Dei delitti e delle pene (1780)/Capitolo XXIX

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Capitolo XXIX. Dei duelli.

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§. X X I X.


Dei Duelli.


Da questa necessità degli altrui suffragj nacquero i duelli privati, ch'ebbero appunto la loro origine nell'anarchia delle leggi. Si pretendono sconosciuti all’antichità, forse perchè gli antichi non si radunavano sospettosamente armati ne’ tempj, nei teatri, e cogli amici; forse perchè il duello era uno spettacolo ordinario e comune, che i gladiatori schiavi ed avviliti davano al popolo, e gli uomini liberi sdegnavano d’esser creduti e chiamati gladiatori coi privati combattimenti. Invano gli editti [p. 134 modifica]di morte contro chiunque accetta un duello, hanno cercato estirpare questo costume che ha il suo fondamento in ciò che alcuni uomini temono più che la morte; poiché privandolo degli altrui suffragi, l’uomo d’onore si prevede esposto o a divenire un'essere meramente solitario, stato insoffribile ad un uomo socievole, ovvero a divenire il bersaglio degl’insulti e dell’infamia, che colla ripetuta loro azione prevalgono al pericolo della pena. Per qual motivo il minuto popolo non duella per lo più come i grandi? Non solo perchè è disarmato, ma perchè la necessità degli altrui suffragj è meno comune nella plebe, che in coloro che essendo più elevati si guardano con maggior sospetto e gelosia.

Non è inutile il ripetere ciò che altri hanno scritto, cioè, che il miglior metodo di prevenire questo delitto, è di punire l’aggressore, cioè chi ha dato occasione al duello, dichiarando innocente chi, senza sua [p. 135 modifica]colpa, è stato costretto a difendere ciò che le leggi attuali non assicurano, cioè l’opinione, ed ha dovuto mostrare a suoi cittadini che egli teme le sole leggi, e non gli uomini.