra i venti, le nubi e le procelle,
4in alto, in alto ascendi, anima mia.

     Gitta il carico reo d’ossa e di pelle,
vesta di tradimento e di bugìa,
poichè col latte de le sue mammelle
8te la incorrotta Verità nudrìa.

     E sali e sali nell’azzurro immenso
dove il sol non ha più forza e governo,
11dove nulla è finito e nulla è denso;

     e nel salir del tramite superno,
l’immortale vedrai, negato al senso,
14splendor della Giustizia e il Vero eterno.





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II.


     E pur, se l’occhio del pensier non erra
scrutando il corso delle umane sorti,
la Giustizia verrà dal cielo in terra
4a giudicar sovrana i vivi e i morti

     dando il grano a colui che lo sotterra,
lasciando il frutto a chi coltiva gli orti,
l'ira cessando e la fraterna guerra
8che insanguina la spada in mano ai forti.

     O benedetti e lungamente attesi
giorni santi di pace e d’abbondanza,
11fremer vicina l’ala vostra intesi!

     Lento, ma certo, il regno tuo s’avanza
Giustizia, o dei traditi e de gli offesi
14ultimo sogno ed ultima speranza!