Canti (1831)/A Silvia

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XIX. A Silvia

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Il risorgimento Le ricordanze
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XIX.


A SILVIA.



Silvia, sovvienti ancora
Quel tempo de la tua vita mortale,
Quando beltà splendea
Ne gli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
5E tu, lieta e pensosa, il limitare
Di gioventù salivi?

     Sonavan le quiete
Stanze, e le vie dintorno,
Al tuo perpetuo canto,
10Allor che a l’opre femminili intenta
Sedevi, assai contenta
Di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
Così menare il giorno.

     15Io gli studi leggiadri
Talor lasciando e le sudate carte,

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Ove il tempo mio primo
E di me si spendea la miglior parte,
D’in su i veroni del paterno ostello
20Porgea gli orecchi al suon de la tua voce,
Ed a la man veloce
Che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
Le vie dorate e gli orti,
25E quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
Quel ch’io sentiva in seno.

     Che pensieri soavi,
Che speranze, che cori, o Silvia mia!
30Quale allor ci apparia
La vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
Un affetto mi preme
Acerbo e sconsolato,
35E tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
Perchè non rendi poi
Quel che prometti allor? perchè di tanto
Inganni i figli tuoi?

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     40Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
Da chiuso morbo consumata e vinta,
Perivi, o tenerella. E non vedevi
Il fior de gli anni tuoi;
Non ti molceva il core
45La dolce lode or de le negre chiome,
Or de gli sguardi innamorati e schivi;
Nè teco le compagne a i dì festivi
Piagionavan d’amore.

     Anco peria fra poco
50La speranza mia dolce: a gli anni miei
Anco negaro i fati
La giovanezza. Ahi come,
Come passata sei,
Cara compagna de l’età mia nova,
55Mia lagrimata speme!
Questo è quel mondo? questi
I diletti, l’amor, l’opre, gli eventi
Onde cotanto ragionammo insieme?
Questa la sorte de l’umane genti?
60A l’apparir del vero,
Tu, misera, cadesti: e con la mano
La fredda morte ed una tomba ignuda
Mostravi di lontano.