Chi l'ha detto?/Parte prima/31

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§ 31. Fiducia, diffidenza

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§ 31.



Fiducia, diffidenza





Sull’argomento della maggiore minor fiducia da usarsi nelle cose della vita non trovo miglior consiglio del dantesco:

507.   Guarda com’entri, e di cui tu ti fide.

(Dante, Inferno, c. V, v. 19).
e pure di Dante è l’altra frase, che spesso si ripete a denotare persona che gode la più illimitata fiducia di un altro:
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508.        Io son colui che tenni ambo le chiavi
          Del cor di Federigo....

(Inferno, c. XIII, v. 58-59).
Questi, come si sa, è Pier della Vigna che fu cancelliere e confidente di Federico II imperatore. In luogo della frase dantesca si può, in certi casi, più a proposito citare il virgiliano:

509.                  Fidus Achates.1

(Eneide, lib. I, v. 188 e in altri luoghi dello stesso poema).
Il testo dice precisamente: «Fidus quæ tela gerebat Achates.»

Nel caso particolare della fiducia che può concedersi a chi racconta, è bene che questi tenga presente il verso:

510.   Di più direi; ma di men dir bisogna.

usato dall’Ariosto (Orlando Furioso, c. XXVI, ott. 22) il quale nel narrare sulla fede di Turpino le prodezze di Roggero, che assale i Maganzesi traditori, soggiunge:

E se non che pur dubito che manche
Credenza al ver c’ha faccia di menzogna,
Di più direi; ma di men dir bisogna.

Do qui luogo anche all’oraziano:

511.   ....Credat Judæus Apella
Non ego: namque deos didici securum agere
                                   [aevum;
Nec, si quid miri faciat natura, deos id
Tristes ex alto cceli demittere tecto.2

(Orazio, Satire, lib. I, sat. 5, v. 100-103).
Si cita anche isolatamente il primo emistichio. I commentatori si sono molte volte domandato chi fosse questo Apella, e
[p. 155 modifica]naturalmente non hanno mai saputo che cosa rispondere. Sembra che il nome di Apella non fosse infrequente fra i liberti ebrei del Trastevere; vedasi, inter alia, Cic. ad Fam., VII, 25: «Ne Apellæ quidera liberto tuo dixeris» e gli Atti degli Apostoli, VI, 9; e d’altra parte gli Ebrei erano ritenuti dai Romani come gente superstiziosa a cagione della loro religione. È quindi naturale che Orazio per indicare un individuo credulo, scegliesse un nome comune fra i Giudei. La vecchia etimologia della voce Apella, da a particella privativa e pellis, a indicare un circonciso, filologicamente non regge.

Note

  1. 509.   Il fido Acate.
  2. 511.   Ci creda l’ebreo Apella, non io; poichè so che gli dèi menano vita tranquilla; e se la natura fa talora qualche portento, non sono gli dèi corrucciati a mandarlo dall’alta volta celeste.