Colpo d'occhio a Roma/Basiliche primarie

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BASILICHE PRIMARIE.

Roma, unica Metropoli dei magnifici tempii, conta circa 378 Chiese, oltre 50 Cappelle, e 20 primarii Oratori. Il Forestiere che li visita rimarrà bene estatico nel mirare quasi in tutti i suddetti, marmi superbi, stucchi, ricchi arredi, dorature, celebri quadri, rarità, e per ogni dove una decenza, una polizia somma ed ammirabile. Notiamone almeno le più maestose.

Il primo Tempio di tutto il cattolico mondo, è l’antica Basilica Lateranense, eretta circa il 224 dell’Era volgare dall’Imperatore Costantino, ove giaceva la casa di Plauzio Laterano, morto nella pretesa congiura contro Nerone, e la donò a S. Silvestro I. Questo Tempio Situato sul Monte Celio, s’innalza col suo piano 150 piedi sopra il livello del mare. Il Sommo Gerarca vi prende possesso della sua suprema dignità, e gl’Imperatori ivi ricevono l’aurea corona. Presenta una grandiosa facciata con ringhiera ove sono 10 statue alte palmi 27, e nel mezzo quella del Salvatore alta 30. L’interno è a croce greca a 5 navi ed una trasversa. In grandi nicchie fra colonne di verde antico sono le statue dei 12 Apostoli, e più in alto in ovati grandi le pitture dei 12 Profeti maggiori. Due colonne di granito rosso alte 44 piedi reggono il grande arco che dà accesso alla nave traversa; e saliti alquanti gradini, evvi il maestoso Tabernacolo di gotica forma, [p. 30 modifica]sostenuto da 4 colonne penteliche, circondato da balaustre con dorati cancelli. Fra le infinite reliquie di questa patriarcale Basilica, vi sono le teste di S. Pietro, e S. Paolo racchiuse entro grandi busti di argento e d’oro, ornati di gemme preziose. Ricche e superbe sono le Cappelle che vi si ammirano, e quella del Principe Corsini è la più gaia e ricca di tutte le altre di Roma. L’organo della Basilica è pure superbo, e il più grande di tutti gli altri della città. A questo Tempio è annesso il Battisterio Lateranense, ove Costantino fu battezzato da S. Silvestro. Quasi avanti alla Basilica giace il Santuario della Scala Santa costruito nel 1589 da Sisto V, ove fra 5 gradinate, quella di mezzo è di gradini 28 di marmo thirio, che costituiva la scala del pretorio di Gerusalemme, dove più volte salì N. S. Gesù Cristo nel palazzo di Pilato. Alla sommità si apre la Cappella detta Sancta Sanctorum, ove incassata in argento evvi antichissima immagine del Salvatore alta palmi 7 di greco lavoro.

La Patriarcale Basilica di S. Pietro in Vaticano, è il più grande Tempio del mondo. Dal pavimento alla sommità della croce della gigantesca sua cupola ideata da Bramante Lazzari, è alta palmi 611; e dalla porta di mezzo di bronzo alla cattedra 837 palmi di lunghezza: la sua larghezza maggiore è di palmi 607. Nella sola palla che è [p. 31 modifica]sopra la cupola sotto la croce, entrano 16 persone. In tale maestoso Tempio sono riuniti i prodigi della pittura, della scultura, e di tutte le belle arti. Si compì in circa tre secoli, e costò oltre 50 milioni di scudi. L’interno di questa sorprendente Basilica è a croce latina, ed ha 4 magnifiche navate con quella della crociera, oltre gli sfondi delle Cappelle. La grande volta è tutta abbellita di cassettoni ricchi di colorati stucchi; il pavimento tutto intarsiato di vari e fini marmi. In mezzo alla crociata sù 7 gradini di marmo bianco evvi l’ara massima isolata, e si rivolta ad oriente, su cui grandeggia la magnifica cupola. È coperta da un baldacchino di bronzo sostenuto da 4 spirali colonne, alte più di palmi 34. Tale macchina tutta di bronzo lavorata dal Bernini, è alta palmi 130, e pesa 186392 libbre. Innanzi a tale altare papale, per doppia marmorea scala discendesi alla tomba, che si denomina Confessione di S. Pietro, ove riposano i corpi di S. Pietro, e di S. Paolo; vi è innanzi genuflessa la statua di Pio VI del Canova. Può scendersi anche alle Grotte Vaticane, ove sono moltissime ossa di Martiri, sepolcri di Pontefici, e Chiesa a tre navi con basse Cappelle, e vi si scorgono insigni monumenti di antichità dei primi secoli del cristianesimo. Tutto in S. Pietro è sorprendente, magnifico, colossale. Vi ardon sempre 121 lampade. I musaici, i marmi, i celebri dipinti, i capi d’opera d’arte e di scoltura come dissi riboccano, sono innumerevoli. Vi esistono 40 statue di metallo, 96 di marmo, 161 di travertino, 80 di stucco, in tutte 347. Le colonne di varii marmi squisiti sono 229, di travertino 503, di metallo 16, in tutte 784. Vi si ammirano 32 superbi Altari, e altri undici nelle Grotte, 3 nell’ampia sagrestia, in tutti 46, in 33 de’ quali scorgi di superbi musaici i quadri. Molti e magnifici sono i Depositi, i Mausolei in colossali statue. Il fonte battesimale presenta una conca di porfido lunga 17 palmi; ma il maggior porfido che esiste in Italia, eccettuato quello che copre la Rotonda in Ravenna, si vede nel sepolcro dell’Imperatore Ottone II, postovi nel 1466. [p. 32 modifica]Sono inumati in S. Pietro 134 Papi. Feste principali vi si celebrano per Pasqua, Corpus Domini, S. Pietro, Natale.

La Patriarcale Basilica Ostiense, o di S. Paolo, rimane lungi dalle mura di Roma oltre un miglio sulla riva sinistra del Tevere. Eretta da Costantino, la consacrò S. Silvestro I nel 322. Fu investita dalle fiamme il 16 Luglio 1823, e se ne riordinò la edificazione due anni appresso. Così risorse più gaja qual brillante gioiello, con 80 colonne nella retta navata. Il pavimento è ricchissimo di lastre di marmo bianco e bardiglio che incastrano preziosi dischi di fiammeggiante granito rosso d’Egitto. Le pareti sono incrostate di marmo di Carrara: il cornicione è di marmo bianco, e grandi finestre illuminano così sorprendente Tempio, ove il superbo soffitto è a cassettoni ricchi di dorati intagli. Nel mezzo della navata trasversa evvi l’antico altare papale che rimase illeso dalle fiamme, eretto nel 1285 con 4 colonne d’alabastro orientale racchiuso da balaustra di marmo e di porfido. Sotto quest’altare si serba parte dei corpi di S. Pietro e di S. Paolo. In questo Tempio, indescrivibile per la sua magnificenza, si ammirano squisiti marmi, dorature, pitture superbe anche di moderni illustri autori, e vi si contano 82 colonne di granito, ed 8 pilastri pur di granito di ordine corintio, tagliate tutte nella montagna del Sempione. Nella facciata evvi un grande musaico. La Basilica Ostiense venne abbellita oltremodo dal Sommo Pontefice Pio IX, che la consacrò il 10 Dicembre 1854, assistito da 49 Cardinali, e da 140 Arcivescovi e Vescovi. Magnifico è pure il campanile di travertino a più ordini. Alla Basilica è annesso un ampio Monistero di Cassinensi edificato nell’anno 1220.

La quarta Basilica Patriarcale, è la Liberiana di S. Maria Magqiore, così detta perchè è il più grande Tempio di quelli dedicati alla Vergine. Rimane sulla vetta dell’Esquilino, e s’innalza 177 piedi sopra il livello del mare. Ebbe origine dalla neve che sotto il Pontefice Liberio vi cadde il 5 del caldissimo Agosto 352. Ricca è di musaici, di [p. 33 modifica]marmi, di dorature, di quadri insigni d’autori, e nella principale facciata ha 2 ordini di colonne joniche e corintie, con portico a 2 piani, con loggia superiore. Il quadro campanile è il più grande di tutti gli altri della Capitale. Colonne 8 di granito abbelliscono il portico a 5 archi. L’esterno nell’occidentale lato è adorno di statue. Il Tempio è a 3 navi, divise da 56 colonne joniche di candido marmo greco, e 4 di granito. Il pavimento è di musaico. Il soffitto è intagliato a scompartimenti. Il musaico dell’arco del presbiterio è del V secolo. Avanti la Tribuna si scorge isolato l’altare papale, formato da una antica urna di porfido con larga mensa di marmo bianco, sostenuta da 4 putti di dorato bronzo. Al di sopra innalzasi magnifico un baldacchino di dorato metallo sostenuto da 4 colonne di porfido. Nella quinta Cappella ove sono 10 colonne di porfido, entro urna d’argento evvi parte della culla di Gesù con un Bambino al di sopra, trasportatavi nel 642 dalla Palestina. Capolavoro è il fonte battesimale con nel mezzo una tazza di fino porfido. La sontuosa Cappella Paolina a croce greca, eretta nel 1611 da Paolo V Borghese, dedicata a Maria SS., è una delle più magnifiche di Roma, e vi sono agate, lapislazzuli, diaspri d’oriente, rare gioje, e pietre preziose. Immenso è il concorso in S. Maria Maggiore la notte della Vigilia di Natale, e si vede allora splendidamente illuminata.

L’altra antichissima Patriarcale Basilica è S. Lorenzo fuori le mura sulla Tiburtina via a un miglio dalle mura istesse della Capitale. Ha un portico sostenuto da 4 colonne di marmo pario, e 2 di bigio, tutto d’ordine jonico, ornato d’un fregio di mosaico. La triplice navata è nell’intorno divisa da 22 colonne joniche di orientale granito. La tribuna, il cui pavimento è di antico mosaico di pietre dure, è circondata da altre 12 colonne di paonazzetto scanalate, con capitelli corinti, e sopra le quali altre 41 ve sono più piccole. L’altar maggiore è isolato e coperto da baldacchino sostenuto da 4 colonne di porfido. Dorato è [p. 34 modifica]il soffitto del Tempio. Sotto detto altare evvi una Cappella, chiamata Confessione di S. Lorenzo, dove Pelagio II pose il corpo di tale Santo, e di S. Stefano venuto da Costantinopoli nel 557. Superbi quadri adornano la Basilica, dalla cui sinistra navata si scende a sotterranea Cappella; ove sono ossa d’infiniti Martiri; e da ivi si và alle Catacombe di S. Ciriaca, e annesso Cimiterio con antichi sotterranei. Presso questo Tempio di S. Lorenzo, in adesso uffiziato dei RR. PP. Cappuccini, è oggi l’ampio Camposanto di Roma incominciato nel 1836, e con Cappella in fondo, e decorato nonmeno di portici, di sculture, di iscrizioni infinite. Entro casse di legno si pongono i cadaveri, che poi di notte tempo si conducono mercè grandi carrettoni in questo bipartito terreno offerente un popolo di tombe, ove in un baleno, cenere sopra altra cenere cade!

Sull’edificio chiamato Sessorio, ove s’agitavano cause civili, Costantino, dopo che sua madre S. Elena Imperatrice rinvenne il Legno santo della Croce, eresse la Basilica Sessoriana di S. Croce in Gerusalemme. S’innalza sull’Esquilino 142 metri ed oltre sopra il livello del mare. Presenta un portico adorno di varie colonne, 4 delle quali di granito. L’interno del Tempio è a tre navi con soffitto pitturato dal Giaquinto, con mosaici del Peruzzi, come l’abside è superbo lavoro del Pinturicchio. Colonne 4 di finissima breccia corallina sostengono il baldacchino dell’altar maggiore, e sotto la mensa in un’urna di basalte riposano i Corpi di S. Cesario ed Anastasio. La piccola loggia in alto comunica con una Cappella superiore interna, nella quale fra le insigni Reliquie, evvi il Legno della Croce santa, alcune spine della corona di Gesú, ed uno dei chiodi che lo trafisse. In questo Tempio vi sono quadri dei più illustri autori, affreschi del Pomarancio, bellissimi sepolcri di marmo di vario colore; e nell’annesso Monastero una Biblioteca ricca di libri, e di manoscritti.

S. Sebastiano è pure una delle Basiliche maggiori, e rimane fuori della Porta Appia sopra l’antico Cimiterio di [p. 35 modifica]Calisto detto le Catacombe, perchè escavato vicino ai sepolcri dove vuolsi che in varie volte fosservi inumati circa 174 mila Martiri. V’è un portico a 3 archi con 8 binate colonne di granito. Il Tempio è ad una sola nave. È ricco di Reliquie, vi è il corpo di S. Calisto, un braccio di S. Andrea, ed in un’urna di marmo riposa il corpo di S. Sebastiano. Nell’altar maggiore vi sono quattro colonne di verde antico. Per marmorea scala scendesi in un Oratorio, in cui eravi la sedia di marmo dove venne ucciso S. Stefavo Papa. Le Catacombe, o sottoposte grotte, larghe circa 6 miglia, in alcuni punti alte sino a 16 piedi, formano una specie di sotterranea città, distribuita per tante strade, corridoi, cappelle, camere, chiesette con innumerevoli sepolcri, cripte, loculi con tal foggia di cassoni, ove si ponevano 2, e fino a 4 corpi insieme.

Merita di esser pure ricordata la Basilica di S. Maria in Trastevere, celebre per essere stata la prima chiesa eretta in Roma ad onore e gloria di Maria SS. in quella situazione istessa ove giacea la Taberna Meritoria, la quale fu Ospizio degli invalidi antichi soldati romani. Fu da Alessandro Severo donata ai Cristiani, e Calisto I nel 222 la ridusse a tempio, e venne in seguito riedificato da Innocenzo II nel 1139, e Clemente XI nel 1702 vi aggiunse il portico a 5 archi, sulla cui ringhiera vi sono 4 statue di Santi, e l’antico musaico nella facciata postovi da Eugenio III. La Chiesa è a 3 navi separate da 24 colonne di granito bigio e rosso. Il pavimento è intersiato di marmi, il soffitto dorato a superbi intagli, ove nel mezzo in lamina di rame evvi l’Assunta capo lavoro del Domenichino. L’altare della Confessione è ricchissimo di reliquie, e in alto della Tribuna vi sono musaici del 1143. Magnifiche sono le 7 Cappelle, con quadri del Caracci, del Procaccini, del Guidotti, del Gherardi. Vi sono sepolti Innocenzo II e molti Cardinali. Nella Sacrestia vi è un ciborio di marmo lavoro magnifico di Mino da Fiesole. — S. Clemente è una delle Chiese più antiche di Roma. Presenta un vestibolo [p. 36 modifica]un’atrio sostenuto da colonne, e colonne 16 dividono l’interno a 3 navi; ove si vede la Tribuna adorna di musaici, e di musaici e d’intagli sono adorni i pulpiti detti Amboni. Il pavimento è di piccole pietre ad uso di mosaico. Isolato è l’altar maggiore, con baldacchino sorretto da colonne di paonazzetto. Vi sono in questo Tempio pitture del Chiari, del Conca, del Grecolini, del Ghezzi, del Romelli, del Massaccio. Nelle parti sotterranee di questa chiesa si è testè scoperta l’antica Basilica di S. Clemente.