Con quanta cura (enciclica) - Sillabo/Sillabo/Paragrafo 2

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Paragrafo 2

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Papa Pio IX - Con quanta cura - Sillabo (1864)
Traduzione dal latino di Anonimo (1864)
Paragrafo 2
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§ II.

Razionalismo moderato.

VIII. Siccome la ragione umana si equipara colla stessa religione, perciò le discipline teologiche hannosi a trattare al modo delle filosofiche.

Alloc. Singulari quadam perfusi, 9 decembre 1854.

IX. Tutti indistintamente i dommi della religione cristiana sono obbietto della naturale scienza ossia filosofìa, e l’umana ragione, storicamente solo coltivata, può colle sue naturali forze e principii pervenire alla vera scienza di tutti i dommi anche i più reconditi, purchè questi dommi sieno stati alla stessa ragione proposti.

Lett. all’Arciv. di Frisinga Gravissimas, 11 decembre 1862.
Lett. al medesimo Tuas libenter, 21 decembre 1863.

X. Altro essendo il filosofo ed altro la filosofia, quegli ha diritto e ufficio di sottomettersi alla autorità ch’esso ha provato essere vera; ma la filosofia nè può, nè deve sottomettersi ad alcuna autorità.

Lett. all’Arciv. di Frisinga Gravissimas, 11 decembre 1862.
Lett. al medesimo Tuas libenter, 21 decembre 1863.

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XI. La Chiesa non solo non dee mai correggere la filosofia, ma eziandio deve tollerarne gli errori e lasciare che essa corregga se stessa.

Lett. all’Arciv. di Frisinga Gravissimas, 11 decembre 1862.

XII. I decreti della Sede apostolica e delle Romane Congregazioni impediscono il libero progresso della scienza.

Lett. all’Arciv. di Frisinga Tuas libenter, 21 decembre 1863.

XIII. Il metodo e i principii, coi quali gli antichi Dottori scolastici coltivarono la teologia, non si confanno alle necessità de’ nostri tempi e al progresso delle scienze.

Lett. all’Arciv. di Frisinga Tuas libenter, 21 decembre 1863.

XIV. La filosofia si deve trattare senza avere riguardo alcuno alla soprannaturale rivelazione.

Lett. all’Arciv. di Frisinga Tuas libenter, 21 decembre 1863.

N. B. Col sistema del razionalismo uniti sono in massima parte gli errori di Antonio Günther, che vengono condannati nella Lett. al Card. Arciv. di Colonia Eximiam tuam, 15 giugno 1847; e nella Lett. al Vesc. di Breslavia Dolore haud mediocri, 30 aprile 1860.