Archivio Glottologico Italiano, vol. 10, 1886-88/Rime Genovesi della fine del secolo XIII e del principio del XIV, edite da E. G. Parodi/premessa

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Rime Genovesi della fine del secolo XIII e del principio del XIV, edite da E. G. Parodi Rime Genovesi della fine del secolo XIII e del principio del XIV, edite da E. G. Parodi - I.

[p. 109 modifica]Pubblicando questa seconda ed ultima parte del noto codice Molfino1 perchè non mi pare che meriti la dimenticanza a cui fu condannata, nè sotto l’aspetto glottologico, nè sotto quello della storia letteraria, poche cose ho da aggiungere alla minuta descrizione che di esso codice ha dato il valente editore della prima sua parte, il dottor N. Lagomaggiore. Codesta prima parte, pubblicatasi nel II volume dell’Archivio glottologico (164-312), la quale noi pure possiam chiamare 1.° codice, ammettendo l’originaria divisione in due, finisce col f. cviiii; e la seconda o il 2.° codice incomincia col f. cxxiii. Parrebbe perciò che avesse ragione il Lagomaggiore dicendo che qui andarono perduti 13 fogli. Ma, proseguendo nell’esame, una singolarità ci arresta: ed è che la prima e più antica numerazione, dopo esser proceduta dal cxxiii al cxxx (dove l’ultimo x è raschiato, forse per opera di qualcuno che tentò grossolanamente di render meno sensibile l’incongruenza che stiamo per notare), discende a un tratto, col secondo quaderno, al cxv, senza che vi sia nel testo interruzione o sconnessione di sorta, e mentre la seconda numerazione prosegue regolarmente il suo corso. Come si spiega ciò? A me par chiaro che si debba a questo modo: colui che numerò pel primo il manoscritto, lo possedeva coi due quaderni, che soli ora restano del 2.° codice, posti in ordine inverso, ed egli, senza badarvi, li numerò come gli venivano innanzi; l’autore invece della seconda numerazione, più accurato e più dotto, accortosi dell’errore, rimise al loro posto i due quaderni e li numerò esattamente, secondo i fogli che ne restavano. Cosi il quaderno che cominciava col cxv dovè passar dopo quello che cominciava col cxxiii. Alle quattro carte del secondo dei quaderni superstiti (i quali formano 14 fogli in tutto) furono strappate le due metà posteriori; [p. 110 modifica]e poiché esso quaderno arriva al cxx, i due fogli strappati portavano senza dubbio il cxxi e il cxxii; dopo i quali seguiva quel cxxiii che ora è il primo foglio della parte che qui si pubblica. Ne viene di conseguenza, che non sono 13 i fogli mancanti, ma 5, uno dei quali probabilmente apparteneva al primo codice. Infatti, all’ultimo quaderno di questo, composto di due sole carte, fu strappata la metà posteriore della prima, cioè l’ultimo foglio, che doveva chiudere il codice e rimanere bianco.

Io del resto ho per fermo che sieno d’uno stesso autore e queste Rime e quelle già pubblicate; me ne persuadono, tra altri motivi, i numerosi luoghi, che tra le due parti si corrispondono quasi colle stesse parole; e di qui la ragione del mio titolo. È all’incontro altrettanto sicuro, che è un altro l’amanuense della seconda parte (non meno spropositato di quello della prima) e più moderno, e anche appartenente a una gradazione dialettale diversa. Onde certi caratteri idiomatici, che rendono vieppiù importante questo nostro testo, come spero che tra non molto mi sarà dato dimostrare.

Riguardo alla trascrizione del codice, superfluo dire che vi procedetti con la maggiore accuratezza che sapessi; sì da presentarlo con ogni fedeltà all’occhio dello studioso. Sciolsi bensì le abbreviature, ma indicando in corsivo le lettere che per ciò erano aggiunte; accolsi ancora nel testo le emendazioni sicure; ma, o diedi nelle note la lezione del ms., o adoperai parentesi rotonde per le lettere da espungere, quadre per quelle da inserire. Altre emendazioni, che lasciavan dei dubbj, sono rimandate anch’esse alle note, insieme con le minute particolarità del codice e gli schiarimenti più necessarj.


E. G. P.



Note

  1. Ora appartiene all’Archivio Civico di Genova; e qui io rendo pubbliche grazie al sig. F. Sommariva, dell’Archivio medesimo, per la cortesia con cui si prestò a facilitarmi la copia e la collazione.