Aminta (1590)/Al molto magnifico e generoso signore, il signor Girolamo Otto

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Al molto magnifico e generoso signore, il signor Girolamo Otto

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Al molto magnifico e generoso signore, il signor Girolamo Otto
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Tasso - Aminta, Manuzio, 1590 - 0002.jpg

AL MOLTO MAG.

ET GENEROSO

SIGNORE,

Il Sig. Girolamo Hotto.

Tasso - Aminta, Manuzio, 1590 - 0044.jpg

HAvendo riſoluto (molto Mag.co mio Sig.re) dar di nuouo al Mondo, le diuine Poeſie del Sig. Torquato Taſſo, altre volte ſtampate da noi, in picciolo carattere; in forma hora, & litera grande, sì per far il douuto honore all’opere di così raro ſpirito, come anco per commodità, & piacere de[’] diuerſi miei Signori, [p. v modifica]& amici; ſrà quali eſſendo V. S. Mag.ca vno de’ primi, che deſiderano le opere di queſto Poeta in ampla, & honorata forma; & io all’incontro deſideroſiſſimo di ſeruirla, & con qualche occaſione, far ſegno al Mondo (oltre l'obligo mio) dell'affettione, & ambitioſo deſiderio, c'hò di eſſere conoſciuto per vno de’ ſuoi amoreuoli ſeruitori, & inſieme di tutti i Signori ſuoi fratelli; hò per eſpediente preſo, ſenza più tardare, inuiarli per caparra del rimanente, l'Aminta fauola Boſchereccia di eſſo Sig. Taſſo, poema nobiliſſimo, & al parer mio perfettiſſimo, in tutte le ſue parti, & in cotal genere quaſi diuino. Ecco Sig. mio, che compiacendo in vno iſteſſo tempo, & à V. S. & à me ſteſſo, in quel modo cho poſſono le deboli forze mie; le mando queſto poco, di quel molto, che io deſidero; & ſeguirò l’impreſa, ſe conoſcerò, che queſto principio non le ſia ſtato diſcaro, ma in qualche parte degno della gratia ſua; ò che almeno non ſdegni, che io per queſta ſtrada (non me ne hauendo la maligna [p. vi modifica] fortuna, fino queſta hora conceſſo altra) poſſi da chi che ſia, che leggerà, eſſere conoſciuto, per vno de ſuoi affettionatiſſimi, & per vno, che, ſe poteſſe ſenza offendere la modeſtia di lei, con verità, malgrado de’ maligni, ed in ſcritto, e con la viua voce diuentarei tromba delle tanto rare, quanto riguardeuoli qualità ſue, degne veramente d’ogni maggior grado; ſe ben, mercè del voſtro valore, quello che hora tenete, & vi conſeruate, è grandiſſimo, & riguardeuole; accompagnato da ſomma cor teſia, magnanimità, affabilità, che fanno à gara, con la realtà ſenza parangone, & da vna marauiglioſa ſollecitudine, & vigilantia intorno all’importantiſſimi negotij, per geloſia dell’honore, non mirando quaſi più oltre, che alla intatta conſeruatione di quello; (penſieri che di raro ſogliono hoggidì ritrouarſi frà Mercanti) ogni vna delle quali doti, per ſe ſola baſtarebbe à far Illuſtre qual ſi voglia perſona; & fù ben indegno, & affatto cieco, chi già non le conobbe, & hora non le ammira. Ma per non [p. vii modifica]eſſere fuori di tempo, & loco, troppo lungo, & recarle noia, quì darò fine, ſperando con altra miglior occaſione ſpiegar queſto mio pregno deſiderio: & aſpettando ſegno da V. S. di poterlo fare, di tutto core le baſcio le mani.

Di Venetia, il primo dell'anno 1590.


          Di V. S. molto Mag.ca


Ser.re Affettionat.mo



Nicolò Manaſſi.

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AL MOLTO MAGNIFICO

E GENEROSO

SIGNORE,

Il Sig. Girolamo Otto.

Tasso - Aminta, Manuzio, 1590 - 0044.jpg

Tasso - Aminta, Manuzio, 1590 - 0025.jpgAvendo risoluto (molto Magnifico mio Signore) dar di nuovo al Mondo, le divine Poesie del Sig. Torquato Tasso, altre volte stampate da noi, in picciolo carattere; in forma ora, e litera grande, sì per far il dovuto onore all’opere di così raro spirito, come anco per comodità, e piacere dei diversi miei Signori, [p. v modifica] e amici; fra quali essendo V. S. Magnifica uno de’ primi, che desiderano le opere di questo Poeta in ampla, e onorata forma; ed io all’incontro desiderosissimo di servirla, e con qualche occasione, far segno al Mondo (oltre l'obbligo mio) dell'affezione, e ambizioso desiderio, che ho di essere conosciuto per uno de’ suoi amorevoli servitori, e insieme di tutti i Signori suoi fratelli; ho per espediente preso, senza più tardare, inviarli per caparra del rimanente, l'Aminta favola Boschereccia di esso Sig. Tasso, poema nobilissimo, e al parer mio perfettissimo, in tutte le sue parti, e in cotal genere quasi divino. Ecco Sig. mio, che compiacendo in uno istesso tempo, e a V. S. e a me stesso, in quel modo cho possono le deboli forze mie; le mando questo poco, di quel molto, che io desidero; e seguirò l’impresa, se conoscerò, che questo principio non le sia stato discaro, ma in qualche parte degno della grazia sua; o che almeno non sdegni, che io per questa strada (non me ne avendo la maligna [p. vi modifica]fortuna, fino questa ora concesso altra) possi da chi che sia, che leggerà, essere conosciuto, per uno de suoi affezionatissimi, e per uno, che, se potesse senza offendere la modestia di lei, con verità, malgrado de’ maligni, ed in scritto, e con la viva voce diventarei tromba delle tanto rare, quanto riguardevoli qualità sue, degne veramente d’ogni maggior grado; se ben, mercè del vostro valore, quello che ora tenete, e vi conservate, è grandissimo, e riguardevole; accompagnato da somma cortesia, magnanimità, affabilità, che fanno a gara, con la realtà senza parangone, e da una maravigliosa sollecitudine, e vigilanza intorno all’importantissimi negozij, per gelosia dell’onore, non mirando quasi più oltre, che alla intatta conservazione di quello; (pensieri che di raro sogliono oggidì ritrovarsi fra Mercanti) ogni una delle quali doti, per se sola bastarebbe a far Illustre qual si voglia persona; e fu ben indegno, e affatto cieco, chi già non le conobbe, e ora non le ammira. Ma per non [p. vii modifica]essere fuori di tempo, e loco, troppo lungo, e recarle noia, quì darò fine, sperando con altra miglior occasione spiegar questo mio pregno desiderio: e aspettando segno da V. S. di poterlo fare, di tutto core le bascio le mani.

Di Venetia, il primo dell'anno 1590.


          Di V. S. molto Mag.ca


Ser.re Affettionat.mo



Nicolò Manassi.