Cose lauretane/La pittura di Andrea di Assisi

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La pittura di Andrea di Assisi

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Cose lauretane La sacra edicola
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LA PITTURA DI ANDREA DI ASSISI.


7. Or dunque il principale assunto del nobile Cavaliere, è quello di trattare sopra una tavola di ANDREA DI ASSISI soprannominato l’INGEGNO, dipinta al dire del nostro autore, nell’anno 1470. Scrive però il Ticozzi, che Andrea di Assisi nacque circa il 1470, e si accecò in età di 34 anni. Il Lanzi poi dice precisamente che nacque nel 1470, e morì nel 15561. Dunque secondo il detto del Sig. Cavaliere, il celebre Pittore di Assisi dipinse questa tavola quando ancora non era nato.

8. Soggiunse il Sig. Cavaliere, che la tavola dipinta da questo Artista, è ancor essa una prova, che la venuta della Santa Casa seguisse nell’anno 1294. «In tal proposito mi giova tornare alla tradizione della Venuta della Santa Casa nel 1294 adducendo IN PROVA una antica tavola dipinta da Andrea di Assisi denominato l’Ingegno» 2. Ma questo non è argomentare una buona logica; imperciocché le pitture che rappresentano i fatti, non bastano esse sole a rendere testimonianza dell’epoca; le immagini di Maria Santissima Assunta in Cielo, non stabiliscono in qual’anno seguisse il suo beatissimo transito, e tutte quante le tavole in cui si vede rappresentata, ricordano e documentano quel consolante mistero, senza dirci però che oggi siamo nel 1844. Così il dipinto dell’Artista di Assisi, dimostra il fatto miracoloso dell’arrivo, sopra di cui non abbiamo contrasto, ma non accenna se quando Egli lavorò quella tavola, il prodigio rappresentatovi fosse più, o meno lontano.

9. Scrive ancora il Sig. Cavaliere che questa tavola è stata esaminata e giudicata dai più distinti maestri e pittori, e annunzia [p. 7 modifica]la speranza di farla pendere un giorno nella Basilica Lauretana3. Quindi Egli sà dove stia, e chi ne sia il Proprietario, e tuttavia non dice in qual parte del Mondo si trovi, se in Francia, Spagna, o in Italia. Ancor questo è un indizio di trascuranza, poiché non v’è nessuno il quale scriva di pitture o di statue, senza specificare possibilmente il luogo in cui stanno.

10. Io poi non sono intelligente delle Arti, e quando anche vedessi la tavola di cui si tratta, non saprei formarne giudizio. Nulladimeno attenendomi alle sole parole dell’istesso Sig. Cavaliere, penso che la pittura da lui descritta, e allegata come una prova, non sia altrimenti la Immagine della Santa Casa di Nazaret. Imperciocché quando essa giunse miracolosamente in Italia aveva una porta sola, e così restò sempre, finché ai tempi di Clemente VII. vi si aprirono tre nuove porte, e fu murata la antica. Questo è un fatto notissimo a tutti, sopra di cui non sorge alcun dubbio4. La Casa però rappresentata nella tavola di Andrea di Assisi ha due porte, dunque non è la immagine della Santa Camera di Loreto.

11. Ecco le parole precise del Sig. Cavaliere «La prospettiva della Sacra Edicola è assai ben disegnata con chiari oscuri bellissimi, specialmente nelle due porte laterali». Ma l’unica porta che vi era nella Santa Casa, non stava nel prospetto, bensì nel mezzo del fianco laterale che volge a Settentrione «Una tum erat janua, ut supra demonstravimus, in medio fere pariete qui vergit ad Septentriones»5. Dunque la celebrata pittura di Andrea di Assisi, in cui le porte stanno in un fianco, non è la immagine della Santa Camera di Loreto.

12. Anzi lo stesso Sig. Cavaliere dichiara, che la pittura tenuta da lui sotto gli occhi, non è la Santa Casa di Nazaret, ma è [p. 8 modifica]solamente l’esterno di una Chiesa. L’architettura ci richiama ai tempi di Benedetto XII, fra il 1334, il quale edificò intorno alla Sacra Edicola una Chiesa. Dunque nella dipintura dell’Assisiense il Sig. Cavaliere potè credere di vedere la Chiesa di Loreto, come si offriva all’occhio nel suo prospetto esteriore, ma non vide certamente, e non credè di vedere la Santa Casa di Nazaret.

13. Siccome poi nessun pittore, volendo dipingere la immagine di qualche oggetto, dipinge solo la Casa dentro cui sta contenuto, così non è da credere che l’artista di Assisi, volendo delineare la Santa Casa di Nazaret, risolvesse di pingere solamente gli aspetti esterni del tempio, dentro cui sta rinchiusa in Loreto. Difatti scrive lo stesso Sig. Cavaliere, che della antica Chiesa Lauretana non esiste memoria disegnata. Dunque egli nella tavola dell’Assisiense, vidde una Chiesa posata sulle nuvole, e sostenuta dagli Angioli, ma non potè vedervi nell’interno la Santa Casa di Nazaret; e dagli aspetti esterni non potè giudicare, se quella fosse la Chiesa di Loreto, ovvero un altra Chiesa.

14. Conciosiachè nel Secolo XV, molte Chiese dedicate a Maria Santissima si dipingevano posate sulle nuvole, con sopra il tetto l’Immagine della Vergine sedente, e il Bambino nelle sue braccia. Senza uscire dalla nostra Marca, nel gran Sigillo della città di Fermo era scolpita l’antica sua Cattedrale sostenuta appunto dai nuvoli, e sopra il tetto vi è l’immagine di Maria, sedutavi con il Bambino in braccio. Questo Sigillo si conserva tuttora, e chi lo guarda senza considerazione, resta facilmente ingannato, credendo di vedervi la Santa Casa. Il mare che si vede nella tavola di Andrea di Assisi può facilmente indicare che la Città di cui dipingeva la Chiesa , stava poco lontana dalla spiaggia, come Ancona, Rimino, Ravenna, e tante altre. Quanto poi agli Angioli, tutti sappiamo e vediamo che gli Scultori e i Pittori li mettono con profusione a sostenere, non solamente i nuvoli, le immagini dei Santi, e le chiese, ma ancora gli ornamenti degli edifizj, e gli stemmi delle famiglie private. [p. 9 modifica] 15. Diciamolo pertanto un altra volta. Nella tavola di Andrea di Assisi si vede una Chiesa con due porte, disegnata secondo l’Architettura del 1334, dunque in quella tavola non è dipinta la Santa Casa di Nazaret. Se poi quel dipintore avesse voluto effigiare la Santa Casa, lo avrebbe fatto più o meno somigliantemente, ma non avrebbe mai disegnalo il contenente in vece del contenuto. Dunque la Chiesa dipinta nella tavola di Andrea di Assisi, non è neppure la Chiesa che circondava la Santa Camera di Loreto.

Note

  1. Lanzi Storia pittorica. Bassano 1818. Si veda il tomo II, pag. 30, ed il tomo VI. pag. 7.
  2. Opusculo del Ricci, pag. 8.
  3. Ricci, pagina 8, 16.
  4. Si veda il Torsellino, Libro II, Cap. XXIII.
  5. Torsellino, loco citato.