Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite/Parte III/II

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Parte III - Capitolo II

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CAPITOLO II.


Della migliore costruzione di una stanza destinata ad abbruciare.


Si dà il nome di stanza destinata ad abbruciare al locale, in cui sono posti tutti i vasi, ed istrumenti, che servono alla distillazione dei vini. Una delle cose più importanti, che deve decidere della sua posizione è la prossimità delle acque, che [p. 171 modifica]sono in questa operazione di un utile sì grande, che se non sì possono prodigalizzare a piacere, lo stabilimento non avrà tutto il successo, che si aveva sovente il diritto di attendere. Bisogna essere posti sopra una fontana, in modo di avere una conserva sempre piena, che somministri continuamente alla parte inferiore dei mastelli, e faccia scorrere quella, che potrebbe essere riscaldata; con questo mezzo l’acquavite è fredda allorchè cade nella conca e non se ne perde (come ciò arriva spesso) una gran quantità che vola in vapori, e che riempie alcune volte la stanza.

Se i luoghi della fermentazione fossero costruiti come l’abbiamo indicato, un solo uomo, col mezzo di un tubo riempirebbe i diversi lambicchi. La cantina potrebb’essere posta sotto la stanza stessa destinata ad abbruciare, ed allora si condurrebbe facilmente l’acqua-vite della conca nei vasi apparecchiati a riceverla, per evitare sopra tutto nel caldo l’evaporazione dello spirito ardente: bisognerebbe, che le botti fossero di pietra, o se fossero di legno, la cantina dovrebbe essere buona, e di una temperatura uniforme e costante.

Il luogo meglio montato ch’esista a questo oggetto è quello dei signori Argant fratelli, costruito a Valignac, di facciata a Colombiers, la prima posta venendo da Montpellier a Nimes. Là bisogna ammirare ciò che possono gli sforzi riuniti di due uomini, i quali possedendo profonde cognizioni in chimica, ed in meccanica, sembrano aver rivalizzato tra loro, onde presentare per tutto i processi più ingegnosi, ed i risultati più soddisfacenti. Ci rincresce non poterli far conoscere in dettaglio, e [p. 172 modifica]non poter far conoscere quella preziosa composizione, colla quale ricoprono i loro vasi di rame, in maniera, che non siano più attaccati dall’azione dell’acido, che si trova nel vino.


Note