Considerazioni intorno ai Discorsi del Machiavelli sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Capitolo XV

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Libro secondo
Capitolo quindicesimo

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Gli stati deboli sempre fiano ambigui nel risolversi: e sempre le diliberazioni lente sono nocive


Da due cagione procedono le ambiguitá delle deliberazione: l’una da debolezza di quelli che hanno a risolvere, non dico debolezza di forze e di potenzia, ma debolezza di prudenzia e di ingegno; e questa cagione può cadere cosí in uno principe come in una republica; e credo che quando el Discorso disse gli stati deboli, intese deboli di prudenzia, benché la debolezza delle forze può in parte accrescere la irresoluzione, perché communemente e’ partiti che hanno a pigliare gli stati deboli, sono communemente piú pieni di difficultá e di pericoli. L’altra cagione che è propria delle republiche, è quando sono piú uomini che hanno a resolvere, e tra questi sono le opinione varie; il che può procedere o da malignitá, perché abbino diversi fini, o pure sanza malignitá, perché e’ giudíci degli uomini non si conformino, come accade spesso etiam tra prudenti. Ed è vero che queste sospensione communemente sono perniziose, perché mentre stai sospeso non puoi provedere né all’uno caso né all’altro; e se qualche volta sono utile, come sarebbe accaduto a’ lavini, e’ quali se fussino tardati ancora tre o quattro dí piú a risolversi, non arebbono patito pena di quello poco viaggio; nondimeno questa è una utilitá che risulta piú presto per caso che altrimenti. La suspensione è adunque da aborrire, la resoluzione sommamente da laudare; ma s’ha da avvertire che lo stare neutrale può anche procedere per resoluzione, non per suspensione: nel secondo caso la neutralitá è reprensibile, nel primo può essere ed utile e perniziosa secondo la qualitá de’ casi, di che trattare non è ora materia nostra. El medesimo dico del differire qualche altra azione o esecuzione; che se la tarditá procede da irresoluzione è sempre dannabile, ma se si fa deliberatamente può essere laudabile.