Della storia d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni/Libro terzo/13. I Costantiniani

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13. I Costantiniani

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[p. 81 modifica]13. I Costantiniani [337-379]. — I tre figli di Costantino, cesari in vita di lui, augusti dopo lui, tennero nell’imperio diviso, Costantino II, la prefettura delle Gallie; Costante, l’italica e [p. 82 modifica] l’illirica; Costanzio, la orientale. Tra breve, Costantino mosse guerra a Costante, e vi morí; onde Costante riuní tutto l’Occidente. Ma fu poi ucciso da Magnenzio nuovo competitore sorto in Gallia. Guerreggiarono allora Magnenzio e Costanzio; Magnenzio vinto s’uccise, e Costanzio rimase solo augusto. — Allora ei fece cesari prima Gallo, che in breve ei temette ed uccise; poi Giuliano letterato filosofo, cui non temeva. Questi governò dapprima in Gallia, e guerreggiò felicemente contro a’ franchi ed altri germani piú che mai prementi. Costanzio perdente all’incontro dinanzi ai persiani, chiese a Giuliano cesare il suo esercito; e l’esercito gridò augusto Giuliano stesso, il quale, morto intanto Costanzio, rimase egli pure imperator solo. — Era capitano ed uom di Stato non volgare; ma filosofo all’antica, romano stantío retrogrado. Rinnegò la religion nuova, e perseguitolla a modo suo; pochi supplizi e molti impedimenti (modo imitato in un grand’imperio a’ nostri dí); protesse, rinnovò all’incontro la religione vecchia, nazionale, di che era capo. — Passato in Oriente corse contro a’ persiani, li vinse, giunse al Tigri, e vi perí in battaglia, ultimo de’ Costantiniani [363], ultimo degli imperatori idolatri; e dopo il quale l’idolatria si ridusse a poco a poco al senato di Roma, alla statua della Vittoria ivi serbata per qualche tempo ancora, ed agli abitatori piú rozzi, men progressivi delle terricciuole, de’ pagi, onde furon detti «pagani». — L’esercito, rimasto senza imperatore, acclamò Gioviano, che cedette subito a’ persiani le conquiste e morí fra pochi mesi di malattia. — Quindi fu similmente acclamato Valentiniano, che si associò subito suo fratello Valente. Imperiò il primo in Occidente, s’associò suo figliuolo Graziano, e guerreggiò co’ germani sul Reno e sul Danubio, e morto lui, nel 375, imperiò Graziano, che s’associò suo fratello Valentiniano. E intanto imperiò Valente in Oriente che guerreggiò e patteggiò co’ persiani. Ed avendo patteggiato poi co’ visigoti spinti a spalle dagli unni, e conceduto loro di passare e stanziare sulla destra del Danubio, egli fu in breve assalito, vinto ed ucciso da essi ribellati. Questo fu il primo stanziamento grande fatto da’ barbari di qua da’ limiti di Augusto. Quindi spaventato Graziano, [p. 83 modifica] imperatore occidentale che avea giá un socio ma fanciullo, s’associò Teodosio capitano di nome, dandogli le prefetture minacciate d’Oriente e d’Illirio [379].