Adiecta (1905)/III/XIII

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Anarchico

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ANARCHICO


     Lenta nei lunghi secoli
la dea Giustizia incede,
3ma dove pone il piede
germoglia in pace il grano
e le messi maturano
6pingui al lavoro umano.

     Lente le idee si movono,
ma noi moviam con loro.
9compagni nel lavoro
e nell’amor fratelli.
Sono le idee che vincono
12le idee, non i coltelli.

     E ahimè. Tra i sogni torbidi
della pazzia tu vedi
15l’odio soltanto e credi
tra il sangue esser più forte
se uccidi per uccidere
18e scherzi con la morte!

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     Ah no, tu l’orde d’Attila
re dominar dovevi
21se ai deboli volevi
col ferro impor la fede,
se il laccio del carnefice
24strozza chi a te non crede!

     Furtivo nelle tenebre
rechi la morte e il foco
27e scavi a poco a poco
sotto il terren la mina,
che inghiottirà i cadaveri
30nell'ampia sua rovina.

     E che? Mostri di Nini ve.
Templi d’Assùr lucenti,
33superbie di possenti,
torri adunate a stuolo,
chi vi ridusse in polvere,
36chi vi spazzò dal suolo?

     Non fu la rabbia o l’impeto
della vendetta bieca,
39non fu la forza cieca
che vi schiantò dal fondo,
ma un solo raggio, un palpito
42d’amor che scosse il mondo!

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     Lungi di qui la livida
ira ed i sogni orrendi!
45Negli ipogei discendi
tra i mostri e le chimere.
Giustizia e non carnefici,
48questo dobbiamo volere!