Della moneta (1788)/Capitolo XIII

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Capitolo XIII - Tariffa istruttiva

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Capitolo XIII - Tariffa istruttiva
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CAP. XIII.

Tariffa istruttiva.


È Vecchia massima, che gli affari di commercio, come quelli d’agricoltura, meglio si regolano colle istruzioni che colle leggi. Ho analizzato tutte le comuni leggi monetarie, e ho fatto vedere, per quanto parmi, evidentemente l’inutilità delle medesime, tanto per rapporto alla Nazione, quanto relativamente all’Erario del Principe. Sembrami ora cosa opportuna il mostrare come si possa utilmente sostituire una tariffa puramente istruttiva alle tariffe coercitive, e quale esser debba questa tariffa.

In una Nazione commerciante, e principalmente nelle grandi piazze di commercio, ove una velocissima circolazione delle monete, o dei segni che le rappresentano, fassi per mani di gente, che sia sempre in attenzione di ritrarre dai cambj il maggiore profitto: in tal paese, dico, non può [p. 63 modifica]sopraggiungere alcuna differenza fra moneta e moneta, nè alcuna cagione di mutazione nei valori reciproci delle medesime, senza che la maggior parte del popolo ne resti avvertita. Ma nelle campagne e nelle Città lontane dal mare, ove non può mai essere assai vivace il commercio esterno e la circolazione di differenti specie di monete, si potrà assai utilmente dar contezza a ciascuno del popolo della quantità e qualità di metallo che forma qualunque moneta conosciuta nel paese, e di tutte quelle circostanze che possono alterare i valori delle medesime. Sarà bene pertanto stendere un catalogo di tutte queste monete, ed apporvi a lato il peso e il titolo di ciascuna, quanto calo sia per le medesime tollerato presso alle Nazioni confinanti, ed avvertire se suole una tal moneta trovarsi comunemente calante, e di quanto.

Riguardo al titolo sarà bene avvertire i cambiamenti che può aver sofferto una moneta in diverse date, perchè è avvenuto molte volte che la stessa moneta sia stata fabbricata d’inferior titolo nelle date posteriori, quantunque avesse il medesimo peso, il medesimo impronto, il medesimo nome. O se per avventura fosse accaduto che per frode degli operaj della Zecca sotto alla medesima data fossero state distribuite monete di vario titolo, ciò [p. 64 modifica]pure sarà bene di specificare, avvertendo se sono più comuni quelle di titolo inferiore o le altre.

La riputazione delle monete può dare alle medesime un valore reale maggiore o minore di quel che richiedono i rapporti dei metalli, come abbiam visto di sopra. Questo sarà dunque un articolo degno d’esser segnato nella tariffa istruttiva. Così si potrà notare, che lo Zecchino Veneziano ha un aggio pressochè in tutte le Piazze. Così pure si potrà avvertire, che una tale moneta, o per essere screditata, o per non essere abbastanza conosciuta, ha un corso non corrispondente al valore del metallo presso una tale Nazione confinante ec.

Non sarebbe che opportuno aggiungervi le tariffe delle Nazioni confinanti, e tutte le leggi monetarie che hanno vigore, e se sia possibile, anche il corso abusivo che ha ciascuna moneta presso le medesime.

Questa tariffa istruttiva conviene che sia rifatta ciascun anno, perchè vi siano notati i cambiamenti che successivamente avvengono alle monete, e conviene che sia pubblicata in guisa ad essere fra le mani del popolo. Per tal cagione io crederei, che si potessero obbligare tutti gli stampatori ad inserirla ne’ loro Almanacchi, poichè non v’è libro tanto sparso fra il popolo, quanto l’Almanacco. [p. 65 modifica]Conviene finalmente avvertire solennemente, che non si è voluto con essa tariffa determinare alcun valore alle monete, nè legare in alcun modo la più libera circolazione delle medesime, ma solo somministrare al popolo que’ lumi ch’esso non può avere da se intorno ai veri valori reciproci delle monete.