Colpo d'occhio a Roma/Archi trionfali, piazze primarie, obelischi, torri

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Fontane primarie Basiliche primarie
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ARCHI TRIONFALI, PIAZZE PRIMARIE,
OBELISCHI, TORRI.

Oltre le Fontane, mirabili sonovi nella Capitale anche alcuni Archi trionfali, avanzi della antica Romana grandezza. Superbo è l’Arco di Costantino, a tale Imperatore eretto dal Senato e popolo di Roma per la sua riportata vittoria contro Massenzio sul Ponte Emilio a due miglia della città. È a tre arcate, adorno di 8 colonne a bassi-rilievi che rappresentano la presa di Verona ed altre vittorie. — Ne molto lungi da S. Maria della Navicella vedesi l’Arco di Dolabella innalzato da Cajo Giunio Silano nell’anno 12 [p. 23 modifica]dell’Era volgare. — L’Arco di Gallieno vicino alla chiesa di S. Vito e Modesto, è di pietra tiburtina, e vennegli dedicato da Marco Aurelio Vittore l’anno di Cristo 260. — Di prospetto alla via di S. Giorgio in Velabro, vedesi l’Arco di Giano quadrifronte, che serviva al popolo per difendersi dalla pioggia e dal sole. Ha 4 fornici, ed è tuttora rivestito di marmo greco. Ogni pilone ha 6 nicchie. — L’Arco dei Pantani, è così detto perchè in antico giaceva in paludosa situazione; uno di quelli che decoravano il foro di Augusto chiamato di Nerva, ove di fronte si vedono gli avanzi del Tempio di Marte ultore, che era uno dei più sontuosi di Roma. — Il Senato e popolo Romano per le riportate vittorie sulle barbare nazioni da Settimio Severo, e dai suoi figli Caracalla, e Geta, innalzò questo magnifico Arco trionfale sotto il Campidoglio, verso l’anno 205 dell’Era cristiana. È a 3 arcate di marmo salino con 8 colonne scanalate composite, e con basso-rilievi consunti dal tempo. — L’istesso Senato e popolo di Roma edificarono l’Arco di Tito dopo la sua morte, per la conquista di Gerusalemme. Giace al di là di S. Francesca Romana. È di marmo bianco, e per l’architettura estimasi il più bel monumento che di simil genere sia rimasto.

Si contano in Roma 148 Piazze, fra le quali le più belle sono le seguenti. Piazza del Popolo, ove capirebbero [p. 24 modifica]210,000 persone stipate a 12 per metro quadrato, si mostra con 4 simetriche fabbriche, in 2 vaghi semicerchi, ai lati de’ quali miri nel mezzo di 2 vaghe Fontane con gruppi di colossali statue, e nel centro della piazza un egizio Obelisco di granito rosso alto 108 palmi sopra una quadrangolare scalinata con piedistallo di palmi 37 che serve di base, e lo sormontano agli angoli 4 leoni di egizio stile che gittan acqua nei sottoposti tondi bacini. Tale obelisco era nella città di Eliopoli in Egitto, erettovi da Ramasse figlio del Re Sesostri, che viveva anni 1565 avanti G. G. Augusto nel 744 di Roma lo trasportò in questa Capitale, e dove ora giace vennevi innalzato da SISTO V nel 1589. Di prospetto all’altra parte della piazza vi sono due uniformi tempj con cupola, e si vedono in mezzo, la bellissima via del Corso, a destra l’ampia strada di Ripetta, a sinistra quella del Babuino, che conduce nella quadrilunga superba Piazza di Spagna, uno dei più belli soggiorni di Roma. Possono ivi capire 126,000 persone ristrette, o 42,000 a 4 per ogni metro quadrato. Dalla parte di Trinità de’ Monti evvi la magnifica alta e simetrica gradinata a più rami con marmoree balaustre, formando la più gaja prospettiva. In tutta Roma si contano 6075 colonne, e quelle monumentali sono 9. Dal lato verso Propaganda, il 18 Dicembre 1856 vi s’innalzò la monumentale Colonna di marmo caristio di un sol pezzo, con una sua parte fasciata con ornamenti di dorato metallo, destinatavi dalla Santità di PIO IX a perpetuare la memoria della definizione dogmatica della Immacolata Concezione. Del diametro di un metro, e 45, posa su due ottagoni basamenti, l’inferiore de’ quali offre nei 4 lati opposti altrettanti piedistalli ove siedono le marmoree statue dei Profeti Mosè, Isaia, Davidde, Ezechiele. Ai 4 lati maggiori dell’altro basamento sono gli stemmi in bronzo del Sommo Pontefice PIO IX, e sopra si vedono quelli di Maria, la cui statua pure di bronzo, alta palmi 18, e metri 4, è a capo la colonna, la quale termina a capitello composito di [p. 25 modifica]candido marmo fra intagli e gigli; e su esso capitello giace un marmoreo tondino ove posa la Vergine sul globo terrestre sorretto dai simboli dei 4 Evangelisti, con sotto ai piedi la Luna. — Nella quadra Piazza Colonna, la più centrale di Roma, e luogo di convegno, ove possono capirvi 75,000 persone a 12 per ogni m. q. da una parte, evvi la Chiesa della Pietà: verso il Corso, una Fontana con vasca, conchiglie, e delfini; dall’altra parte nel 1839 vi fu aggiunto un portico con 16 colonne joniche scanalate, e 2 orologi, uno alla astronomica, alla italiana l’altro, che segnano le ore illuminati nella notte; quivi è posto il Casino dell’armata Francese. Nel mezzo della piazza innalzasi la vacua colossale Colonna Antonina erettavi dall’Imperatore Comodo ad onore di Marco Aurelio Antonino. È d’ordine dorico, formata da 28 massi circolari di marmo bianco. Il suo basamento si sotterra 16 palmi, e con questo s’innalza palmi 217, mentre ha un diametro di palmi 17 e mezzo. Per 190 gradini incavati a chiocciola nel marmo, illuminati da 41 feritoje, si ascende a capo della Colonna, da ove godesi bellissima veduta nella ringhiera che vi esiste con in mezzo la statua in bronzo di S. Paolo, sostituita da SISTO V quella dell’indicato Imperatore. Al di fuori è tutta istoriata di bassorilievi a spira, risguardanti le vittorie riportate nella Germanica guerra. — Nella prossima Piazza di Monte Citorio si ammira l’Obelisco solare d’Augusto, di granito rosso con geroglifici, alto palmi 98, con piedistallo pure di granito alto 19 palmi, che posa su zoccolo di marmo bianco alto palmi 13 e mezzo; cosicchè la sua totale altezza, senza il globo di bronzo che è a capo con piccola aguglia, è di palmi 130. Fu eretto in Eliopoli da Sesostri Re d’Egitto, e Augusto lo portò a Roma. Fu nel 1745 disotterrato da BENEDETTO XIV, e quindi innalzato da PIO VI. — Nuovo gradevole panorama ti presenta la quadrilunga bellissima Piazza Navona, già detta Circo Agonale, costrutto da Alessandro Severo, che molto più figurerebbe se fosse meno lorda. Dopo quella di [p. 26 modifica]S. Pietro è la più grande della città, segnando la sua superficie circa undicimila metri quadrati. Vi possono capire 183,000 persone stipate a 12 per ogni quadrato metro, o 61,000 se militarmente se ne pongono per ogni metro sole 4. Oltre le belle (v.) Fontane che vi sono, e la sontuosa Chiesa di S. Agnese costruita da INNOCENZO X Pamphylj ivi sepolto; è adorna di botteghe, e vi si vendono infiniti erbaggi, grani, e frutta, e nel Mercoledì vi sono pingui Mercati, con molti Ebrei, venditori di libri, di legumi, di ferravecchi e di anticaglie; come altro Mercato di bestiame è nel Lunedì e Sabato fuor di Porta del Popolo al Foro Boario — La magnifica Piazza Vaticana è un’area divisa in 3 sezioni, ove potrebbero capire 624,000 persone stipate a 12 per ogni metro quadrato, o 208,000 poste militarmente a 4 per metro. La prima delle dette sezioni è Piazza Rusticucci lunga palmi 360, larga 304. La seconda di palmi 885 è elittica e cinta di un superbissimo portico in 2 mezzi cerchi, alto 80 palmi, largo 82, ove è il colonnato a 4 ordini di colonne di travertino d’ordine Jonico, alte palmi 49, in tutte 284, oltre 99 pilastri. Lavoro capo d’opera d’architettura del Bernini, che ne adornò la sommità, o ringhiera con diversi stemmi pontificii, e con 96 statue alte palmi 14. In tale colonnato che s’incominciò nel 1661 da ALESSANDRO VII, e venne compito da CLEMENTE IX, sonovi 3 spaziosi ambulacri, capendovi in quel di mezzo 3 carrozze di fronte (v. Fontane). Nel centro di tale piazza seconda, nel 1586, o circa anni 75 prima che s’incominciasse il colonnato, SISTO V vi collocò l’Obelisco che vi si vede, alto palmi 113 e mezzo, compresa la croce 166, largo 12 alla base, 8 nella sommità. Vuolsi che pesi libbre 999,789. Verso il Nord v’è traccia di una meridiana costruita nel 1817, la quale coll’ombra dell’Obelisco istesso segna i movimenti mensili e giornalieri del Sole nel Zodiaco all’ora del mezzo dì. Grandi 4 candelabri con 7 globi di cristallo per ciascuno, fattivi porre nel 1832 dalla Santità di [p. 27 modifica]PIO IX, illuminano a gas l’ampia piazza, ed altri 8 globi rischiarano la terza sezione, o piazza quadrilatera verso la Basilica, ed è lunga palmi 537, fiancheggiata da 2 vasti ambulacri salienti, lunghi ognuno palmi 524, larghi 32, con più 11 grandi finestre per parte, e sopra adorna al solito di statue. Dal Sommo Pontefice PIO IX si posero le 2 colossali statue marmoree di S. Pietro e di S. Paolo a piè della scalinata di 22 gradini di travertino, divisa in 3 piani con in mezzo un padiglione del Maderno a 16 cordoni, che si protrae innanzi al Tempio 317 palmi. — Il più grande Obelisco però che siavi in Roma, è quello posto da SISTO V nella vasta Piazza di S. Giovanni in Laterano. È pieno di Egizi caratteri, e già esisteva in Tebe nel Tempio di Ammone mentre regnava Thoutmosi III, anni 1740 prima dell’Era volgare. È alto palmi 144, e col piedistallo 150, segnando nella maggiore sua larghezza 14 palmi. — Nella Piazza del Quirinale, che innalzasi metri 49 sopra il livello del mare, fra i 2 equestri colossi Castore e Polluce alti palmi 25, che frenano focosi destrieri, PIO VII vi pose nel mezzo un’egizio Obelisco di rosso granito, che dal piano della strada alla croce di bronzo è alto palmi 96. L’ampia tazza di granito bigio che vi si vede nella sottoposta fontana, è di 111 palmi di circonferenza, il suddetto Pontefice ivi la fece porre. Nella piazza della Minerva Papa ALESSANDRO VII sopra un grande piedistallo, fecevi situare un’Elefante di marmo bianco che ha sul dorso un’egizio Obelisco con geroglifici, alto 24 palmi. — Così nella Piazza di S. Maria Maggiore v’è pure un’Obelisco Egizio trasportato a Roma da Claudio Imperatore. Ve lo collocò Sisto V, e col piedistallo è alto palmi 96. A pochi passi prima di entrare in tale piazza, si scorge una specie di colonna di granito, sopra cui stà la figura del Crocifisso, e quella della Madonna. Venne eretta da Clemente VIII nel 1595 per l’assoluzione concessa a Enrico IV Re di Francia. Nel mezzo poi della piazza giace una scanalata Colonna di marmo greco d’ordine [p. 28 modifica]corintio, a capo a cui mirasi la statua di Maria in bronzo dorato — Di rimpetto alla Chiesa di S. Adriano si vede la Colonna di Foca, sopra la quale giaceva la statua di tale Imperatore. È di marmo striato, di 6 palmi di diametro, e 63 di altezza, oltre il piedistallo alto 16 palmi. — Ne è a dimenticarsi che Pio VI nel 1785 nell’altura di Trinità de’ Monti innalzò altro Obelisco di granito d’Egitto con geroglifici, alto palmi 63 non compresovi il piedistallo. — Nella piazza o quatrivio delle Quattro Fontane, formata dall’incrociamento di due assai lunghe strade, nei 4 angoli vi sono fontane 4, con giacenti statue, e vi si gode la superba veduta di 3 già indicati Obelischi. — Magnifica poi, e ben conservata è la Colonna che nella quadrilunga Piazza di Colonna Trajana s’innalza nel mezzo del Foro Trajano architettato dal celebre Appollodoro, e devastato poi dai Barbari. Ha 23 giri all’esterno di superbi bassirilievi indicanti le vittorie riportate da Trajano contro Decelabo Re dei Daci. Senza contare i cavalli, le armi, le macchine che vi sono scolpite, tra mezze figure, e le intere, tutte capi d’opera di scoltura, sono 2500. La Colonna è d’ordine Jonico, formata da 34 pezzi di marmo bianco, della totale altezza di palmi 193. Per una interna scala tagliata nel ridetto marmo con 185 gradini illuminati da 43 spiragli, si giunge a una ringhiera alla sommità, ove alla statua di Trajano, Sisto V nel 1590 che disotterrò la colonna, sostituì quella di S. Pietro in bronzo dorato.

[p. 29 modifica]Torri ma non molte oggi si vedono in Roma. In antico ve ne erano 740. Nella via di Tor de’ Conti, una se ne scorge antica, è così detta perchè edificata nel 1203 da Innocenzo III di casa Conti. — Nell’atrio del Monastero di S. Domenico in S. Caterina da Siena sopra Magnanapoli, si sorge una gigantesca Torre eretta da Bonifazio VIII, detta delle Milizie, perchè supponesi fabbricata ove eravi altra costruita da Trajano pei soldati. Vuolsi che Nerone dalla sommità di tale Torre, godesse in vedere l’incendio di Roma. —