Delle notti/Lettera

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Lettera

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Edward Young - Delle notti (1745)
Traduzione dall'inglese di Giuseppe Bottoni (1770)
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[p. xxi modifica]xxt L ET T E R A S C. R ITT A DAL SIGNOR ABATE. PIETRO METASTASIO - POETA CESAREO AL SIGNOR DOTTORE, GIUSEPPE BOTTONI. t Illustr. Sìs. Sig. Padr. Cotendiss. a on infinito piacere, che mai non avrei saputo sperare di ritrarre dall’eccesso della mestizia, ho letto avidamente le sei Notti dell’insigne Poeta, YQUNGj nella elegante versione di V. S. Illustr issùna, e le sono grati ssìmo d’avermi cosi abituato alla conoscenza delle Muse ^Anglicane > a dhpet* to della mia involontaria imperizia nel culto loro illustre Idioma. Io le ha intese mercè di lei, ed ammirate a tal segno, che non mi sono punto avveduto della loro veste cambiata, Nor* ho Digitized by Google [p. xxii modifica]XXII ho osservato nella sua traduzione nep-> pure un solo di que’ tratti di pennello mal sicuri, e servili, che sogliono dU «stinguere. le copie dagli originali, e sono persuaso, che se il primo subli~ me Autore avesse cantato sulle rive ’ dell’Arno, avrebbe procurato di espriwiere i suoi pensieri con quella fluida e chiara nobiltà, e con quella costante e varia armonia, di cui gli ha V. S. Illustrissima, trasportandoli, mirabilmente arricchiti. Comprendo qual faticosa cura debba averle necessariamente tostato un così difficile lavoro; ma parmi ben degnamente impiegata/ Quanto sia grande il merito di questo eccellente Scrittore, si prova coi suoi stessi difetti, poiché malgrado l y or~ dine negletto, le frequenti ripetizioni, V ostinato costume di mostrarci sempre gli oggetti dal lato lor più funesto, e di non volerci mai condurre alla -virtù per altra via, che per quella della disperazione, malgrado ( dico ) tutte codeste così rincrescevoli circo** stanze, ci sa rendersi padrone del suo Lettore, e trasportarlo seco dove gli aggrada. Fensa egli sempre, e sempre con Digitized by Google [p. xxiii modifica]con profondità, e con grandezza;■ immagina sempre, e sempre con novità, ed evidenza, e tutto -vivacemente, e vigorosamente, e splendidamente colori^ sce, onde nella copia delle luminosi bellezze, che abbondano, non resta luogo al desiderio delle perfezioni, che mancano: come appunto nella magìa del colorito del Rubens si disperde talvolta la irregolarità del disegno. Auguro a V. S. Illustrissima la Continuazione del dichiarato favor d’Apollo nel -progresso di così bene incamminata lodevolissima impresa, auguro a me stesso facoltà, onde non usurparmi intieramente la sua troppo generosa par~ zialità. Sono intanto con la più grata, s’ulcera, e divota stima. • Di V. S. Illustrissima k

  • ^». 25. Maggio 1771.

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• * • m ** ♦ Vmiliss. Obbligntìss. Servitor vero. •.. PIETRO METASTASIO. • INDigitized by