Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite/Introduzione

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Introduzione

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Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite Parte I
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INTRODUZIONE.






I dotti cooperatori dell’immortale Rozier ci fecero conoscere, nell'opera che ànno pubblicata sulla Coltivazione della vigna e l’Arte di fare il vino, tutto ciò che si poteva desiderare su d’un argomento così importante; ma restava ancora d’illuminare quella classe sì laboriosa, cui dobbiamo un ramo di commercio considerabile, e far arrivare fino ad essa le preziose verità di questo trattato.

Sebbene sentissi la necessità di spogliare quest’opera de’suoi ricchi colori e del suo apparato scientifico perchè potess’essere tra le mani di tutti, cionullaostante non avrei osato alcuna intrapresa, se nel frattempo del suo ministero il sig. Chaptal, [p. 10 modifica]della cui confidenza mi onoro, non mi avesse particolarmente incaricato di farne l’estratto. ’O sacrificato tutti gli ornamenti dello stile alla chiarezza e precisione, non avendo altro in vista, se non che di esporre semplicemente i principj che ànno rapporto alla vigna. Senza la pretesa di far perciò un’opera nuova, ò inserto qualche volta, dietro questi celebri oenologisti, dei pezzi che non avrei potuto presentare in maniera più intelligibile; siccome dovea necessariamente guadagnare avvicinandomi a così buoni modelli, ò seguito nelle varie parti che compongono questo compendio, la stessa loro divisione, e tutti i testi de' miei capitoli, sono egualmente quelli delle loro opere.

La prima parte risulta di ciò che à rapporto alla vite, all’arte di coltivarla, ai pericoli che può incorrere per l’inscienza o la pigrizia del vignajuolo, e mi sono risolto con molta pena a cercare dettagli piccantissimi e curiosissimi sulla parte storica de’ vini e delle vigne di Francia, sulle spese della sua coltura, e sulla loro storia naturale.

Nella seconda parte, che tratta del vino e del modo di cambiarne natura, e migliorarne la qualità, ò dati alcuni dettagli sulle differenze ch’esistono tra il mucoso dolce ed il mucoso zuccarino, ed ò avuto la maggior cura di far conoscere i [p. 11 modifica]fenomeni della fermentazione, la cui teoria è stata sviluppata con modi chiari e brillanti dalle cure di quell'illustre dotto, al quale la nostr’arte deve sì grandi successi. Sebbene le macchine e i vasi relativi al vino compongano insieme questa seconda parte, non ò potuto indicarli tutti. Non ò dato altro che la descrizione del torchio à étiquet, il cui uso mi parve generalmente adottato, e che merita sì bene una tale preferenza.

Tutto ciò che à rapporto ai prodotti secondarj del vino, sia per la maniera di estraerli, di purificarli, di riconoscerne il titolo, sia per i vasi impiegati alla distillazione, e per i numerosi saggi che sono stati tentati onde perfezionarli, si trova nella terza parte.

Gli usi moltiplici dell’aceto per la preparazione de’ nostri alimenti, e per i nostri diversi bisogni rendono estremamente preziosi tutti i dettagli che possediamo su quest’arte, che non è stata ben conosciuta se non che col mezzo dei travagli de’ sigg. Demachi e Parmentier. Questa quarta parte à per oggetto la fabbrica degli aceti semplici e composti, e i mezzi di riconoscerne la natura, coll’apprezzarne la qualità.

Sebbene non siami dissimulata la poca stima che si deve generalmente avere per i compendj, non [p. 12 modifica]cercherò di rilevare il merito di questo coll’annunzio fastoso delle piccole aggiunte che gli ò fatte. Essendo quest’opera destinata soltanto ai vignajuoli proprietarj, mi riputerei assai felice se potesse essergli utile, e se credessero che gl’impegni con essi contratti non erano troppo difficili ad adempiersi.