Dizionario - Vocabolario del dialetto triestino/S
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S
Sabadilia, sf. bot. sabadiglia — veratrum sabadilia. Sabion, sm. arena, rena, sabbia; rena grossa: sabbione; rena minutissima: litta; rena de’ deserti: renischio. Sabioso, agg. arenario, arenoso, renoso, siliceo; sabbioniccio, sabbionoso, sabbioso. Sabo, sm. sabato, sabbato; no xe sabo senza sol, no xe dona senza amor, v. amor; Dio no paga ’l sabo, v. Dio. Sabota, sf. gladio, sciabola, spada, squarcina, e in ischerzo: affettapolpe (Baldovini), cinquadea, draghinassa, salacca, durindana — dalla spada di Orlando, e durlindana, che è una storpiatura di durindana; poet. acciaro, brando, ferro; che xe fato come una spada, eusiforme; spada de turchi, scimitarra; spada senza taio, per bater scherma, spada di marra; taio de la spada, filo tagliente della spada; schena de la spada, filo falso, o costola della spada; elsa vale tanto per impugnatura della spada, quanto per quella parte di essa che è per guardia e difesa della mano; dar colpi co la sabola, sciabolare. Sabolada, sf. sciabolata. . Saca(far), chir. far saccaia, o far sacco. Sacazo, sm. saccaccio. Sachegiada, sf. saccheggiamento, sacco. Sachegiador, sm. saccheggiatore. Sachegiar, va. saccheggiare, — andare a sacco, — dare, o fare il sacco, — far preda, — mettere, o porre a sacco. Sacheto, sm. saccarello, sacchetto, saccolo, e come vilifìcativo: sacchettuzzo; zi. sciarrano sacchetto — centropristis hepatus. Saco, sm. saccata: — „Saran circa tre saccate di fagiuoli;“ sacco — pi. i sacchi e le sacca; met. buzzo, pancia, stomaco, ventre; rece del saco, pellicini; ciapar, o dar el saco, met. avere, o dare il tabacco del nonno, — avere, o dar l’ambio, o l’erba cassia, o le pere; svodar el saco, met. cantare d’Aiolfo, — pigliare, o scuotere il sacco pe’ pellicini, — scior la bocca al sacco, — sciorre, scuotere, o vuotare il sacco, — sfilar la corona, — sgocciolare il barletto; aver, o esser pien el saco, met. aver colmo il sacco, o lo staio; viver co la testa in saco, met. mangiare col capo nel sacco; esser un saco de ossi, met. essere un sacco d’ossa; saco svodo, o corpo de quel saco svodo, specie d’onesta imprecazione, o anche di semplice esclamazione: sacco rotto, cospettonaccio, perdincibacco — e simili; corsa nei sachi, palio nel sacco; tignir el saco, met. reggere, o tenere il sacco, — tener di mano, o tener mano; co le pive in saco, met. colle trombe nel sacco, come un pulcin bagnato, — mogio mogio; quanti sachi ? quanto sacca: — „ Amelia, vieni da me, di’, quante sacca di bene mi vuo’ tu ?“ a sachi, m. avv. a sacca, a cestoni, a panieri; no dir taco fin che no ’l ,xe nel saco, pvov. non vendere la pelle dell’orso prima che l’orso sia preso, — non dir quattro se tu non l’hai nel sacco, — alle volte si crede di trovare il sole d’agosto e si trova la luna di marzo; saco svodo no sta in pie, prov. sacco vuoto non può stare in piedi, — sacco vuoto non sta ritto; ai sachi ghe se liga la boca e no a la gente, v. boca; xe più fazile farghe la guardia a un saco de pulisi che a una dona inamorada, v. dona; dove che xe andada la farina che vadi anca ’£ saco, v. farina; o de paia o de fien basta che ’l saco sia pien, v. fien; al mulin se va con do sachi, v. mulin.
Sacramentar, va. bestemmiare, imprecare, — attaccarla al ciel del forno, — tirar moccoli, o tirar sagrati. Sacranon, v. usata per adonestare altra voce imprecativa; e detto di donna tremenda: dragonessa: — „Chi ne può con quella dragonessa ? pover’a chi le contradice.“ Sacratoner, lo stesso che sacranon, nel primo significato. Sacrificar, va. sacrificare, sagrificare, — offerire in sacrifìcio. Sacrifizio, sm. sacrifìcio, sacrifizio, sagrificio, sagrifizio. Sacristia, sf. sacrestia, sagrestia; inter. cospetto, cospettonaccio, perdincibacco, potenzinterra — e simili. Sacro, agg. sacro, sagro; met. certo, indubitato. Sacrosanto, lo stesso che sacro nel secondo significato. Saeta, sf. benedetta, folgore, fulgetro — pi. le fulgetra, fulmine, saetta; met, dragonessa: — „Non è una donna colei, è una dragonessa;“ caminar come le saete, met. balenare a spina pesce: — „Qual tortuoso camminare è ubbriaco, balena a spina pesce;“ che te vegni una saeta, m, imprecativo: che ti pigli o che ti venga una saetta, — possa tu accidentare. Sagiar, va. assaggiare, gustare, libare, saggiare. Sagoma, sf. staza; met. forma, modello; esser una bela sagoma de omo, de dona, met. essere una bella tacca d’uomo, ecc. Sagomada, sf. stazatura; dar una sagomada, stazare, e met. alzare il fianco, o alzare il gomito: — „Han alzato il gomito che non sapevan più dove si fossero;“ scandagliare: — „Vi interessa saperlo ? lasciate che lo scandagli io e vedrete se non levo la lepre dal bosco.“ Sagomador, sm. stazatore; met, beone, bevitore, cioncatore. Sagomar, va. stazare; met. cioncare, trincare. Sai, agg. assai, molto; so sai mi — formola spicciativa: so assai, o so assai io. Sai, sm. sale, — cloruro di sodio; met. acume, sottigliezza d’ingegno; clae contiene sale: salifero: — ^Miniera salifera.“ — „ Acque salifere;“ clie ha del sale: salino: — „Concime salino.“ — „Combinazioni saline;“ luogo destinato a esservi venduto il sale: salaia; chi vende sale: salamoio; sai de mar, sale comune, sale di cucina, sale di mare, sale marino, salmarino; — fin, o in toco, o de monte, sale di monte, sale minerale, salgemma; sai amaro, sale amaro, — solfato di magnesia; sai amognaco, sale ammoniaco, — idroclorato d’ammoniaca; sai che xe qualche volta sui muri umidi, afronitro; casseta del sai, cassetta del sale; spirito de sai, acido idroclorioo; cavar el sai, dissalare: — „Se non dissalate quelle aringhe, non si potranno mangiarle;“ no aver sai in testa', e con enfasi maggiore: no aver nanca un fià de sai tn testa, met. esser dolce di sale, — mancar a uno più d’un venerdì, o qualche venerdì, — non avere tutti i suoi venerdì; aver sai in testa, met. aver sale in dogana; meter in sai, met. salare, o poter salare; poderse andar meter in sai, met. essere un limone spremuto. Sala, sf. sala; andar in sala, andare a’ pubblici balli, e propriamena quelli che si danno ne’ teatri. Salada, sf. insalatura. Salabraco, agg. citrullo, stolido, zuccone; sciamannato. Saladizo, agg. salebroso, salmastro, salso. Salado, agg. salato; tropo salado, — di cibo: amaro di sale; poco salado — c. s.: dolce di sale; costar salado, met. costare un occhio, o costare un occhio del capo, o costare il cuore e gli occhi. Saladura, sf. insalatura. Salame, sm. salame; met. babbuasso, citrullo, imbecille, minchione, semplicione, stolidaccio. Salamelechi, smp. salamalecche, salamelecche. Salamora, sf. mùria, salamoia. Salar, va. insalare, salare; salar poco, salegggiare; — tropo, soprassalare.
Salario, sm. emolumento, mercede, paga, salario, soldo, stipendio; salario de le baie, baliatico. Salasada, sf. cacciata, o emissione di sangue. Saiasar, va. salassare. Salata, sf. insalata; met. carpiccio, rabbuffo, rifrusto, riprensione; passata; salata riza, lattuga crespa; — romana, ascarola; — salata italiana, met. insalata sudicia: — ^Lu’ forchettate d’insalata sudicia e mezzo pollo arrosto dar una salata, met, fare una ripassata; magnar in. salata, met. mangiare in insalata; salata ben salata, poco asedo e ben oiata — lo dicono i buongustai: insalata ben salata, ben lavata, poco aceto, bene oliata, quattro bocconi alla disperata. Salataza, sf. insalatacela. Salatiera, sf. insalatiera. Salatina, sf. insalatina, insalatacela, insalatuzza. Saldada, sf. saldamente. Saldador, sm. art. e mest. saldatoio. Saldadura, sf. insaldatura, saldatura. Saldar, va. fermare; saldare. Salep, sm. orchide maggiore, satirione — orchis morio. Saleta, sf. corridoio; e quale diminutivo di sala: saletta, salettina. Salice, sm. bot. salce, salcio, salice; salice pianzente, salcio di Babilonia, o piangente, o davidico. Saliera, sf. salaiuola, saliera Saliner, sm. salinarolo, salinatare. Salisar, va. ammattonare — se con mattoni; lastricare, o selciare — se con lastre di pietra; acciottolare — se con ciottoli. Saliva, sf. scialiva, saliva; biascia. Salivar, va. salivare. Salivazion, sf. salivazione; t. med. plialismo. Saliso, salizo, sm. marciapiedi; saliso de fiera viva, lastricato, selciato; i — de cogoli, acciottolato; — de fiera , cota, ammattonato; — del forno, focolare del forno. Salizar, e derivati, lo stesso che salisar, e derivati. Salmistrar, va misaltare. Salmo, sm. salmo; ogni salmo finissi in gloria, v. gloria. Salomon, nome proprio di persona: Salomone. Salnitrio, sm. nitro, salnitro, — nitrato di potassa. Salon, sm. salone. Salpa, sf. zi. boga salpa — box salpa. Salpar, va. mar. salpare. Sal&a, sf. salsa; salsa de caperi, o de selini, pinzimonio; — de anciughe, acciugata; met. lavata, riprensione; bastonatura, carpiccio, rifrusto; dar una bona salsa, met. risciacquare un bucato ad uno; ritrovare, o spionare le costure a chi si sia. Salsaparilia, sf. bot. salsapariglia — smilax salsaparilia. Salso, agg. e sm. salsedine, salsezza, salso. Saltada, sf. saltamento; sanazione. Saltador, sm. saltatore. Saltar, va. omettere; saltare; vn. balzare; saltare a piè pari: — ,, Glossista miseruocio che salta di piè pari tutti i passi difficili;“ saltar — quale frequentativo: salterellare, salticchiare; t. de’ cacciatori: balzare: — „Lepre balzata male; * brillare: — „ Nettare che brilla nelle tazze;“ salteggiare: — „ Siamo invitati in casa X e si salteggierà alcune ore con delle belle fanciulle far saltar, met. dilapidare, fondere, scialacquare, spargere, sperperare: — „Ha sperperato in pochi anni tutta la facoltà;“ balzeggiare: — „ Gastone è nel giardino che baìzeggia la sua palla;“ saltar indrio, rischizzare: — , All’udire la proposta rischizzò come un forsennato;“ saltar el grilo, o saltar el grizolo, met, saltare il grillo, o la mosca, o il moscherino; saltar i zinque, met, girare il boccino, — pigliare la scesa di testa: saltar qualcossa per la testa, met. frullare per la testa che che sia, — saltar una cosa in capo; saltar fora del aqua, dei pessi, sguizzare: — „Ve’ come sguizzan quelle sardelle devon essere inseguite dal delfino;“ se la me salta, met. secondo come mi gira; saltar fora, o saltar su — così al proprio come al figurativo: saltar fuori, saltar su: — „Appena si seppe dell’eredità saltaron fuori tutti i creditori “
Saltazo, sm. saltaccio. Saltisin, sm. saltellino, saltetto. Salto, sm. balzo, salto; met. capata, scappata scappatella: — ,, Fo una scappatella dal libraio;“ met. volata: — „E ella una volata che ha fatto il sor Maso? da diurnista è diventato direttore;“ salto mortai, salto mortale; far un salto, o fetar un salto, spiccare un salto, e met. passare da casa di: — „Fa un salto del dotor. = Passa“ da casa del medico;“ quatro salti, met. un ballonzolo: — „Dopo cena s’ è fatto un ballonzolo;“ e mi farò i salti — modo di rispondere evasivamente a chi minaccia di fare i passi giudiziari. Saltuzar, va. salterellare. Saludada, sf. saluto. Saludar, va. salutare; salutare movendo le dita mentre si tien fermo il rimanente della mano: far servo; te saludo, met. lo stesso che te saludo Menigo, v. Menigo; saludar xe cortesia risfonder xe dover, v. dover. Saludo, sm. saluto; levar el saludo, levare, o togliere il saluto; risposta al saludo de un bastimento, contrassaluto Salutar, agg. salutare, salutevole, salutifero. Salute, sf. salute; magnar la salute, met. martoriare, tormentare; perder la salute, met. logorare la salute; esser in fochi co la salute, star sulle cinghie, — portare, o seminare i frasconi; aver salute de vender, esser sano come una lasca; farer el ritrato de la salute, v. ritrato. Salvadigamente, avv. salvaticamente. Salvada, sf. salvamento, salvazione. Salvadigazo, agg. e sm. salvatioaccio, salvaticonaccio. Salvadigheto, agg. e sm. salvaticliello salvatichetto. Salvadigheza, sf. salvatichezza, salvati oume, selvatichezza. Salvadigo, agg. selvatico — pi salvatici, e salvatichi; selvaggio, selvatico, selvereccio, silvestre, silvano, agreste, aspro; intrattabile, rozzo, ruvido, rustico, fiero, immansueto; sm. selvaggina, selvaggiume; selvaggio; viver come un salvadigo, met. far vita da cenobita, o da certosino Salvadigon, agg. e sm. salvaticaccio, salvaticone. Salvadigume, sm. lo stesso che salvadigheza; bot. . bastardume; rimessi- -ticcio. Salvador, sm. salvatore. Salvaomini, sm. mar. scafandro. Salvar, va. salvare, serbare; che se poi salvar, serbabile serbevole: — „Pere serbabili.“ — „Mele serbevoli;“ salvar el capoto — - modo de’ giuocatori di carte: scappottare: — „Sarebbe gala se giungessi a scappottare;“ san e salvo, sano e salvo — vivo e verde: — .Lo fecero passare per morto, ed oggi te lo vedo vivo e verde “ Salvavita, sm. buongiorno. Sambucher, sm. bot. sambuco — sambucus nigra. Sampagna, sf. sciampagna. Sampagnar, vn. spumare, spumeggiare. Sampagnin, sm. disutilaccio, panperduto, perdigiorni, scioperone. San, agg. sano; sanato; salutifero; esser san come un pesse, v. pesse. Sanar, vn. guarire, risanare, sanare, — far sano, render sanità. Sandolo, sm. guscio, sandalino, sandolino. Sandro, nome proprio di persona: Alessandro. Sanguazo, sm. sanguaccio. Sangue, sm, sangue; poet, cruore, e cruore è pure il sangue che esce da una piaga; met. progenie, schiatta, stirpe; discendente; figliuolo; sangue nero, coagolato, che chi patisce d’emorroidi perde spesso dall’ano: atrabile; senza sangue: esangue; quantità di sangue maggiore del bisogno, sicché le funzioni naturali se ne risentono: plètora; quantità di sangue minore del bisogno, c. s. anemia; chi sputa sangue: emottoico; sputo di sangue: emottisi; accompagnato da spargimento di sangue: cruento: — „ Cruenti omaggi offerti agli dei;“ ove non vien sparso sangue: incruento: — - „ Sacrifizio incruento della Santa Messa.“ — „ Scaramucci e incruenti di giornalisti;“ sangue cativo, sangue corrotto; sangue de naso, emorrinia, epistassi; sangue de drago, met. vino coperto; sangue de Gesù Cristo, met. piscio d’angeli: — „Ma questo non è vino, è piscio d’angeli;“ de sangue caldo, met. accensibile; andar a sangue, met. andare ad animo, o a fagiuolo, o a genio; cavar sangue, cavare, o trar sangue, scemar sangue; boir el sangue, o boir el sangue ne le vene, met, accendersi, o bollire il sangue, — bollire il sangue nelle vene; stagnar el sangue, met. chiudere- la lingua, — rintuzzare la baldanza, o l’orgoglio, — tarpare le ali; iazarse el sangue, met. gelarsi il sangue; ciapar a sangue fredo, met, cogliere all’impensata; stringere fra l’uscio e il muro; esser el sangue, met. esser lana delle pecore: — „El marcia in caroza ma col sangue dei creditori. — Sfoggia in carrozza, ma colla lana delle pecore de’ creditori;“ no restar una ioza de sangue ne le vene, met. non rimanere sangue addosso, — rimanere senza sangue; aver nel sangue, met. essere carnato, o essere ingenito: — „L’amore alla nostra lingua è ingenito ne’ nostri petti;“ al idtimo sangue, m. avv. all’ultimo sangue — a tutt’oltranza; de qua se cava sangue — si dice del mettere una mano in sulla snodatura dell’altro braccio piegandolo all’insù, che è atto plebeo di sdegno e d’ingiuria verso chi che sia“, fare un manichette, o un manichino; sangue, no xe aqua, v. aqua; gratar tropo vien san gue, v. gratar; no se poi cavar sangue del ir,uro,.v. muro; el rider fa bon sangue, v. rider. Sangueta, sf. zi. anellide di due specie: la mignatta, o sanguisorba medicinale, o sanguisuga — sanguisuga medicinalis, e la: mignatta officinale — sanguisuga officinalis; sangueta de mar, sanguisuga marina — sanguisuga muricata’, meter le sanguete,. applicare le mignatte; essere come una sangueta met. appiccarsi o attaccarsi come la gramigna, — appiccarsi come le mignatte. Sangueter, sm. mignattaio Sanguificazion, sf. ematòsi. Sanguinar, va. sanguinare, — gemere, o stillar sangue. Sanguinela, sf. bot; sanguinaria, sanguine, sanguinella — digitarla sanguinalìs. Sanguinoso, agg. sanguinolento, sanguinoso, cruento; non sanguinoso: .incruento. Saniozo, sm. singhiozzo. Sampagnin,s/w. disutilaccio, scannapagnotte. Sanpiero, sm. zi. pesce S. Pietro — - zeus fàber. Sanson (esser un), met. essere un Ercole, — essere un Sansone. Santa, sf. santa; far la.santa, met. fare la monachina; acqua santa, v. aqua. Santamaria, sm. zi. specie di coleottero. Santificar, va. santificare; canó-nezzare, canonizzare, Santificazion, sf. santificazione. Santo, sm. saùto; i santi, la festa d’ognissanti; Santi de Viena, m. gioc. carta monetata austriaca; no. saver a qual santo votarse, met, non sapere dove . dar del capo, o non sapere che pesci pigliare; stufar i santi, o stufar i santi del paradiso, met. allentare lo straccale all’asino; aver i santi per tresso, met. avere il buco a rovescio, — aver le paturne: .— „Lasciatelo in pace, ha il. buco a rovescio oggi;“ aver una pazienza de santi, avere una santa pazienza: — ,.Docente che ha una santa pazienza,“ guardar i santi per tresso, met-, aver la vista,per mattonella; parer un santo, met. parere un santerello, — parere un santificetur; aver qualche santo, met. avere accosti, 0 aver buoni accosti: — „Chi non ha accosti il sapere non gli serve;“ tirar zo tuti i santi, met. attaccarla al ciel del forno, — tirar moccoli, o tirar sagrati; tuto’l santo giorno, met. tutta la santa giornata: — „Fu occupatissimo tutta la santa giornata;“ ai santi veci no se ghe impiza candele, prov. acqua .passata non macina più; andar zo tufi 1 santi aiuta, v. andar; santo in cesa diavolo in casa, v. casa; quando Dio. no voi i santi no poi, v. Dio; scherza> coi fanti e lasa star i santi, v. fante; pasada la festa gabato lo santo, v. festa.
Santocio, agg. e sm. bacchettone baciapile, pinzocchero, santone, santocchio, schiodacristi, sputainferni. Santola, sf; madre spirituale, madrina, santola; tu santola, e con efficacia maggiore: tu santola grega, specie d’interiezione, e talora d’imprecazione: cospettonaccio perdinci bacco; malan ti colga, possa tu assaettare — e simili, che Dio ci difenda. Santolo, sm. padrino, santolo, santulo; aver santoli, met. avere’qualche santo dalla sua, o avere qualche santo in paradiso; chi ga santoli ga buzolai, m. prov. chi ha il santo ha anche il miracolo. Santonico, sm. hot. santonina — specie d’artemisia, l’artemisia santonico de’botanici. Santuzo, sm. santerello, santuccio. Sanzion, sf. sanzione. Sàpolo, sm. mar. imbono. Saponaria, sf. Hot aro, condisi, saponella — saponaria officinalis. Sarce, spf. t. mar. sarchie, sarte, sartie. Sarciame, sf. sartiame Sardela, sf. zi. sardina comune .-— clupea “ sardina; sardela su le man, spalmata; met. acciuga, allampanato, esile, mingherlino: — ,,Quelle signorine sono davvero tante acciughe;<; esser come le sardele, o esser come sardele in baril, met. stare come le sardelle, stare ammontati come le sardelle, — esser fìtti come le acciughe, — esser in soppressa. Sardon, sm. zi. alice, alio — engraulìs encrasicholus. Saresin, sm. bot. fagopiro, fraina, grano nero, o grano saraceno — polygonum fagopirum. Sargente, sm. sergente. Sargo, sm. zi. sargo del Salviani — sargus vulgaris. Sanandola, sf. zi. lacerta, lacertola, lucerta, lucertola grigia — lacerta agilis; sariandola verde, ramarro — lacerta viridis; met. scarabocchio. Sariesa, sf. ciliegia. Sarieser, sm. bot. ciliegio, ciriegio — prunus cerasus. Sarisin, sm, bot. lo stesso che saresin. Sarsegna, sf. zi. cercedula maggiore — anas creca. Sarta, sf. sarta, sartoressa; sarta che va lavorar per le familie a giornada, giornante. Sarte, Sarto, sm. sarto, sartore. Sartorela, sf sartina. Sartuzo, sm. sartuccio. Sassada, sf. sassata; far le scissade, far a’ sassi. Sassazo, sm. gassacelo. Sasseto, sm. sasserello, sasseito, sassicello, sassino, sassolino, sàssuolo. Sassinada, sf. assassinamento, assassinio: met. dilapidamento, scialacquo, sciupìo, sperperamento. Sassinar, va. assassinare; met. guastare, sciupare. Sasso, sm. sasso, pietra, scoglio; di sasso, convertito in sasso, simili al sasso: sàsseo; sasso“ messo dove l’acqua non è profonda per passarla a piede asciutto: passatoio; sasso grandissimo, radicato in terra: masso; scorpena de sasso, zi. cerniola — polyprion cernium; tirar sassi contro de qualchedun, assassare quel tale; restar de sasso, met. rimanere di sasso, o restar pergola; tirar el sasso .e sconder el brazo, v. brazo; roba de far pianzer i sassi, v. pianzer.
Satirizar, va. satireggiare, satirizzare, — far satire. Satrapo, agg. angoloso, foràstico, misantropo. Saver, sm. arredo cognizioni, doti dell’animo, dottrina, sapere, scienza; vn. sapere. — essere a giorno, essere consapevole, esser conscio; conoscere: — „Conosce il francese e lo spagnuolo;“ aver sapore; aver odore; sapere del tal sapore o del tal odore; che sa, conscio, consapevole, partecipe; che no sa, insciente, inscio; che sa tuto, onnisciente — ed è un attributo divino; saver de, sapere di:’ —,. Quell’arrosto sa di abbruciaticelo; ’ no saver gnente, met, non sapere biracchio; saver assai — detto antifrasticamente: saper molto, o saper di molto, o sapere per molto:. — „.Ti disi chel vegnarà ?- — So sai mi-\ = Dici che verrà ? — So per molto o: so di molto !“ aver de saver, aver da sapere: — ,,Abbia da sapere che in casa mia sono il padrone io, m’accomoda così e basta;“ no volergliene saver, o no voler saver ne poco ne tropo, met. non voler saperne, o non voler saper nulla, — non .voler udire trattato di chicchesia, — non voler sapere d’una data persona, o cosa, una buccicata; no saver cossa dir, o no saver cossa far, non sapere ohe si dire, non sapere che si fare,. — essere irresoluto; no saver più in là, non saper più là; — ,,L’ho veduto co’ miei occhi, e non ne so più. là; „saver proprio per sicuro, sapere che si sia di buon luogo; saver viver, saper vivere, — aver prudenza; saver, o no saver de bon, sapere buono, o sapere cattivo checchesia: — ,.Sono frittelle che non mi san buono,“ no saver de gnente, o no saver ne de ti ne de mi, non sapere nè di me nè di te, — non sapere di nulla: — „Dice delle sciocchezze che non san proprio di nulla;“ no saver più. cossa far, met. non saper che acqua si bere, — non sapere dove dar del capo, — non saper che pesci pigliare; vignir saver, risapere: — uLo son vignò saver proprio per combinazion. .= L’ho risaputo proprio per combinazione;“ vignir .saver senza nanca voler, sapere per istraforo: — „Ho saputo per istraforo che la pingue dote vantata si risolve a un po’ di grillaia mal coltivata;“ senza saver ne perchè ne per cos^, sa, senza sapere nè perchè nè per come, o senza sapere nè che nè come, — senza dire nè ai nè bai; studiar e saver sempre meno, aver imparato il bue a mente, — far come le uova che più che bollono e più assodano, — essere come l’ancora, che sta sempre nel mare e non impara mai a nuotare; saver el fato suo, conoscere il fagiuolo dal cece, — conoscere l’acquerei dal mosto, o il mosto dall’acquerello; saver far i fati sui, sapere di barca menare; saver misciarse, sapere maneggiarsi; saver avanti, met. antivedere; saver a menadeo, sapere- a menadito, — conoscere come l’abbici, o come l’Avemmaria; saver una roba cani e porchi, met. sapere che si sia insino i pesciolini, — essere scritta quella cosa in su’ boccali di Montelupo: — „Ea la spia ? gran novità l’ è scritta in su’ boccali di Montelupo;- no ver de saver, met. non interessare: — „Se a mi no me ga costà gnente, questo no ga de saver lu. = Se a me non ha costato nulla questo non ha da interessargli; „saver una roba proprio com,e che la sta, o come che la xe, sapere una cosa per appello e per appunto; la sa, o ti sa come la xe ? inter. spicciativa: sa, o sai che è? — sa, o sai come è? — la sa, o la sai la nuova?: — „E sai come è ? i’ non ci veng’altro, dicano che vogliono;“ se sa, si sa; se sa che, si sa che; so ben mi quel che digo, so quel che io dico quando dico torta; saver de brusà, sapere di bruciaticcio; — de brustoìin, sapere di leppo; — de lispio, sapore di mucido; —defreschin, allezzare, sapere di lezzo; — de scaldà, sapere di ribollito; —• de mufa, sapere di tanfo; — un poco de brusà, de brustoìin, ecc. accennare l’abbruciaticelo, il leppo, ecc.: — intingolo che accenna l’abbruciaticelo.“ — „Non voglio questa carne; ha un accenno di mucido.“ Savio, agg. e sm. saggio, sapiente, savio; i savi bisogna che gabi giudizio per i mati, prov. chi ha più senno e più ne adoperi, — i matti mordono, e i savi se ne accorgono, — un matto getta una pietra nel pozzo, che poi ci vogliono cento savi a cavarla fuori; sa più un mato in casa sua che un savio in casa dei altri, v. casa.
Savonada, sf. ranno, saponata. Savonar, va. insaponare. Savonaria, sf. saponeria. Savoner, sm, saponaio. Savor, sm. gusto, sapore, savore. Savorazo, sm. saporaccio. Saziada, sf. mangiatacela, satollezzà, scorpacciata. Saziar, va. satollare, saziare; met. sodisfare. Sazio, agg. satollo, sazio; met. appagato, soddisfatto; no esser mai sazio, èssere un botro: — „Bimbi che sono tanti botri;“ massa, sazio, m. prov. a gusto guasto non è buon alcun pasto, — allo svogliato il mele pare amaro, — a molti puzza l’ambra, — colombo pasciuto ciliegia amara, — gusto guasto è come vin da fiasco. Sbacheteda, sf bacchettata; batacchiata. Sbachetar, va. bacchettare. Sbadiliada, sf. sbadigliamento, sbadiglio, sbaviglio. Sbadiliar, va. sbadigliare; sbadiliar per aver visto sbadiliar, risbadigliare; no far altro che sbadiliar, oscitare, sbadigliacchiare: — „Ha. sbadigliacchiato durante tutto il concerto, lo sfacciato !“ Sbadiliarola, sf. svergheggiamento. Sbagazada, sf. cancellatura, cancellazione. Sbagazar, va. cancellare, impiastrare, sbagazzare; scarabocchiare. Sbagazon, sin. sgorbio, scarabocchio. Sbaizara, agg. e sf. sciamannata. Sbalà, agg. sbalestrato, spallato, — ridotto al verde. Sbalada, sf. sballatura, sballonata. Sbaiar, va. millantare, sballare. Sballar, va. errare, sbagliare, — scambiare. Sbalieio, sm. sbaglietto, sbagliuceio. Sbalinada, sf. impallinatura. Sbalinar, va, impallinare: — „ Tirò una fucilata tanto destramente che in luogo di uccidere la lepre impallinò uno della brigata.“ Sbalio, sm. errore, sbaglio; strafalcione. Sbalon, agg. e sm.. ammazzasette, millantatore, spaccone, tagliacantoni. Sbalonzolar, va. ballonzare, — fare alla palla. Sbalordida, sf. intronamento; sbalordimento Sbalordir, va, e vn. sbalordire; intronare, stordire. Sbalzar, va. balzare. Sbancada, sf. sbancamento. Sbancar, va. sbancare. Sbandada, sf. sbandamento, sbandata. Sbandar, va. e vn. sbandare. Sbarada, sbaramento, sf. sm. sparamento. Sbaraliadà, sf. sbaragliamento. Sbarairar, va. disperdere, dissipare, fugare, sbaragliare, sbarattare, — volgere in rotta. Sbarar, va. sparare: — „Sparano in segno d’esultanza calcitrare, — sprangar calci, — giuocare alla mora: — „ Cavallo - che calcitra ? alla larga !“ sbarrare: — „I poliziotti sbarravano tutte le uscite.“ Sbarazar, va sbarazzare; francare, liberare. Sbarazin, sm. monellaccio, monello, sbarazzino. Sbarbate), agg. imberbe; sm. sbarbatello; met. lattonzolo: — . Lattonzoli che ne voglion sapere più de’ dottori.“
Sbaretada, sf. sberrettata Sbaretar, va. sberrettare. Sbarcada, sf. sbarco. Sbarcar, va, sbarcare, e per catacresi: scendere di carrozza — e simili. Sbarlumada, sf. abbagliamento, abbaglio, e abbarbagliamento, che è un offuscamento un po’ più forte dell’abbagliamento, Sbarlumar, va. abbagliare, abbarbagliare. Sbaro, sm. detonazione; sparo, tiro. Sbarufarse, vnp. abbaruffarsi, abbirrucciarsi, azzuffarsi; contendere, leticare. Sbassada, sf. abbassamento, sbassamene, ’ Sbasar, va. abbassare, chinare; sbassar la testa, met. darsi per vinto, piegarsi, umiliarsi; sbassar ì oci, chinare gli occhi; sbassar la testa per schivar un colpo che ne vien rifilò, far cecca: — „Se non avesse fatto cecca“ gli portava via mezzo la pera.“ Sbasir, vn. sbiadire. Sbasuzamenti, smp. baciucchìo, sbaciucchio: — „ Sempre con sti sbasuzamenti = Tuttodì con questo baciucchìo !“ Sbasuzar, va. baciuccare, baciucchiare, sbaciucchiare; sm. baciucchìo, sbaciucchìo. Sbater, va. abbattere; buffottare, sbacchiare, sbattacchiare, sbattere; scuotere; sm. sbatacchio: — ,.Che cos’ è cotesto “ sbatacchio casca ’1 mondo ?“ sbater i piumini, sprimacciare le coltrici; — le ale — del volatile: starnazzare; — le nose zo dei alberi, abbacchiare le noci; — i ovi, diguazzare le uova; — dei liquidi in rezipienti che no xe pieni, sciaguattare: — „Da’ il pieno a quel caratello, non senti come sciaguatta;“ — con fracasso — p. e. delle imposte sbattute dal vento: battacchiare, sbacchiare; sbater la porta sul muso, met. fare un’usciata, sbacchiar l’uscio sul muso: — „Sudiciona increante o non m’ha fatto un’usciata? “sbater la finestra sul muso, met. fare una finestrata; sbater la polvere, v. polvere. Sbatidura, sf. sbattitura. Sbattavi, sm. frusta — „La chiarata la si fa in un bacchio baleno colla frusta.“ Sbatizarse, vnp. met. sbattezzarsi: — «Per certe cose che si vedon i’ mi sbattezzerei!“ Sbatociada, sf. sbatacchiamento, sbattitura. Sbatociar, va. sbattagliare, sbattacchiare, sbattere; diguazzare; sciaguattare. Sbatola, sf. picchierella: — „Ho una picchierella che mangerei sassi;“ loquacità, parlantina, scurrilità: — ..Tutte le donne cinguettano, ma colei ha una parlantina che dà sui nervi“ Sbatuda, sf. agitazione, sbattimento sbattuta. Sbavadura, sf. sbavatura, sbavazzatura. Sbavar, va. sbavare. Sbavazar, va. sbavazzare. Sbavisar, va, t. de’ tipografi; doppieggiare. Sbaviso, sm. c. s. doppieggiatura. Sbefada, sf. beffeggiamento, sbeffeggiamento. Sbefar, va, beffare, beffeggiare, deridere, dileggiare, minchionare, sbeffare, sbeffeggiare, sbertare. Sbegazar, e derivati, lo stesso che sbagazar e derivati. Sbeletada, sf. imbellettamento. Sbeletadura, sf. imbellettatura. Sbeletar, va. imbellettare, sbellettare; vnp. azziniarsi, imbellettarsi, — darsi il belletto, o il bianchetto. Sbeleto, sm. belletto, bianchetto; arte di preparare e adoperare i belletti: commotica. Sbendada, sf. sbendatura. Sbendar, va. sbendare Sberla, sf. ceffata, ceffone, manrovescio; una mata sberla, un ceffone co’ fiocchi: — „E vero che me l’ha ritornato, ma ciò non ostante ha ricevuto un ceffone co’ fiocchi.“
Sberloto, sm. ceffata, manrovescio, marrovescio. Sbessola, sf. bazza, bietta, mento in fuori, o mento innanzi; bazzone. Sbevazada, sf. sbeucchiamento, sbevazzamelo.“ Sbevazar, va. cioncare, sbevazzare, tracannare, — azzuffarsi col vino, — caricar l’orza col fianco; sm. vinolenza: — nEl xe morto colpa ’l sbevazar. = È morto causa la vinolenza “ Sbevazon, sm. beone, bevitore, sgocciola boccali, trincatore, ubbriaccone. Sbevuzar, va. sbeucchiare, sbevacchiare, sbevucchiare. Sbiadir, vn. sbiadire. Sbiaca, sf. lo stesso che biaca nel secondo significato. Sbianchizada, sf. imbiancatura, imbianchimento. Sbianchizar, va. biancare, imbiancare, scialbare Sbicia, sf. acqua pazza, broscia,, brodaia, sbroscia-: — „Ci da a bere una brodaia impossibile.“ Sbiego (in), m. avv. a bieco, a sbieco, a schisa, a schiso, di schiso, in bieco, per ischiso, traversalmente; in ischisa, in sbieco, in sbiescio, in tralice, obbliquamente, obbliquo, per ischisa; guardar de, o in sbiego, met. guardare a sbieco; ciapar in sbiego, schiancire: — „Lo ha schiancito, per“ fortuna; se lo coglieva in pieno lo lasciava stecchito.“ Sbigolit, sm. lo stesso che pipiu. Sbigotir, va. atterrire, sbigottire, turbare. Sbilanzada, sf. sbilanciamento; squilibrio; sconcerto. Sbilanzar, va. sbilanciare; met. sconvolgere, sconcertare. Sbilanzio, sm. sbilancio. Sbilfo, agg. e sm. astutaccio, — corbacchione di campanile, — formi- cone di sorbò, — individuo che ha cotto il cui ne’ ceci rossi, o che ha pisciato su più d’una neve, — bambino da Ravenna. Sbiro, sm. azzuffino, birro, berroviere, ciaffero, sbirro; met, allegro, demonietto, frugolino, naccherino: — „È un naccherino quel bimbo che tiene in motto tutta la famiglia zi. cetonia dorata (maschio. Sbisigada, sf. frugacchiamento, frugata; rovistata. Sbisigar, va. frugacchiare, frugare, rovistare: — „Ha frugacchiato ogni canti®, ma non gli fu fatto di rintracciare gl’indizi;“ arrabattare: — „El sbisiga come che ’l poi. = S’arrabatta come meglio e’ può;“ sbisigar per tuto, ri frustare ogni canto, — por naso a ogni ’cesso; sbisigar con .un spizo, con un fero — e simili — in qualche buso, sfruconare; se sbisiga, si lavoracchia. Sbisighin, agg. e sm. affannone, buon procaccino, buscatore, faccendiere, faccendone, sollecito — e giocosamente e iperbolicamente: individuo che sa ricucire le tasche alle telline; frugolino, frugolo: — , frugoli malcreati che non lasciano nulla in pace.“ Sbocador, sm. art. e mest. accecatoio. Sbocadura, sf. c. s. cieca Sbocar, va, c s. sboccare. Sbocazà, sbocazado, sbocazon, agg. sboccacciato; sboccato; esser sbocazado, essere libero nel parlare, — essere largo di bocca. Sbocia, sf. boccia zocchetto: — „Una partitina a’ zocchetti, ai venti uno. “ Sbociada, sf. truccata. Sbociador, sf. truccatore: — „Truccatore famoso che colpisce colpo colpo “ Sbociar, va. truccare, trucchiare, tirare il rapezzo; sbociar soto man, truccare a man rovescio, o a rovescioni; e dar di romana, o tirar di romana — dicesi quando arrovesciato il polso si slancia la palla in linea retta. Sborgna, sf. sbornia; ciapar la sborgna, sborniarsi: — „Dovea sborniarsi col bere così a quel modo.“ Sborsada, sf. sborso.
Sborsariol, sm. asciugaberrette, borsaiuolo, tagliaborse. Sbraiada, sf. grido, strido, urlo; urlata. Sbraiar, va. sbraitare, urlare, — gridare a squarciagola. Sbraion, sm.. chiassoso, gridatore, sbraitone, urlatore, urlone. Sbranada, sf. sbranamento; sbrano. Sbranar, va. sbranare. Sbrancada, sf. sbrancamene». Sbrancar, va. sbrancare. Sbravazada, sf. millanteria, sbravata, sbravazzata, smargiassata. Sbravazar, va. braveggiare, sbravazzare, — far il bravo — o il gradasso, — fare lo smargiasso. Sbravazon, sm. cospettone, bravaccio, millantatore, sbravazzone, tagliacantoni. Sbregabalon (a), m. avv. a centinaia, a cestoni, a carra; allegramente; a briglia sciolta; a tutto potere — insomma è il superlativo assoluto di qualsiasi azione a cui si aggiunga a sbregabalon. Sbregada, sf. laceramento, squarciata, sbranamento. Sbregagola (a), m, avv. a squarciagola, — con quanto uno ne ha in gola — ed è aggiunto di gridare, o urlare. Sbregamandati, sm. cospettone, tagliacantoni. Sbregar, va. lacerare: — „Ha lacerato tutt’il foglio;“ sbranare: — „Bel gusto a farsi sbranare dalla tigre;“ squarciare: — „Camminava ancora col petto squarciato; ’ stracciare: — „Stracciaste la veste?’peggio per voi, mandate vela dalla cucitrice;a strappare: — „Il marito le strappò la lettera di mano;“ stracciare; t. de’ legnaiuoli: tribbiare: — „ Questa sega inveze de segar la sbrega. = Questa sega in luogo di segare, tribbia;“ sbregar coi denti una carta bagnada, v. carta. Sbrego, sm. sdrucio, squarcio, strappo; met. detta, fortuna; aver sbre SBR, go, met. esser iti detta, — aver tre pani per coppia. Sbregon, sm. lo stesso che sbrego nel senso proprio. Sbrenar, va. sbrigliare, sfrenare. Sbrigada, sf. sbrigamento, spicciata. Sbrigar, va. sbrigare, spicciare, definire. Sbrigliarsela, vnp. battersela, sbiettare, spulezzare, svignarsela, — darla pe’ chiassi. Sbrindolo, sm. brincello, pezzuolo, scaccolo: — , E’ assai se può mettere ogni giorno un brincello di carne al fuoco;“ brindello, rimbrenciolo, sbrendolo (Giusti): — „Ha la veste tutt’a brindelli.“ Sbrindoloso, agg. sbrendolone, sciamannato; sciatto. Sbris, v. usata ne’modi avverbiali: ciapar de sbris, pigliare a scancio, pigliar scarso, schiancire: — ,,Gli tirò un fendente che lo pigliò a scansio;“ e veder de sbris, vedere per ispiechio, vedere alla sfuggita, o veder fuggiascamente: — ,.Credo d’averlo ravvisato, ma non posso asserirlo avendolo veduto fuggiascamente.“ Sbriso, agg, miseruccio, sbricio, strucio ,tritino: — „ Veste tritino tritino che fa pietà a vederlo così a quel modo.“ Sbrissada, sf. scivolata, sdrucciolata, sdrucciolone: — “Con uno sdrucciolone solo giunse in. fondo la via;“ mei.scappatella: — „Ho fatto una scappatella al caffè per vedere se mai ci fosse.“ Sbrissante, agg. sdrucciolevole, sdruccioloso. Sbrissar, va. e vn. scivolare, sdrucciolare; sbucchiare: — ,,Tutte queste tazze i’ non le posso portare: ho paura che me ne sbuccili qualcuna;“ sbrissar sul iazo, fare allo sdrucciolo, — fare gli sdruccioloni; pattinare; sbrissar fora de man, cadere, o scivolare di mano; sbrissar fora de - man dei pessi co se li ciapa, sguizzare; el sbrissa ma no ’l casca, v. cascar. Sbrisson, sm. lo stesso che sbrissada nel primo significato. Sbrissosó, agg. lo stesso che sbrissante.
Sbrodaciado, aqg. imbrattato, imbrodolato, lordo, sudicio Sbrodaciar, va. imbrodolare, insozzare, insudiciare. —Sbrodacion, agg. e sm. brodolone, lercio, sudicione. “ jgSbrodaus, sbrcdicio, sm. acqua pazza, brodaia, brodicchio, broscia, sbroscia; confusione; cosa da nulla. Sbrodigada, sf. abborracciamento, acciabattamento, acciarpamento: ^diguazzamento. ’ Sbrodigar, va. abborracciare, acciabattare, acciarpare, lavoracchiare; diguazzare; errare, fallare, sciupare; imbrodolare. Sbrodighezo, sm. acciarpamento, sporcheria, strafalcione; intruglio: ---,. Mangia certi intrugli che neanche i cani;“ nel senso di ricucitura mal fatta: raffrigno. Sbrodigon, agg. e sm. abborraccione, acpiabattatore, acciarpatore; affatturatore. Sbrodolon, agg. e sm. lo stesso che sbrodacion. , Sbrovada, sf. abbruciatura, bruciatura, scottata, scottatura. Sbrovadina, sf. scottaturina. Sbrovada, agg. bruciato, scottato; met. abbacchiato, mogio, mogio mogio, mortificato umiliato; danneggiato; restar sbrovado, met. cader l’acqua bollita addosso ad alcuno, — aver avuto l’acqua bollita addosso, — rimaner brutto, — rimaner piccino piccino, — rimanere un zugo. Sbrovar, va. e vn. bruciare, scottare; bislessare, fermare, rifare; sbrovar i porchi per spelarli, bruciare i maiali Sbrovente, agg. bollente, brucente,^ cocente. Sbrufada, sbrufo, sbrufon, sf. sm. sbruffata, sbruffo, spruzzata; aspersione, spruzzo; sbrufon del cavai, sbuffo; — de vento, buffata, buffo, folata; — de rider, scroscio di riso; — che da qualche volta la bota che se glie mola ’l cocon, o la botìlia co se ghe mola ’l topo, zaffata. Sbrufador, sm. annaffiatoio, innaffiatoio. Sbrufar, va. sbruffare, spruffare, spruzzare, spruzzolare. Sbudelada, sbudelamento, sf. sbudellamento, sventramento. Sbudelar, va. sbudellare; sventrare; met. gccoppare, ammazzare, uccidere, — far la buccia; farse sbudelar per qualchedun, met. farsi sparare per quel tale. Sbufada, sf. sbuffamento; fremito, soffiamento. Sbufadina, sf. sbruffetto. Sbufar, va. sbuffare. Sbufonada, sf. corbellatura; sbeffeggiamento; risata. Sbufonar, va. corbellare, cuculiare; deridere; ridere. Sbugiardada, sf. smentita:“ — A quella smentita diventò di bragia.“ Sbugiardar, va, sbugiardare, smentire. Sburtada, sf. pinta, sospinta, pintata, spinta, spintone, urto, urtone; met. impulso. Sburtar, va spignere, spingere; nel senso di esortare uno a far una cosa: ammonire; sburtar indrio, rispingere. Sburto, sm. sporgenza, sporto. Sburtoli, smp. v.. scherz. fagioli, fagiuoli. Sburton, sm. lo stesso che sburtada. Sbusada, sbusadura, sf. bucatura. Sbusadina, sf. bucaturina. Sbusar, va. bucare, bucherellare, forare, trafiggere, traforare; sbusar fazendo buseti assai fissi, foracchiare; sbusar uno fora per fora, sfondolare ad uno la pancia; andar sbusa, m. avv. andar fallita. Sbusazar, va. bucacchiare. Sbuso, agg. bucato, forato; andar sbusa, m. avv. andar a marmo, andar fallita, — fare come i pifferi di montagna, — rimaner delusi, scornati; — uscire in ciancia; aver le man sbuse, v. man.
Scacada, sf. scaccata. Scachegiado, agg. scaccato, scaccheggiato, — fatto a scacchi. Scacchiera, sf. scacchiere, scacchiero. Scaco, sm. scupo; casa: — „Lo scacchiere è formato di sessantaquattro case;“ scaco perpetuo — modo de’ giuocatori di scacchi: tavola: — gessate il giuoco, è tavola;“ veder el sol a scachi, met. vedere il sole a scacchi; ciapar scaco mato, avere, o ricevere scacco matto — e usasi così al proprio come al figurato. Scadenada, sf. scatenata; scatenamento. Scadenar, va. scatenare; sm. scatenìo. Scader, vn. scadere, decadere, declinare. Scaduda, sf. scadimento Scafa, sf. acquaio, pila; mei. bocca svivagnata; far la scafa, met. far la bocca brincia. Scafai, sm. scaffale. Scafo, sm. v. met. caramogio, mostriciuolo, orrore, scarabocchio: — „Anco quell’orrore ha trovato marito!;“ meretrice, mondana-, prostituta; concubina. Scagazada, sf. scacazzamento, scacazzìo. Scagazar, va. scacazzare. Scagazon, agg. e sm. merdellone, smerdone; met. vesciaio, vescione; arrogantuccio, saccentuzzo. Scagnel, sm. scannello; ponticello; scagnel del naso, dorso, o spina del naso. Scagneto, sm. predella; scagneto de le caroze, sederino. Scagno, sm. scagno, scanno, scranna, sgabello; la merda co la monta in scagno o la spuza o la fa dano, v. merda. Scaia, sf. scaglia, scheggia. Scaiada, sf. scagliamento, scagliata; scheggiamento. Scaiar, va. avventare, lanciare, scagliare; scheggiare; scaiarse adosso de qualchedun, scagliarsi addosso ad alcuno, — avventarsegli, o gettategli addosso. Scaieta, sf. scaglietta, scagliettina, scagliola. Scaio, sm. ascella, ditello. Scaioso, agg. scaglioso. Scala, sf. scala; scala doppia a mano, o scala di legno manevole e di poclii scalini, che si regge da sè sulla propria base: scalèo; due scale l’una di fronte all’altra, con un ripiano nel mèzzo — come quelle p. e. che si vedono davanti la porta laterale della chiesa dei gesuiti: scalèra — si usa generalmente al plurale: — „Le scalere dei Gesuiti sono state picchiettate di fresco;“ scala, nel senso di una parte di scala divisa in due e più: branca: — «Per giungere al primo piano ci voglion tre branche;“ scala de corda, scala di corda; scala a bovolo, o a cagoia, scala a chioc— ciola; scala de zontar, scala da annestare; scala in pie, scala erta, o scala ripida; su le scale, sulla scala; sul pianerottolo; andar su co le scale, scalare: — „I vigili scalarono attraverso le fiamme e giunsero a salvare i pericolanti;“ cascar: zo de le scale, misurare, o ruzzolare la scala; no volerghe le scale de seda, met. dimesticarsi senza mandorle, — non si far stracciare la cappa, o non si far stacciare i panni. Scalaza, sf. scalaccia Scaldabanche e scaldacareghe, smf. v. met. scaldapanche, scaldaseggiole; frustamattoni panperduto, perdigiorni, scioperato, scioperone. Scaidada, sf. scaldata, riscaldamento. Scaldadina, sf. caldo: — „Vengo subito, tanto“ ch’i’pigli un caldo.“ Scaldado, agg. infervorato; scaldato; sobillato; aver, o saver de scaldò, sapere di ribollito: — Questo caffè mi sa di ribolito, non lo posso mandar giù.“ Scaldaleto, sm. pignatella, scaldaletto: — „Mettete delle brage nella pignatella e correte nella mia stanza;“ met. martinaccio: — „Martinaccio del nonno, che segna le dodici all’alba.“
Scaldar, va. e vn. accaldare, accolorare, scaldare, scaldeggiare, infervorare: — „S’infervora troppo, e causa ciò perde talora il filo del ragionamento;“ sobillare: — „Lo han sobillato tanto che ha finito col percuotere la moglie;“ scaldar, o scaldarse un poco, scalducci are: — „ Scalduccia un po’ il vestitino della bambina.“ — „S’è scalducciato in una casa di contadini;“ scaldar le careyhe, acculattare le sedie; — el figà, o el sangue, met. alzare i mazzi, — ribollire il sangue; — i feri, mef. accendere le brace, — soffiar nel fuoco, — scaldeggiare, — fomentar l’ira; — el cui, met sculacciare; ccaldarse nel parlar, infervorarsi nel dire; scaldarse al zogo, avere il pugniticcio; — le man, batendose i brazi, in erose, o soto i scai, battere la birbantina; quando la casa ardi tuti se scalda, m, prov. quando l’albero è caduto tutti corrono a far legna. Scalditi, sm. braciere, caldano, coppino, pretina, scaldino; scaldin per scaldar i pii, scaldapiedi. Scalembro (in), m. avv. obbliquamente, obbliquo:;— „Poni obbliquamente quel corrente.“ — „Ma non vedete che quella biffa è obbliqua * Scaletaria, scaleteria, sf. offellèria, pasticceria. Scaletier, sm. ciambellaio, offelliere, pasticcerò. Scalfidura, sf. scalfitto, scalfittura: — „ Quello scalfitto, volere o volare, fu causa della sua morte:“ Scalfir, va. sealficcare, scalfiggere, scalfire. Scalfo, sm. boccale, mezzina; sciamannato, sciatto; cialtrona, scanfarda: — „Ci vuole un buono stomaco per sposare quella scanfarda.“ Scaliti, sm. gradino, scalino; scalino dello scalèo: pirolo, piuolo, staggio; scalin che fa i barbieri su la testa, a quei che i ghe taia i cavei. scala: — „Ve’ quante scale gli ha fat to oggi il barbiere;“ andar, o cascar zo de un scalin, met. scendere un gradino: — . Dacché ha avuto un maschio le bimbe son scese di un gradino.“ Scalinada, sf. gradinata, scalerata, scalere; scalinata; scalinata davanti a chiese, a teatri, ecc.: scalèa Scalmana, scalmanado, agg accaldato, accerito, scalmanato, scalmato, scarmanato. Scalmanada, sf. accensione, scalmana. Scalmanarse, vnp. accendersi, infiammarsi, scarmanarsi. Scalogna, sf. bot scalogno — allium ascalonicum’, met, iattura, iettatura; portar la scalogna, met. portare la disdetta: — „ Vinceva, è venuto a sedersi press’a me e m’ha portato la disdetta disutilaccio;“ esser la scalogna in persona, met. essere un sacco di disdetta: — „I’ non lo vo’ avere più per compagno è un sacco di disdetta colui; • aver la sperpetua addosso: — „E inutile che mi ci metta; già non ci riesco: ho la sperpetua addoss’io.“ Scalogner, scalognoso, agg. disdiciate, infelice, sfortunato, — la panca delle tenebre; posto scalognoso — giocosa superstizione de’ giuocatori di carte: posto della disdetta: — ,,Vorreste ch’io mi sedessi ogni giorno nel posto della disdetta? no cari, piuttosto non giuoco oggi.“ Scalon, sm. ridolo, stangone: — „Carro a stangoni;“ scalona: — „Una vera scalona da titani, o da ciclopi.“ Scaluza, sf. scaletta, scalina, scaluccia. Scalzacan, sm. farabutto, guidone, mariuolo, mascalzone, panperduto, pelapiedi, perdigiorni, scalzacane, scalzacani, scalzagatto, scalzagatti, scioperato. Scalzada, sf. scalzamento, scalzatura: — „Ho veduto con dispetto lo scalzamento di quel pero;“ coppia di calci, calcio: — Con una coppia di calci uccise uno e ne ferì due;* colpo di calcio: — „Ebbe fracassata la testa a colpi di calcio.“
Scalzinadura, sf. scalcinatura. Scalzinar, va. e vn. scalcinare. Scambiada, sf. cambio, scambiamento, scambio. Scambiar, va. scambiare, — scambiare da una cosa a un’altra; e quale frequentativo: scambiettare. Scampada, sf. evasione, fuga, fuggita, scampamento, scappata, scappatura, schifamento, sfuggimento. Scampagnada, sf. scampagnata. A Roma, perchè van a passare la giornata nelle vigne prossime alla città, le dicono vignale. Scampanada, sf. scampanata, scampanìo: — -Ci volea questo scampanìo per la morte di quell’usuraio.“ Scampanar, va. scampanare tempellare; sm. scampanìo. Scampanelada, sf. scampanellata. Scampanelar, va, scampanellare; sm. scampanellìo. Scampanizada, sf. lo stesso che scampanada. Scampanizar, va, lo stesso che scampanar. Scampar, rn. fuggire, scappare; sfuggire: — Alcuni de’ corrispondenti mi -son pur troppo sfuggiti traboccare: — ^Presto che il latte trabocca;“ evadere: — „Sono evasi dalle carceri criminali cinque detenuti;“ scappare a dire, o scappare a fare che che sia: — ,. M’ è scappato a dirla maledissimamente.“ — „Anche non volendo scappa a farlo;“ che.scampa. fugace, fuggevole, fuggitivo: — „Eugaci giovanili ebbrezze;* scampar come i mati, o scampar de tuta fuga, abbandonarsi alla fuga — affibbiarsi le scarpette, — fuggire a precipizio: — ,, Quando videro la forza ar- mata s’affibbiarono le scarpette — con furbana, schippire; — in scondon, darla pe’ chiassi; ghe xe, o me xe scampò, si è, o mi sono scompisciato,, o sconcacato; averla scampada bela, met. aver succhiellato una bella carta: — „Venir assolto dopo tante bricconate può-dir d’aver succhiellato una bella carta;“ no se ghe ne scampa, m, prov. da questo fiasco si ha da bere-; serar la stala co xe scampadi ì manzi, v. manzo. Scampo, sm. salute, scampo, salvezza; zi. cancro norvegio, o nefrope norvegico -— cancer, o nephrops norvegigus-, no esserghe scampo, non esserci scampo, — non esserci via d’uscita, — aver dato in un ronco. Scampon, sm, momento; fuggita, scappata, scappatella scorsa; dar un..scampon, dare una capata, o dare una capatina. Scanadura, sf. scannatura. Scanalatura, sf. scanalatura. Scanalar, va. scanalare. Scanar, va. scannare, scuoiare; met. angariare, malmenare, vessare: — „Col continuo angariare stancano anco gli agnelli;“ -fendere,- scialacquare: — Eredità scialacquata miseramente. Scandaiada, sf scandagliamento. Scandaiar, va, scandagliare; met. scandagliare, — far lo scandaglio, — tentare il guado Scandalo, sm. scandaglio. Scandalizada, sf. scandalezzamento Scandalizador, sm. scandalezzatore; scandalizzatore, scandolezzatore. Scandolizar,,va. scandaleggiare, scandalezzare, scandalizzare, scandolezzare. Scandolo, sm. scandalfezzo, scandalo, scandolo; mal esempio; piera del scandolo, v. piera. Scanelà, scanelado, agg. scannellato; striato. Scaneladura, sf. scannellatura; stria: — „Vedete queste scannellature per lo lungo di questa colonna? d’ora in avanti le chiamerete col loro vero nome, strie. Scanelar, va. accanalare, scanalare; scannellare; stiare.
Scasar, va. evitare, cansare, scansare, sfuggire. Scantinada, scantinamelo, sf. sm. scuotimento, traballamento, vacillamento. Scantinar, va. e vn. barcollare, ondeggiare, tentennare, traballare; esser indeciso, stare in forse, ondeggiare, pencolare: — „ Pencolava, pencolava, poi l’ha voluto lui;“ scantinar i denti, ballare i denti. Scantonada, sf. scantonamento. Scantonar, va. scantonare. Scanzeladura, sf, cancellatura, concellazione, scancellamento, scancellatura, scancellazione; met. scancellati cciò: — „Chi do min può tr ovarsi fuori in questo scancellaticelo.“ Scanzelar, va.. cancellare, scancellare; radiare: — „Lo han radiato dalla lista degli elettori.“ “ Scanzìa, sf. scaffale, scansìa: — Dichiara .d’aver gli scaffali pieni zeppi di libri;“ scanzìa dei piati, ranceria, rastrello, scanceria. Scapelada, sf. scappellata, scappellatura. Scapelar, va. scappellare, — fare di -berretto, o fare di -cappello, — scoprirsi il capo. Scapestrado, agg. dissoluto, licenzioso, scapestrato, sfrenato; de scapestrado, dissolutamente, licenziosamente, scapestratamente, sfrenatamente; viver de scapestrado, vivere scapestratamente, — scapestrare, scapestrare: — „Scapestra allegramente “Sra che ha ereditato quattro zolle.“ . Scapitada, sf. scapitamelo. Scapitar, vn. scapitare. Scapola (far), m. avo. far forca, — bucare, o salar la lezione,l’ufficio ecc. Scapolar, vn. scapolare, — andare, od essere esente, — far esente; scapolarla, met. cavarne le ossa; scapolarla per él buso de la ciave, met. uscirne pel rotto della cuffia. Scapoler, sm. chi fa forca, o chi sala la lezione, ecc. Scapolo, sm. celibe, libero, scapolo. Scapriziar, va. scapricciare, scapriccire. • Scapuzada, sf . scapuccio — tanto nel senso proprio quanto nel metaforico: — „Degli scappucci chi più chi meno ne abbiam fatto tutti.“ -„Forse che lo scapuccio del cavallo non è- la causa della disgrazia ?“ Scapuzar, va. inciampare, intoppare, scappucciare, scappuzzare: — „ Azzoppò per essere inciampato;“ derogare, tralignare, transigere: — „E’ tale un galantuomo che nessuna promessa potrà farlo transigere;“ scappucciare: — «Dinanzi a quelle fattezze incantevoli ha scappucciato anche lui, il misògino.“ Scapuzon, sm. lo stesso che scapuzada. Scarabatola, sf. abituro, catapecchia, stamberga, topaia; attrazzo, ciscranna, sferra; pi. carabattole, masseriziuole. Scarabizar, va. scarabocchiare, schiccherare, scombiccherare, — fare degli scarabocchi. Scarabizo, sm. cancellaticelo, scarabocchio, sfregacciolo, sgorbio. Scarabociada, sf. scarabocchiatura, scarabocchio. Scarabociar, va. lo stesso scarabizar. - Scaramucia, sf. avvisaglia, scaramuccia, scaramuccio, scaramuglio, Scaramuzza. Scaramuciar, va. scaramucciare. Scaranciferi, scarangiferi, smp. denaro, pecunia. Scaraventar, va. lanciare, scaTaventare. Scarcaval, agg. e sm. frugolo, vivace, sventato. Scardobola, sf. zi. Pietro l’eremita — gebia litoralis. Scaregar, va. paleggiare; scaricare, e poet. scarcare; scaricare parte del carico d’un bastimento, per iscagliarlo: alibare. Scariga, sf. scarica; -scarica di molte armi da fuoco ad un tempo per segno d’onore — e simili: salva. Scarigador, sm. scaricatore. Scarigadura, sf. scaricatura: — ,,Pagategli la scaricatura.“
Scarigar, va. lo stesso che scaregar. Scarigo, sm. scaricamento; scarico; sgravio; per scarigo de cossienza, per isgravio di coscienza. Scarmolin, agg. esile, scarmolino, scarzo. Scarnevalar, vn. carnascialare, scarnascialare, scarnovalare. Scarnido, agg. affilato, emaciato, magro, scarnato, scarno, secco, smunto. Scarnificar, va. scarnificare. Scarnificazion, sf. catacasmo, scarnamento, scarnificazione. Scarnir, vn. consumare, dimagrare, scarnare. Scarozada, sf. carrozzata, scarrozzata; scalessata Scarozar, va. scarrozzare; scalessare: — n^hi va attorno col calesse scalessa o scarrozza?“ Scarpa, sf. scarpa; scarpa messa a zavata, cianta;.....— rimontada, scarpa riscappinata; — de le caroze, martinica, scarpa; de le strade, banchina; ripa; scarpe che se ghe baia drento, met. scarpe in cui ci si sbigoncia; no poderghe star a le scarpe de uno, met. non legare le scarpe, o non essere degno di legare le scarpe a quel tale; aver i dedi fora de’ le scarpe, met. essere povero in canna, non aver scarpe in piedi: — .,Non ha scarpe in piedi e pretende di fare il signore;“ andar scarpa e tornar stivai, m. prov. andar giovenco e tornar bue; una bela scarpa diventa una bela zavata, prov. scarpa ben fatta bella ciabatta, — quando si è belli, si è sempre quelli; la scarpa grossa paga tuto, m. prov. i cenci volan sempre all’aria; xe meio frugar le scarpe che i linzioi, v. linziol; do pie no poi star in una scarpa, -morir co le scarpe in pie e no aver scarpe in pie, v. pie; andar co le scarpe de piombo, ^/piombo. Scarpada, sf. scarpata. Scarpaza, sf. scarpaccia. Scarpài, sm. scalpello, scarpello, scalpro;.scalpello da calettare: badile. Scarpelada, sf. scalpellata, scarpellata, scalpellatura. Scarpeladura, sf. scalpellatura. Scarpelar, va. scalpellare, scalpellinare, scarpellare, scalpore, scarpellinare. Scarpeleto, sm. scalpelletto, scalpellino, scarpellino. Scarpelin, sm. scalpellino, scarpellatore, scarpellino, tagliapietra. Scarpelon, sm. scarpellone. Scarpena, sf. zi. scorpena nera — scorpaena por cu s; scorpena rossa — scorpaena scrofa; scarpena (le sasso, cerniola — poiyprion cernium, Scarper, sm. scarpaio, scarparo. Scarpeta, sf. scarpetta, scarpettina, scarpettino: — , Du’ paia di scarpettini pe’bimbi;u scarpino: — „Alla serata della signora Y la signorina calzava scarpini di raso bianco.“ Scarpìa, sf. ragnatelo, tela di ragno; met. camorro, scarabocchio. Scarpinada, sf. rescappinatura, riscappinatura. Scarpinar, va. rimpedulare, riscappinare, scappinare. Scarpion, sm, zi. scorpione europeo — scorpio europa eus; met. camorro, caramogio, deforme, orrido, orrore, scarabocchio. Scarpionzin, sm. scarpioncello, scorpioncino. Scarpon, sm. scarpone: — ,,Un par di scarponi per la caccia “ Scarsegiar, vn. difettare, penuriare, scarseggiare. Scarsela, sf. pera, saccoccia, tasca; tascata: — “Valeva portar via una tascata di semi; aver iti scarsela, met. aver in tasca; calcolare quanto il due di briscola, o quanto il fante di picche; avere in pugno: — ^Pretendeva d’aver il denaro in pugno e l’aspetta ancora;“ meter la man in scarsela, met. frugarsi tasca, — mettere la mano a tasca: — «Chi ha famiglia si sa, deve tutto dì frugarsi tasca;“ meter in scarsela, met. mandare a cena; ripapparsi rivendere: — „Quanto a filologia e’ vi manda a cena quanti siete;“ sugar la scarsela, met. rasciugare le saccoccie; esser sicura una roba come averla in scarsela, essere sicuro come sull’altare; una pena de dindio sta sempre ben in scarsela, prov. sta sempre bene avere a lato due soldi di minchione; le done ga le lagrime in scarsela, v. dona; aver sempre le man in scarsela, v. man.
Scarselar, va. intascare; mettere in corbona; t. de’ giuocatori: dar beccare alla putta; magnate ma no scarselate,,v. magnar. Scarselin, sm. taschino. Scarselon, sm. tascone. Scarseza, sf. penuria, scarsità; scarseza de viveri, stretta di vettovaglie. Scarsizar, vn. penuriare, scarseggiare. Scarso, agg. scarso; far scarso, diminuire, far scarso, menomare, scarsare; ciapar scarso, schiancire: — , Lo schiancì soltanto, pover’a lui se lo coglieva in pieno;“ misura, o peso scarso, misura, o peso che non torna; scarso de bezi, abbruciato di danari. Scartabelada, sf. rovistata, scartabellata Scartabejar, va. rovistare, scartabellare. v Scartacaval, sm. pirot. salterello. Scartada, sf. scartamento, scartata scarto. Scartafazo, sm. scartafaccio, zibaldone. Scartar, va. scartare, escludere, espellere, ricusare, rigettare: — “Espulso dal consorzio degli onesti perchè fa la spia;“ t. di giuoco: scartare: — „Perchè scarti le fiori?’ Scartaza, sf. setola, spazzola; chi che fa, o che vendi scartaze, setolinaio; scartaza per i denti, setolino; — per i cavai, brusca; met. delatore, marachella, spia; pi. met, favorti, fedine; far la scartaza, met. campare sugli orecchi, — soffiare nel pan bollito, — giuocar a soffino. Scartazada, sf. setolinata, spazzolata. Scartazar, va. setolare spazzola- re; abbruscare: — , M’avete spazzolato la sopravveste, ma vi siete dimenticata di abbruscarmi il cappello;“ met. escludere; dar le pere, o dare il tabacco del nonno. Scartazata, sf. setolaccia. Scartazeta, sf. setoletta, setoline, spazzolino. Scartin, sm. f. de’ giuocatori di carte: cartaccia, cartiglia, cartina, carta scarta, cartuccia, scarto. Scarto, sm. rifiuto; scarto; scegliticcio, sceliume: — ,,Agli ultimi tocca il scegliticcio, è sempre così;“ t. di giuoco: faglio, o scarto: — ,. Sta attento al faglio.’1 — „Mi mostra il faglio a coppe e ci ha il venticinque.’ • Scartozeto, sm. cartoccetto cartoccino: — «Portava un cartoccino di fragole;“ met. adone, assettatuzzo, bellimbusto, damerino, imbusto, zerbino: — ,.Fa l’adone anche colle mondane.“ Scartozo, sm. cartoccio; cartocciata: —- .,Gettavano i confetti a cartocciate;“ scartozo de pevere mal incarta, met. attillattuzzo, assettatuzzo, cicisbeo, farfanicchio. Scarzeramento, sm. scarcerazione. Scarzerar, va. -scarcerare. Scassacodolo, sm, zi. coditre--mola, codizonzola, cutretta, cutrettola — quella che sta a preferenza intorno l’acqua; ballerina — quella che sta a preferenza attorno gli animali, ne’ prati. Scassada, sf. scossa, scotimento, crollata scrollata, scrollo, scrollatura. Scassamento, sm. scotìo: — „La carrozza ha cattive molle e bisogna aspettarsi uno scotìo maledetto.’1 Scassar, va. e vn. anninnare, cullare, ninnare; agitare, scuotere, squassare, scossare (Poliziano); sciabordare: — ,,Sciaborda un po’ quella medicina; non vedi che tutto l’olio vi galleggia;“ tentennare, vacillare, e concussare, ma dicessi per lo più de’ tremuoti. Scassinar, va. guastare, rompere, scassinare, sconquassare.
Scatarada, sf. scaracchio, scatarrata, scracchio. Scatarar, va. scaracchiare, scatarrare, scracchiare. Scatola, sf. scatola; met. esile, piccolo, e vale per naviglio, o barca, a uguali condizioni, e anche per vettura; abituro, casupola, catapecchia, stamberga; romper le scatole, met. rompere il chitarrino, — rompere i corbelli, — rompere gli stivali, — rompere a uno quello che non gli si ha fatto, e nel senso di chi ciarla stucchevolmente: fare come la putta al lavatoio; parer cavò fora de una scatola, met. parere uscito da uno scatolino: — „Non pende un pelo a questo abbigliamento: ella par uscita da uno scatolino; “ scatola de Pavia che co no se la dopra più se la buta via, scherzo popolare usato da chi annasa tabacco, per significare che lo tiene nella carta nella quale lo compera senza far uso della rispettiva scatola. Scatolaza, sf. scatolaccia. Scatolon, sm. scatolona, scatolone. Scatoier, sm, scatolaio, scatoliere. Scavada, sf. scavamento, scavazione. Scavador, sm. scavatore. Scavadura, sf. scavamento, scavatura, scavazione. Scavar,, va. scavare. Scavalcar, va. scavalcare, scavallare: — „Lo fecero scavalcare e gli rubarono quanto aveva di buono addosso.“ — „Messosi di buzzo buono ha scavalcato tutti i suoi condiscepoli;“ scalare: — ^Scalate le mura il nemico mise la città a ferro ed a fuoco. “ Scazada, sf. cacciamento, cacciata, scacciaggione, scacciamento, scacciata. Scazadina, sf. scacciatella. Scazar, va. discacciare, cacciare, scacciare, scaciare. E. Kosovitz. — Dizionario ecc. 25 Scavezada, sf. schiantatura, schianto, stiantatura. Scavezar, va, rompere, scapezzare, scavezzare, spezzare; schiantare, stiantare: — „Il fulmine stiantò la vetta del nostro superbo cipresso;“ scavezado in colomba, met, sbilenco. Scavezo, sm.. acquerello, giunta, vinello. Scenza, sf. (scenza) scheggia; schiappa, stiappa; sverza; scenze inter. cospettaccio, cospetto, perdinci, potenziterra — e simili. Scenziada, sf. scheggiatura; rinverzatura. Scenzar, va. (seenzar) scheggiare; scìenzar un. pavimento, rinverzarlo. Scenzeta, sf. (scenzeta) schegginola, scheggiuzza. Scenzona, sf. (scenzona) scheggione. Scenzoso, agg. (scenzoso) scheggioso Scotamente, ’avv. (scetamente) schiettamente,. — con ischiettezza; candidamente, lealmente.. Sceteza, sf. (sceteza) schiettezza. Sceto, agg. (sceto) modesto; pulito; puro; schietto; sceto o col late? v. late. Scheletro, sm. scheletro; met. carcame: — „Trovarono il carcame del capriuolo ferito questa primavera;“ catriosso: — „Quel catriosso sembra la morìa;“ ridotto come uno scheletro: scheletrito: — „L’ abuso de’ liquori lo ha inebetito e scheletrito;“ esser, o parer un scheletro, met. essere .secco e sparuto, — essere, o parere uno scheletro, — essere magro arrabbiato, o arrovellato, o strinato. Schena, sf. dorso, dosso, schiena; schena. de la man, dorso della mano; — de carega, appoggiatoio, spalliera; — de un libro, costola, o dorso; — de cortei, sabola, e simili: costola; — de porco, arista; butar, o srnacar drio schena, stramazzare supino; voltarghe la schena a un, met. voltare le reni a quel tale; a schena de cavai, m. avv. a schiena d’asino; co la schena, drio schena, o su la schena', riverso, rovescione, rovescioni: — „El xe cascò drio schena e el se ga roto la testa. = È caduto riverso, o rovescione, o rovescioni, e s’è rotta la testa;“ su la schena, supino: — „ Suole dormir supino;“ lavor de schena, lavoro di schiena; fil de la schena, v. fil; meter la schena al muro, v. muro.
Schena), sm, schienale; appoggiatoio, spalliera. Schenaza, sf. schienaccia. Schermo, sm. mar. scarmo; fra stropi e schermi, met. fra ugioli e barugioli: — „Fra ugioli e barugioli ha ricavato il suo.“ Scherzada, sf. celia, scherzamento, scherzo. Scherzar, va. burlare, celiare, minchionare, motteggiare, ruzzare, scherzare, scherzeggiare.; chi che- scherza, scherzatore; no scherzar, met. non mondar nespole: — „Io lavoro.ma anch’ egli non monda nespole;“ no esser de scherzar, met. non essere di prendersi a gabbo: — „Le minaccio di colui non son daprendersi, a gabbo;“ e no esser de scherzar — con chi facilmente s’adira: averne — quel tale — pochi degli spiccioli e meno da spicciolare; no bisogna scherzar, m. prov. non ischerzar coli’ orso, se non vuoi esser morso; scherza coi fanti e lassa star i santi,, v. fante. Scherzeto, sm. scherzetto, e come vilifìcativo: scherzucciaccio, scherzuccio; quel scherzeto, o quel bel scherzeto, mei. quel giuoco:— «Voi ridete, voi; ma a:me quel giuoco eosta caro.“ Scherzo, sm. baia, billera, burla, celia, motteggio, scherzo; bruto scherzo, met. mal giuoco; scherzo cativo, bischenca; scherzo ofensivo, biscazzo; no esser, un scherzo, o no esser miga un scherzo — s’usa per indicare cose che son di momento, o cose che non sieno da disprezzarsi: non essere roccia: — „Non son già roccia tutti que’ codici!“ — „Anco alcune migliaia di fiorini non sarebber roc- eia;“ lei la poi, o ti te poi scherzar, met. lei può, o tu può’ canzonare: — „Ella può canzonare co’ suoi cinque mila fiorini di rendita;“ dir, o far per scherzo, dire, o fare da scherzo, o in ischerzo; cior in scherzo, pigliare a gabbo; scherzo de man scherzo de vilan, v. man. Schifar, vn. schifare, — avere a schifo, o a stomaco. Schifosità, sf. bruttura, laidezza, oscenità, schifezza, sporcizia. Schifo, sm. schifezza, schifiltà, schifo, stomacaggine; far schifo, avere, o venire a noia, — avere, o venire a schifo. Schifoso, agg. abbietto, lurido, schifóso; met. abominoso, sordido. Schila, agg. pocolino, micolino, miccicchino minuzzolo, nonnulla, scamuzzolo, zinzino; una schila, met. un minimo che, — un tritolo; sf. zi. squilla — crangon vulgaris. Schincada, sf. scalfitura, spuntatura; stincata, stincatura; t. de’ giuocatori di bigliardo: papino. Schincapene, sm. imbrattacarte, impiastrafogli, schiccheracarte. Schincar, va. scalfire, stincare; t. de’ giuocatori di bigliardo: fare steccacoia, o fare un papino. Schinco, sm. stinco;. met. allampanato, mingherlino. Schinela, sf. acciacco, affanno, cànchero, dolore, frizzone, malore, mascalcia, piaga, scarezzo, schinella Schiribizada, sf. scarabocchiatura, “ schiccheramento, schiccheratura, scombiccheramento, sgorbio. Schiribizar, va. scarabocchiare, schiccherare, schicchirillare, scombiccherare, sgorbiare. Schiribizo, sm. ghirigoro, scancellaticelo. Schivada, sf. schifamento, sehifanza; cansamento. Schivar, va. cansare, scansare, schermire, schivare, sfuggire; allontanare, rimuovere; schivar una persona, scantonare quella tal persona. Schiza, sf: goccia; s chiza de fango mi vestiti, pillacchera, zacchera; met. schizzo: — „M’ ha dato uno schizzo di pane che appena si vede;“ t. mar. mezzaruola; h^ schiza, met. la., morte secca, o la secca farghela a la schiza, met. fare una cilecca alla morte: — „Era sfidato dal medico e lo dicevano beli’ e spacciato; ma, lui ha fatto una cilecca alla morte, ed ora sta benone.“
Schizadina, sf. schizzatina; schizzettatina. Schizado, agg. compresso, schiacciato; scofacciato; zaccheroso; schizzettato. Schizar, va. aspergere: — „La signorina s’ è messa. ad aspergere il bucato;“ iniettare: — „Deve iniettarsi per ordine medico;“ schiacciare: — Ve’ qui un verme schiacciato;“ scofacciare: — „Gli scofacciò la tuba con un lattone;“ impillaccherare, inzaccherare: — „Dovea correre pel fango e impillaccherarsi a quel modo;“ picchiolare: — „ Acciocché non si veggan le macchie faremo picchiolare di nero quell’abbassamento;“ schizzare: — „Il vino schizzava attraverso il turacciolo foracchiato;“ schizzettare: — „Se avess’io lo schizzetto in luogo di schizzettarti, te lo getterei addosso;“ brillare: — „ Brilla ’1 vin .nelle capaci tazze;“ schizar prima de scovar, perchè che no se levi là polvere, spenger la polvere; schizar de la. piova, piovigginare, pioviscolare; — de odo, chiudere, o strizzar l’occhio, — ammiccare: — „Se non avessi ammiccato al sensale forse ti crederei;“ — co la boca, spruzzare; schisargliela a qualchedun con parole, dare una fardata a quel tale; — coi fati, accoccargliela, o affidargliela ad uno; schizar velen. met. fremere di sdegno, — schizzare fuoco, o schizzare veleno; schizar el grasso fora dei oci, met. essere grasso bracato, essere una palla di lardo,, schizzare dal grasso. Schizetada, sf. schizzettata, schizzettatura, spruzzata; chir. iniezione. Schizetar, va. schizzettare. Schizeto, sm. schizzatoiata: — „ Portami una schizzatoiata di quel miscuglio;“ schizzatolo, schizzetto: — ^Schizzatolo di stagno o d’ottone ?;“ met. schizzetto: — „Va alla caccia con uno schizzetto da trar a’ «orci.“ Schizignoso, agg. repugnante, ritroso, schifiltoso, schifo, schizzignoso, -schizzinoso. Schizo, agg. camuso, simo: — „Un cosettuccio con un certo nasino camuso;“ sm. schizzo: — „Fa continuamente degli schizzi, ma non conduce nulla a termine.“ Sciabatolo, sm. (sciabatolo) ritrosa, scaricatola, trabocchetto; met, abituro, catapecchia, topaia, tugurio. Sciafa, sciafo, sf. sm. (sciafa) ceffata, guanciata, schiaffo, stiaffo; met: ingiuria, insulto, schiaffo; sciafo dado su la boca, boccata; esser un sciafo, met. essere uno schiaffo. Sciafizada, sf. (sciafizada) schiaffeggiamento, stiaffeggiamento. Sciafizador, sm. (sciafizador) schiaffeggiatore. Sciafizar, va. (sciafizar) schiaffare, schiaffeggiare. Sciama, sm. (sciama) lisca, squama, scaglia. Sciamada, sf. (sciamada) squamata: — „Da un po’ una squamata a que’ ghiozzi.“ Sciamar, va. (sciamar) diliscare, squamare. Sciamazada, sf. (sciamazada) chiasso, clamore, diavolìo, fracasso, schiamazzo, stiamazzo. Sciamoso, agg. (sciamoso) scaglioso, squamoso: Sciamazar, va. (sciamazar) schiamazzare, strepitare. Sciamazp, sm. (sciamazo) lo stesso che sciamazada. Scianta, sf. (scianta) micolino, minuzzolo, nonnulla, pocolino, scamuzzolo, tritolo, zinzino; nanca una scianta, neanche biracchio, o neanche straccio, — nemmeno un tritolo, — niente affatto. Sciantada, sf. (sciantada) crepata, morte, trapasso. Sciantar, vn. (sciantar) v. bassa: morire.
Sciapa, sciapin, agg. sf. sm. (sciapa) acciabattatore, acciarpatore, buono a nulla, cempenna, cerna, da poco, disutilaccio, inesperto; poponella, scagnozzo; sbercia; — de dotor, dottoruzzo; — de maestro, maestronzolo; — de prete, pretuncolo; — de sonador, strimpellatore — e così via. Sciapinada, sf. (sciapìnada) balorderia, gofferia, imbecillità, insulsaggine, pecoraggine. Sciarida, sf. (sciarida) dichiarazione, dilucidazione. Sciarificado, agg. (sciarificado) chiarificato, schiarito. Sciarimento, sm. (sciarimento) schiarimento. Sciarir, nò. e vn. (sciarir) diradare, chiarificare, chiarire; -verificare; schiarare, dichiarare, manifestare; illuminare; sciarir la vose, rischiarare la voce; — el tempo, allargarsi il tempo, rintempire, rasserenarsi il cielo: — „Pare voglia rintempire.“ Sciassar, va...(sctassar) ruzzare, .schiassare, — andare in striazzo (Bernij. Sciatar, vn. (sciatar) crepare, morire, schiattare; met. schiattare: — „ Quello svagolato schiattava a dover lavorare.“ Sciatica, sf. sciatica, e con maggior proprietà: ischìade. ~ “ Sciatina, sf. (sciatma) setola. Sciavaria, sf. (sciavaria) nome generico che’ comprende tutti i paesi ove si parla lo slavo. Sciavina, sf (sciavina)- carpita, centone, liena, sargano, schiavina, stiavina. Sciavitù, sf. (sciavitù) schiavaggio, schiavitù; met, disagio, noia, seccatura. Sciavo, agg.e sm. (sciavo) schiavo; slavo: sciavo duro, met. battezzato con l’agresto; esser sciavo, met. non poter disporre; essere schiavo. Sciavon, sm. (sciavon) greco scismatico; met. croio, incivile, rozzo, zottieone; mandar far benedir del prete dei sciavoni, met, mandare in quel paese — e simili, ma più c’altro è modo di amorevole rimprovero. Sciavuncolo, agg. e sm. (sciavuncolo) slavo — la v. del dialetto racchiude in sè qualche cosa d’ironico e un tal po’ di disprezzo. Scincador, sm. (seineador) t. degli uccellatori: spincione. Scincar, va. (scincar) t. degli uccellatori: spincionare. Scinca, sf. “ (seinca) marmora, marmorina. Sciocada, sf. (sciocada) crepolìo, scoppiettìo, scoppio; chiocco, schioccata, schiocco; crepitìo. Sciocar, va, (seiocar) chioccare; crepitare, scoppiettare; sciocarghela a qualchedun, met. chioccare uno, — snocciolargliela, spifferargliela. Sciochetar, vn. (sciochetar) crepitare, scoppiettare: — „El fogo sciocheta. = Il fuoco scoppietta;“ sm, scoppiettìo: — „Senti che scoppiettìo brùcian certo legna umide “ Scioco, sm. (scioco) chiocco, detonazione; stianto; schianto: — ..Fiammiferi collo schianto;“ — che si fa piegando V ultima falange delle dita contro la palma: castagnetta; — che si fa colla bocca bevuto che si .ha qualche cosa di squisito: spracche; che si fa col pollice congiunto al medio schioccandoli assieme: frullo. Sciopabile, agg. (sciopabile) scoppiatole. Sciopada, sf. (sciopada) crepatura, scoppiata; scoppiamento, scoppiatura. Sciopado, agg. (sciopado) crepato, crepolato, fesso, incrinato, pelato: — „Mi porta a casa una pentola pelata !“ screpolato; morto. Sciopadureta, sf. (sciopadureta) crepacciolo, crepacciuolo. Sciopadura, sf. (sciopadura) crepa, crepatura, fesso, fessura; incrinatura; sciopadura granda, crepaccio, crepatura; — de la pele, crepatura, rughettina; — de la calzina dei muri, pelo; — dei muri, cretto; — su la copa dei manzi, berlo; pien de sciopadura, rimoso. Sciopar, vn. (sciopar) crepare, crepolare, crettare; inclinare, incrinare; scoppiare, e per metatesi: schioppare-, met. morire, schiattare; vnp. aprirsi, “spaccarsi; sciopar i lavri, o le man, ecc. per el fredo, crettare le labbra, crettare le mani, ecc.; — de rider, met. ridere a crepa corpo, o a crepa pelle. — scompisciarsi dal ridere, o dal riso, o dalie risa, — scoppiare dalle risa; — de fadiga — e simili: crepare di fatica, ecc.-; de la bile, met. rodere i chiavistelli, — scoppiare di rabbia; — el cor, met. andare il sangue a catinelle, — scoppiarsi il cuore; presto la sciopa, m. avv essere, o stare quella tal cosa sull’undici once; .che ti sciopasi, o che ti podesi sciopar — imprecazione plebea: che tu. scoppi, — che tu possa scoppiare.
Sciopeter, sm. (sciopeter) archibugiere, armaiuolo. Sciopeto, sm. (sciopetd) schioppetto, schizzetto. Sciopo, sm. (sciopó) archibugio, archibuso, arcobuso, fucile, moschetto, schioppo; sciopo de cazia, fucile da caccia; sciopo de soldai, fucile da milizia; — assai curto, fucile scavezzo; meter el sciopo a viso, spianare il fucile: — r Appena lo vide gli spianò contro il fucile;“ aver el sciopo a muso, met: stare coli’ arco teso: — „Volea accoccarmela, ma io stava coll’arco teso e fece una damigiana.“ — „A’ suoi lavoranti non resta il tempo di fiatare, che’ sta lor dietro coli’arco teso;“ star, o no star drio col sciopo, met. stare, o non stare colla pistola alla mano; carigar el sciopo senza balini, prov. andare a caccia col bue zoppo, — mettersi in mare senza biscotto. Sciopon, sm. archibusone; bot. specie di garofano. Scipulada, sf. (scipuladu) piluccamento, piluccatura. Scipular, va. (scipular) piluccare. Scoconada, sf. mangiatacela, scorpacciata, strippata: — corpacciata degna de’ ciclopi;“ sturata: — Favorisca dare’ una sturata a quella botte.“ Scoconàr, va. strippare, — pi-. gliare una satolla; sturare. Sclepia, sf. bot. asclepia. Scodela, sf. scodella: — „Scodella di maiolica-;“ scodellata: — „Ha dato ab cane una scodellata di minestra.“ Scodeleta, sf. scodellino. Scodelon, sm. scodellone. Scodeloto, sm. bacioccolo, ciotola: — „ Ordinerò mi si comperi una ciotola;“ ciotolata: — „Incassan marmaglia a ciotolate;“ zi. patella; darghe una scopala al scodeloto, met. andare a cassetta, o scappare alla cassetta. Scoder, va. riscuotere; chi che scodi- debiti per i altri, cavalocchio. Scodidor, sm. esattore; riscuotitore; cavalòcchio. Scòduda, sf. esazione, riscossione, riscuotimento. Scoiada, sf. petrata, pietrata, sassata. Scoiazo, sm. scogliaccio. Scoiera, sf. scogliera. Scoieto, sm. pietruzza, sassolino, scoglietto, scogliuzzo. Scoio, sm. pietra, sasso; scoglio; masso; met. difficoltà, impedimento,-intoppo., Scoion, sm. balza, dirupo, greppo, masso, rupe Scoioso, agg. scoglioso. Scola, sf. iscuola, scuola; classe; di scuola, appartenente a scuola: scqlastico; a scola, m. avv. in iscuola: — “ „Ha lasciato i pennini in iscuola;“ dar scola, met. leggere in cattedra; aver bisogno de andar ancora a scola, met. volerci un altro po’ di sale. Scolà, agg. fuso; sciolto; liquefatto, squagliato; scollato; scollacciato: — „.Abito scollato.“ — „Viene alle serate sbracciata e scollacciata.“
Scoiada, sf. colamento Scoladura, sf. colatura, scolatura; sgocciolatura; scoladura de puina,. siero; — de candele de zera, cerume. Scolamento, sm. colamento; chir. blennorea. Scólapiati, sm. piattaia Scolar, va. e vn. colare, scolare: — „Mettete via quel cencio, è molle che cola; “ fondere, liquefare, sciogliere, squagliare: — „Son state,, fuse le campane per farne cannoni;“ — delle candele: ’ sgocciolare; colare per via di declinazione un liquido chiaro, da uno sottostante, torbido; decantare; met. bere; cioncare, tracannare; che si può fondere: fusibile, fù-sile. Scolareto, sm. scolaretto, scolarino, scolaruccio, scolaruzzo; met. lattonzolo. Scolaro, sm. scoiaio, scolare; far de scolaro, seolareggiare. Scoi in, sm. campana scolàstica. Scolo, sm. colamento, scolo; mar. lumiera; agric. chiassaiuola, chias-.saiuolo;./. de’ mulinai: risciaquatoio; chir. lo stesso che scolamento. Scolorida, sf. scoloramento. Scolorido, agg. scolorato, scolorito. Scolorir, vn. scolorare. Scolpar, va. scolpare; difendere, scusare. Scolpido, agg. scolpito, sculto. Scolpir, va. scolpire; poet. sculpere; met. figere, figgere: — „Figgetevelo in mente: donna italiana non soffre dileggio. Scottar, vn. ascoltare, — dare, o porgere ascolto; udire: — „Sono stato ad - udire, fine’ a lui è piaciuto di cinguettare;“ chi che scólta, ascoltante; ascoltatore; scollar con atenzion, e piazer, assaporare; — in scondon quél che i altri parla, usolare’; — per portar torno, raccòrrò i bioccoli; scoltime, o scoltime a mi — forinola esortativa: fà, o faccia a modo d’un pazzo: — „Faccia a modo d’un pazzo, non paghi niente.“ Slcoltrin, sm. scontrino. Scombater, va. affannare, agitare, combattere, conturbare, inquietare, noiare, tempestare, travagliare: — „ Combattere colla servitù.“ — „Anco co’ bimbi c’è che tempestare “ Scombro, sm. zi. sgombero comune — scomber scomber. Scombussolada, scombussolamento, sf. sm, disordine, scombuiamento, scombussolamento, scombussolio, sconcerto. Scombussolar, va. scombuiare, scombussolare, scompigliare; sconcertare, — mettere sossopra. Scometer, va. giocare, giuocare, scommettere, — metter pegno. ScomiatO, scomio, sm. disdetta, escomio. . Scominziada, sf. cominciamento, principiamento. Scominziar, va. avviare; cominciare, iniziare, principiare; scominziar a dir, a far, pigliare a dire, pigliar a fare,- — accignersi a parlare, a operare, — mettersi a parlare, mettersi all’opera; .scominziar de la coda,’ met. mettere il carro innanzi i buoi, — mangiare il porro per la coda; tuto sta nel scominziar, prov. il peggiore passo è quello della soglia; chi ben scominzia xe a metà del opera, prov. è alla metà dell’opera chi la comincia bene. . , Scomodar, va. e vn. incomodare, scommodare, scomodare. Scompagnada, sf. scompagnamento, scompagnatura. Scompagnar, va. scompagnare. Scomparir, vn. scomparire. Scompiaser, vn. scompiacere. Scompiazente, agg. scompiacente. Scompiliada, scompiliamento, sf. sm. scompigliamento. Scompiliar, va, confondere, disordinare, .perturbare. ScompiNo, sm. confusione, perturbamento, scompiglio. Scompletar, va. scompletare. Scomponer, scompor, va. e vn. scomporre; no scomporse, met. non si scrollare: — „JSTon si scrolla neanche se gli si sprofonda il soffitto addosso. * Scompositor, sm. scompositore.
Scomunica, sf. anatema, scomunica. scomunicazione-; met. disdetta, iattura. Scomunicado, agg. scomunicato; met. iniquo, pessimo;. profano, sacrilego. Scomunicar, va. scomunicare, — imporre scomunica. Sconder, va, appiattare, ascondere, celare, nascondere, occultare; — ammantare, coprire; che scondi, che xe sconto, velame: — „Concetto espresso sotto il velame della metafora.“ — ,.11 velame del futuro;“ scondorse drio de qualche bestia per vignir a. tiro del salvadigo, accavallare; sconderse drio de’ qualcossa, alboro, ecc. addoparsi; zogar sconder, fare a capanniscondere, o a rimpiatterello, o a rimpiattino; no zogar sconder, met. non mondar pere; essere da bosco e da riviera; ’ poderse andar sconder, met, poter andare a rimpiattarsi, o poter andare a riporsi; esser un limone spremuto; tirar el sasso e sconder el brazo, v. brazo; gnente no resta sconto, v. gnente. Scondon(de, o in), m. avv. a chetichella, a chetichelli, alla chetichella, ascostamente, di celato, di nascosto, di seppiato; di sotterfugio, nascostamente, e coi verbi guardare, vagheggiare — e simili: di sottecche, o di sottecchi: — „Sbirciavala di sottecche credendo di non esser vistò, l’ipocritone !“ Sconfiger, va. sconfìggere. Sconfortar, va. sconfortare, — recare sconforto. Scongiurada, sf. esorcismo, scongiuramento, scongiurazione, scongiuro. Scongiurar, va. esorcizare, scongiurare. Sconquassada, sf. conquasso, rovinio, sconquassamento. Sconquassar, va. conquassare, sconquassare. Sconsacrado, -agg. v. met. sconsacrato: — „E gli credete? a quella facciaccia sconsacrata !“ Scosiderateza, sf. avventataggine, inconsiderazione; avventatezza; con sconsiderateza, ~ m. avv. all’avventata, inconsideratamente. Sconsiliar, va. sconsigliare, dissuadere, — trar dalla mente. Scontar, va. scontare: — ^ambiale scontata; “ espiare: — „Espia la pena de’^suoi delitti.“ Scontentar, va. scontentare, — rendere scontento. Sconto, agg. ascoso, celato, latente, nascoso, nascosto, occultato, occulto, recondito; sm. sconto; a sconto, tn. avv. a sconto, per isconto: — „Lavora per isconto della pigione per le sconte, per le celate:. — „Esce solo la sera e passeggia solingo per le celate.“ Scontrada, sf. incontro, scontrata, scontro. Scontradura, sf. mar. nodo; temporale, turbine; met. contrattempo, inciampo, mal avventura, ostacolo. Scontrar, va. abbattersi, incontrare, rincontrare, incontrare; riscontrare. Scontrin, sm. scontrino. Scontro, sm. scontro; t. de’ magnani: riscontro. Sconvignir, vn. disdire, sconvenire, — essere sconveniente. Sconvolger, va. sconvolgere, sconturbare, sconvolvere, travolgere; svolgere. Sconzertada, sf. sconcertamento, sconcerto. Sconzertar, va. sconcertare, sconciare; sconzertar tuto, avviluppare la Spagna.; Scopazon, sm. scapaccione, scapezzone. Scopelotar, va, scapaccionare, scappellottare. Scopeloto, sm. ciurlotto, scappellotto; met. discapito, perdita; a scopeloto, m. avv. a macca, — a scappellotto, — a bertolotto; dar un scopeloto al scodeloto, v. scodeloto, Scopola, sf. pacchina; met. acciacco; danno, perdita; aver ciapà una scopola — nella salute: aver avuto una gran bacchiata, o una gran bacchiatacela; dar ima scopola, dar ceffoni: — „ Speculazioni arrischiate che fìniron col dargli ceffoni.“
Scopritor, sm. scopritore. Scoragiada, sf. costernazione, scoraggiamento, scoramento. Scoragiar, va e vn. scoraggiare, scoraggire, scorare; sbigottire, sgomentare. Scordar, vn. dimenticare; obliare; t, mus. scordare. Scorer, va, “scorrere; trascorrere, — passar a occhi chiusi, o a chius’occhi; de’ cacciatori: andare di pedina: — „Pernici a bizzeffe, ma andavan di pedina e non s’è fatto nulla.“ Scoreza, sf. correggia, flato, peto, ventosità — quello eh’ esce dall’ano con istrepito; loffa, loffia, vescia — quella che esce senza far romore; no bisogna far la scoreza più granda del buso del culo, prov. bisogna fare il peto secondo il buco, — chi vuol fare lo stronzolo più grande del buco mette le lagrime agli occhi, — bisogna aprir la bocca secondo i bocconi, — bisogna fare i passi secondo le gambe, — bisogna tagliare secondo il panno. Scorezar, va. correggiare, spetezzare; vesciare. Scorezon, agg. e sm. correggiere, correggione, flautolento, petardo, spetezzatore. Scoridor, sm. zi. piviere. Scorlada, sf. crollata, scossa, scotimento, scrollata, scrollatura, scrollo, sussulto. Scorladina, sf. scrollatina. Scortar, va. e vn. scrollare: — „A furia di scrollare ha fatto morire l’albero;“ ~ scuotere, tentennare: — „Ve’ come si scuote quell’antenna;“ ingollare, trangugiare: — ^Ingolla due paia di pernici senza voltarsi indietro;“ tracannare, schiccherare: — „E s’io vi dicessi che si schicchera una bottiglia d’assenzio al giorno ?;“ ballare, crollare: — „ Fategli levar subito i denti che gli ballano.“ Scorion, sm. lo stesso che scorlada. Scornada, sf. scornatura; beffa, derisione, dileggio, scornaechiamento, scornacchiata. Scornado, agg. scatellato, scorbacchiato, scornato. Scornar, va. sbeffare, scatelìare, scorbacchiare, scornacchiare, scornare, svergognare. Scornisada, sf. scorniciatura. Scornisar, va. scorniciare. Scorno, sto. ludibrio, scorno. Scorporar, va. scorporare. Scortar, va. scortare. Scortigacristiani, sm. v. ginc. chirurgo, e per ingiuria a chirurgo da dozzina: castraporcelli. . Scortigada, sf. scorticamento, scorticatura, scorticazione. Scortigador, sm. scorticatore. Scortigadura, sf. scorticatura; escoriazione; scorticatura nella pelle cagionata dal camminare, o dal fregarsi l’un membro coll’àltro: intertrigine. Scortigar, va. scoiare, scorticare; no voler ne tignir ne scortigar, prov. non voler nè dormire nè fare la guardia, — non voler nè tenere nè scorticare; scortigar el pedocio, v. pedocio; chi no sa scortigar sbrega la pele, v. pele. Scorza, sf. corteccia, scorza; met. corteccione; divisa; carta scarta; che ga scorza, scorzoso, scorzuto; scorza de alboro, corteccia, còrtice; — de naranza, anguria, figo,, pomo, mélon — e simili: buccia; — de ovo e de nosa, guscio; — verde de la nosa, de la mandola, mallo; — de hiso — e simili: baccello; — spinosa de le castagne, cardo, riccio; — sotila, de drento de le castagne, peluia; — de uà, fiocine; — del pomo ingrana, malicorio; — che pica de un fruto — e simili: bucciacchera: — „ Guardate se mai vi son in mercato di quelle patate con la bucciacchera;“ de la tartaruga, cova; — de la cagoia, operculo (Targioni);— dei gamberi, dei granzi, coccio, coppa; — de la zigala, medrecicala; — che se lassa drio le bisse co le se muda, scoglia; de scorza dura — detto delle frutta, p. e. della noce, della mandorla — e simili: duricorio; aver la scorza dura, met. aver la buccia dura: — . Dategli pur del ladro; ha la buccia dura e non se ne offende.“ Scorzada, sf. bucciata: — Come appena lo videro lo salutarono a bucciate di cocomero;“ sbucciata: — „Dà un pò una sbucciata a queste pere;“ scortecciamento: — ,.Ho veduto degli scortecciamenti nell’intonaco.“ — „Causa quello scortecciamento perì l’albero.“
Scorzar, va. mondare; sbaccellare; sgusciare; scortecciare; scorzare; sdiricciare. Scorzarla, sf. conceria. Scorzata, sf. cortecciaccia. Scorzèr, sm. coiaio, conciaio, conciapelli. Scòrzer, vn. discernere, scorgere. Scorzeria, sf. lo stesso che scorzarla. Scorzo, sm. t. degli uccellatori: paniaccio. Scossar, va. scossare, scuotere, — fare scossa. Scosso, sm. scossa, scotimento, trabalzo; agitazione; met. acciacco, malore; danno, perdita, sventura; de scosso, m. avv. di schianto; di soprassalto; a scossi, m. avv. a balzi, a strappi; intermittentemente; tuto in Vun scosso, m. avv. di puntinbianco, improvvisamente, repentinamente. Scosson, sm. scossone. Scostar, va. discostare, scostare. Scota, sf. mozzicone; mar. artimone, randa. Scotada, sf. abbrostitura, abbruciatura, scottata, scottamento, scottatura. Scotadeo(a), m. avv. a batti scarpa, — a desco molle, — a scappa e fuggi, — fuggi fuggi, — mangiare in pugno. Scotadina, sf. scottaturina. Scotante, scotente, agg. bollente; rovente; incandescente. Scotar, va. e vn, bruciare, scottare; esser sta scotà, met. aver provato il morso del lupo, — esser rimasto scottato; esser, o parer scota, met. parere un cencio molle,- o parere un pulcin bagnato; esser in tre, o- in quatro scolai, met. essere tre, o quattro gatti, essere tre, o quattro tapini; esser in tre, o in quatro scotai e no andar d’acordo, essere la compagnia del ponte a Rifreddi, pochi e mal d’accordo; can scotà de l’aqua calda ga paura de la freda, v aqua. Scova, sf. granata; scopa; manigo de la scova, manico della scopa; la scova senza ’l manigo, la chioma; chi che fa, o che vendi scove, granataio; ciapar, o cior la scova, met. pigliare la granata; manigo de -scova vestì, met. lucerniere vestito; scova nova scova hen, prov. granata nuova spazza ben tre giorni, — fattor nuovo tre dì di buono; esser de casa come la scova, v. casa; par ch’el gabi iniutì el manigo de la scova, esser un manigo de scova vestì e esser grasso come’l manigo de la scova, v. manigo. Scovada, sf. scopatura, scovagione, spazzatura: — „Date una buona spazzatura alla scala; “ granatatà: — „Lo mise in fuga a furia di granatate;“ scovamento: — „Lo scovamento de’ capriuoli ha deciso dell’esito della caccia;“ dar una scovada, scopare. . Scovadina, sf. scopatina. Scovador, sm. scopatore; spazzaturaio, spazzino. Scovadure, sfp. pattume, spazzatume, spazzature. Scovamagazen, sm. scopamagazzini. Scovamar, sm. t. mar. coltellaccio, scopamare.“ Scovar, va. scopare, spazzare; scovacciare, scovare.; — „Canaccio bastardo che scova tutta la selvaggina;“ scovar via — o da’ predoni, o dalla borea: fare lo spiano; met. dare il tabacco del nonno, — 'dar l’erba cassia',“ o dar le pere, — pigliar la granata. Scovasachi, smf. met, scria. Scovastrade, sm. spazzaturaio, spazzino. Scovaze, sfp. scopatura, spazzatone, spazzatura; met. ciarpame, scavezzone, sferre vecchie; scovaza nei oci, bruscolo; scovaze de la salata — e simili: nettatura; — dei cavalieri, fogliazza; casseta de le scovaze, cassetta delle spazzature; no badar, o no badar nanca per una scovaza, calcolare quanto il due di briscola; calcolar, o tignir per una scovaza, stimare quanto, o meno di una ciabatta; contar una scovaza, met. contare quanto il papa sei nelle minchiate.
Scovazon, sm. mondezzaio; met. merdaio, porcile: — „ Quartiere che sembra un merdaio.“ — „Abita in un porcile che non ci metterei il mio cane;“ no badar per un scovazon, lo stesso che no badar per una scovaza, ». scovaza. Scoverta, sf. scoperta; a la scoverta, m. avv. alla scoperta, palesemente, scopertamete. Scoverto, agg. scoperto, scoverto; restar scoverto, met. restare allo scoperto: — „Rimasi allo scoperto di una bella somma.“ Scoverzer, va. scoprire, scovrire; scoverzerse remenandose in leto, scompannarsi; svoverzer un altareto, met. scoprire un embrice; scoverzer un aitar per coverzerghene un altro, .prov. scoprire un altare per coprirne un altro. Scoveta, sf. granatina, granutuzza, scopetta, spazzolino. Scovetar, va. scopettare, setolare, setolinare, spazzolare: — „ Setolateci il mantello;“ aggheronare: — „ Vorrei che il mio abito fosse aggheronato;“ met. 'dar l’erba cassia', o dar le pere; imbottire il giubberèllo, — ritrovare, o spianare le costure. Scoveto, sm. gherone. Scovolin, sm. granatino; a le bele pute un bel bambin, a le brute vece un scovolin, ». puta. Scovolo, sm. granatino, rasperella; met, mazzo di fiori; pendaglio: — „Ve’ quel ragazzone col pendaglio incacato.“ Screanzado, agg. e sm. croio, incivile, increante, malcreato, rozzo, screanzato, spiacevole, villano, zotticone. Screditar, va. screditare. Scribacin, sm. impiastratogli, scribacchino. Scricada, sf. scricchiolamento, scricchiolata, scricchiolìo. Scricar, va. schricchiare, scricchiolare; scricar magnando, scrogiolare; — del pan ben coto — e simili: cantare, scrosciare; — dei ossi, crepitare; — i denti, scricchiolare; — dei bastimenti, crocchiare; — disgustoso che se prova magnando salata — e simili — che ga ancora la tera, e scricar dei stimi, sgrigiolare Scrico, sericolo, scricolada, sm. sf. scricchiolio; sgrigiolìo Scricolada, e derivati lo stesso che scricada e derivati. Scrita (dar una), m. avv. scrivere assai. Scrito, sm. scritto; scritto originale: autografo; copia dell’originale: apografo; in scrito, m. avv. in iscritto, per iscritto, in scritto, per. scritto, in scrittura, in carta; meter qualcossa in scrito, fare un disteso: — „Se non è una calunnia fate un disteso di quello che m’avete riferito.“ Scritor, sm scrittore. Scritorio, sm. scrittoio: — „Alle nove tutti devon’essere in scrittoio;“ scrivania: — „TJna scrivania sudicia e zoppi ccante.“ Scritura, sf. scrittura, carattere, mano di scritto; scritura con segni speziai, pasigrafia; — falsa, scrittura surrettizia; chi no sa leger la sua scritura xe un asino de natura,». asino. Scritural, sm. “amanuense, copista, scritturale. Scriturar, va. scritturare. Scrituraza, sf. scrittaccia, scrit-. turaccia. Scriturazion, sf. scrittura. Scrivan, sm. diurnista, scrivano; . scrivan de la pena longa, met. spazzatu-: raio, spazzino.
Scriver, va. scrivere; registrare; comporre, e per sim. ragionare con gì’ inchiostri; scrivere cose di poca importanza: scrivucchiare; scrivere malamente e inutilmente: scrivacchiare; .scrivere liberamente e senza riguardo: scrivere di buon inchiostro; l’arte di scrivere ascoso, coperto od in cifra: crittografia; l’arte di scrivere a lettere d’oro sui.codi ci o sulle pergamene: crisografia; scrivere ad uno che si ha ricevuto che si sia da lui mandato: accusare il ricevimento di quella tal cosa — scrivere di ricevuto; scriver a la bona, o a la mata via, o come che la vien, seri-’ vere come la penna getta, scrivere a. penna corrente, o scrivere alla corrente; un bel taser no xe sta mai scrito, prov. un bel tacer • non fu mai scritto. Scriz, scrizeto (esser un), m. met. essere uno scricciolo: — „Quella signorina è uno scricciolo, è vero, ma senno ne ha vendere.“ Scrocada, scrocaria, sf. estorsione; mangeria; scrocchio. Scrocar, va. espillare, estorcere, scroccare: — „Colle belle belline le ha espillato un bel gruzzolo;“ rugghiare: — - „ Farete venire il magnano perchè la serratura rugghia.“ . Scroco (a), m. avv. a scrocchio, a scrocco, a squaeehera,,a spese altrui, a bertolotto, a ufo, — appoggiare la labarda. Scrocon, sm. scroccatore, scroccone, unguento da cancheri, e con voce e modo scherzevole: scrocchino, — cavaliere del dente. Scrodigada, sf. scotenamento. Scrodigar, va. scotenare Scrofola, sf. scrofola, scrofula, stuma — l’ultima voce si usa generalmente al plurale; de scrofole, che fa scrofole, scrofolare, scrofulare. Scrolada, sf. scrollamene». Scrolar, va. crollare, scrollare. Scrostadura, sf. scrostatura, scrostamene. Scrostar, va. scantucciare: — Favorisci scantucciare quel pane e dà la mollica al bimbo; “ scrostare: — „Hàn dovuto scrostare il muro perchè c’erari scritte su delle sconcezze;“ vn. scanicare, imporarsi: — ^Intonachi che si scanicano per vecchiaia.“ — „La malta fatta con calcina non bene spenta fa imporare l’intonaco.“ Scrupolegiar, vn. scrupoleggiare, scrupolizzare. Scrupolo, sm. scrupolo; scrupolo irragionevole di niun momento: scrupolettucciaccio; met. bagatella, inezia, nonnulla; farse, o no farse scrupolo, farsi, o non farsi aggravio, — mettersi, o non mettersi a coscienza, o a scrupolo. Scrutinar, va. caratare, cercare, indagare, investigare, scrutinare, scruttinare. Scudaria, sf. scuderia. Scudela, e derivati, lo stesso che scottela e derivati. Scudier, sm. scudiere. Scufia, sf. cuffia; met. perrucca: — „ Aveva una perrucca tale da non si reggere in piedi;“ ciapar la scufia, met. abbracciar l’orso, — pigliare la bertuccia, — prendere là stoppa, — perder Terre; piaser anca la gata se la ga la scufia, met. attaccare il maio ad ogni uscio, — innamorarsi sopra tutti i mercati. Scufioto, sm. cuffiotto, scuffione, scuffìotto. Sculazada, sf. sculacciata, sculacci one, spiazzata. Sculazadina, sf. sculacciatina. Sculazar, va. sculacciare. Sculazon, sm. lo stesso che sculazada. - , Sculin, sm. lo stesso che scólin. Scultor, sm. scultore; fem. scultrice. Scultrinscuntrin, sm. scontrino. Scultura, sf. scultura; attenente alla scultura, di scultura: scultorio: — „Rilievi scultori.“ — „ Genio scultorio.“ Scunido, agg. dimagrato, macilente, magro, scarno, — secco arrabbiato, o secco spento. Scunir, va. immagrare. Scureta, sf. asserella, assicella, assiema, panconcello.
Scureza, sf. oscurezza, oscurità, scurità. Scuria, sf. fersa, ferza, flagra, frusta, scuriada, scuriata, sferza.; sferza di più striscie: staffile, e- se le striscie sono guarnite in cima con palle: mazzafrusto: — „Il mezzafrusto l’usano - i russi in ossequio alla civiltà sferza con cui uno si percuote per far penitenza: disciplina; a un bon cavai no ghe ocori scuria, v. cavai.. Scuriada, sf. frustata, sferzata; staffilata. Scuriar, va. frustare, sferzare; .staffilare. Scuribanda, sf. fortunale, tormenta;1 malore; perdita, scorribanda. Scurida, hf, oscuramento, oscurazione; abbrunamento; abbuiamento; incupimento. Scuriosar, va. e vn. iscuriosire, scuriosire: —!.. ,.Per iseuriosirlo gli fece vedere la casa dalla cantina alle soffitte.“ —“ ,Mi- volli scuriosire; ma la pagai cara,“ ’ Scurir, va. e vn. imbrunire; oscurare; scurir de la roba, abbrunare, annerire; —Riempo, rabbruscare, scurare; de le olive, vaiare; — de l’uà, invaiolare, saracinare. Scurità, sf. lo stesso che scureza. Scuro, agg. buio, lugubre, occulto, oscuro, nascoso; annerito, nero; tenebroso-; sin. buio, buiore, cimmerio, oscurità, oseuritade, oscuritate; art. e mest. imposta; met. difficile a intendersi, nascoso, occulto; bieco, fosco; indeterminato, indistinto;. el scuro de la note, poet. il nero ammanto; veder in scuro, essere nittalopi; chi che vedi in scuro, nittalope; el veder in scuro, nittalopia; farscuro, met. tirar a far buio: — vGhe xe tanto de far che ogni giorno se fa scuro e quaUhe volta se lavora anca co ’l lume. = C’è tanto dà fare che ogni giorno si tira a far buio, e talora si lavora anche col lume;* meter in scuro — tanto al proprio quanto al figurato: metter in chiusa: — .Metteremo i richiami in chiusa.“ — „L’han messo in chiusa per tre mesi;“ esser al scuro, mét. ignorare, — .esser al buio di che che si sia; esser scuro come in un forno, o esser scuro che no se vedi nanca hestemar, essere un buio d’inferno, o esser buio come in gola, o essere un buio pesto, o essere, un buio che s’affetta — e come intensivo: essere un- buio che s’affetta col filo; fra’ l duro e ’l scuro, v. ciaro. Scuroto, agg. buiccio, oscuricelo, scuriccio. Scurtabile, agg. accorcevole, accordabile. Scurtada, sf. abbreviatura, accorciamento, accorciatura, raccorciamento, scorciamento. Scurtar, va. abbreviare, accorciare, accorcire, raccorciare, scorciare; rientrare: — „Vestimenta fatte che rientrano alla prim’acqua;“ scurtar le ale, met. tarpare le ali, — rintuzzare Ja baldanza, l’orgoglio — e simili. Scurtariola, sf. scorciatoia. Scusa, sf. discolpa; giustificazione, scusa; met. colore; gherminella, pretesto, scusa, sopraffaccia; scusa magra, rappezzo (Gargiolli); co la scusa de, m. avv. sotto coperta di; ciapar la scusa de, pigliare scusa da: — vXe bel ciapar la scusa del iazo, — Sa di bèllo pigliar la scusa dal ghiaccio;“ ogni scusa stropa una busa, m. prov. a qualche cosa ogni scusa è buona, — ognuno dà colpa al cattivo tempo. Scusado, agg. discolpato, giustificato; scusato; esser scusado, avere per iscusato, o avere per scusato. Scusar, va. discolpare, giustificare; scusare.; che no se poi scusar, inescusabile: — „Il far la spia è un infamia inescusabile;“ scusime; la me scusi — m. spicciatevi: scusami; mi scusi; la seusi se xe poco, inter, met. scusate sè è poco. . Sdamar, va. sdamare. Sdebitar, va. sdebitare. Sdentado, agg. sdentato. Sdentar, va. sdentare.
Sdotorar, va. sdottorare. Sdraiada, sf. sdraiata. Sdraiar, va. sdraiare. Sdrondonar, va. bighellonare; romoreggiare, soqquadrare Se, pari, se, agg. mi; ci; si; — „>S’e bufo, se vesto. — Mi getto, mi vesto.“ — „Se vedaremo doman. = Gi vedremo domani.“ — .„ El xe fora de se. = E fuor di sè;“ el se e el ma le xe do fote de Adamo in qua, m. prov. il sè e il ma son due corbellerie da Adamo in qua, — il sè e il ma son due michioni da Adamo in qua, — il sè ed il ma sono il patrimonio dei minchioni; esser, o no esser in se, essere, o non essere in conoscimento; tornar in se, rientrare in sè; tornare in sè. Sében, cong. sebbene, se bene. Seca, sf. bassa marea, riflusso, zozana; basso,. fondo; restar in. seca, met. rimanere sulle secche, o rimanere sulle secche di Barberia; lassar in seca, met. lasciare in asso. Secabisi, sm. frangicupola, rompitesta; t. de’ giuocatori di carte: briscolino. Secada, secadura, sf. briga, fastidio, impiccio, importunità, noia, -seccaggine, seccata, seccatura, stuchevolezza, uggia: — „E’ ella una seccaggine questa pioggia continua?;“ met. importuno, mosca culaia, rompicapo, seccatore: — „Mi pareva che doveva entrarci quell’importuno.“ Secador, secator, sm. attaccapanni, disturbatore, importuno, noioso, seccatore. Secante, sm. seccativo, — acetato di piombo;’ agg. lo stesso che secador. Secar, va. e vn. annoiare, disturbare, infastidire, importunare, noiare:— -„Dio mio com’infastidisce co’ suoi versi;“ tormentare: — „Ha Una moglie che lo tormenta a morte aggottare, asciugare: — „Earete asciugare il battello;“ istigare, sobillare: — Sobilla sobilla vedi ora trista fine;“ appassire, avvizzire, imbozzacchirò, innaridire: — „Con quest’alidore innaridiscono anco gli alberi;“ secar le baie dei . . . oci, met. [[ rompere i corbelli, o rompere la fan- i tasia, — rompere ad uno quello che j non gli si ha fatto. j Secatrize, sf. cicatrice, cicatri- j ce grande di ferita che uno abbia sul viso: catenaccio; che resta nel collo in seguito a glandolo andate a suppurazione: gonga, gongola. Seceto, sm. secchiello, secchierella, secchiolina, secchiolino; secchiatina. Secheza, sf. emaeiazione, magrezza; alidore, siccità. Secia, secio, sf,. sm. secchia, secchio; secchiata: — Riversò sulle scala una secchiata d’acqua.“ Secion, sm. secchione. Seco, agg. adusto, asciutto, secco, magro; arido; sm. alidore, aridità, siccità, secchitade, secco, seccore; poet. arente.; seco come un can, o seco come un ciodo, magro arrovellato, o magro strinato, — secco come un chiodo, o come un uscio, — secco allampanato, o secco arrabbiato, o secco spento. Secodindio, sm. allampanato lanternuto, secco arrabbiato, secco spento, secco come un uscio. Secolar, agg. e sm. secolare; mondano, profano. Secolin, agg. magricciuolo, scriatello, segaglino. Seconda, agg. seconda; in seconda, m. de’ cacciatori: a tutto punto: — ,.Badi che non succedan disgrazie, eli’ ha ancora il fucile a tutto punto.“ Secondar, va. assecondare. Secondin, sm. secondino. Secondina, sf. chir. placenta; placenta degli animali: cotiledone. Secondo, agg.’ sècondo; avv. secóndariamente, secondo, secondochè; prep. -conforme, dipendentemente, secondo; sm, secondo; no aver el stòondo, non aver pari, o non . aver sfecondo:-— „Gane che non ha secondo.“ Secreto, sm, arcano, secreto, “segreto; agg, occultato, occulto, nascoso*,- nascosto.’ ’ - .:;:: Seetìlilt,-.»-. lo stesso eh e secolin.
Seda, sf. seta; de seda, o come la seda, serico, setaceo: — „ Veste serica.“ •— ..Setacei filamenti;“ seda flosa, seta floscia; seda de cuser, seta da cucire; esser una seda, met. esser una seta.’ Sede, sf. sete; che ga sede, assetato; che ga assai sede, sitibondo-; aver sede, sitire: — „Sitisco, dammi un pò d’acqua;“ far vignir ’ sede, assetare: — „Il prosciutto fa assetare;“ arder de sede, allampanare, — assaettare di sete; cavar la sede, dissetare, — spegnere la sete. Sedise, -agg. sedici. Sedizesimo, agg. decimosesto, sedeeimo, sedicesimo. Sedur, va. sedurre. Sedutor, sm. corruttore, depravatore, seduttore. Seduzente,: agg. attraente, seducente, seduttorio. • Seduzibile, agg. seducibile. Seduzion, sf. seduzione. Sega, sf. sega.; sega che in luogo di telaio ha due manichi di legno: segone; brazo de la sega, v. brazo. Segada, sf. segamento. Segador, sm. segantino, segarino, segatore; segador de fien, falciatore; — dei grani, mietitore. Segadura, sf. segatura; mietitura; falciatura. Segàla, sf. bot, segala, ségale, sègola — secale cereale. Segar, va. art: e mest, segare; agric. falciare; mietere. Segazo, sm. art,, e mest. saracca; segazo de ponta, gattuccio, saracca a costola. Selier, va. scegliere, scerre, Seita, sf. scelta., Segnada, sf. segnatura. Segnador, sm. t, de’ cacciatori: badatore. Segnai, sm. contrassegno, segnale, segno. Segnalado, agg., egregio, illustre, .segnalato; notabile. Segnalar, va. distinguere, segnalare. Segnalibri, sm. segnacolo. Segnar, va. contrassegnare; segnare; notare; segnar linee sul muro con uno spago intriso di carbon pesto: battere il filo; de un segnò de Dio zento passi indrio, v. Dio. , sm. banderuola, girotta, pennello. Segnazo, sm, segnacelo. Segneto, sm. segnarello, segnerello. segnetto, segnolino, segnuccio, segnuzzo. Segno, sm. contrasegno, impronta, segnale, segno, tessera; cenno; indizio; orma, vestigio; rotaia; pedata; cicatrice; livido mascherizzo, turgore; macchia; bruco; rispondere al segno, render cenno; che porta, o fa se,ni, semaforico; segno che lassa le variole, buttero; — nei messaì, nei brevari, bruco; — per riconoser creature esposte, crepunde; — de una ferida, cicatrice; — de un taio sul viso, catenaccio; — de becada, bezzicata — se d’uccello; morsicatura — se d’insetto; — de becada de musson, cocciuola; — de becada de pulise, bolla; — de sporchisia, — sul collo, ecc. gora; — per tirar al bersalio, imbercio; — che se lassa caminando, orma, vestigio, e Se la persona è scalza: pedata; — che fa in tera le rode, rotaia; — che lassa gualche volta su la ganassa un baso dado con forza, rosa; — che lassa i dedi o fracando, o perchè i xe poco neti, ditata; — che lassa su la pele le bachetade, o che resta per esserse ligà tropo strento o le mudande, o cossa che sia, cigrigna, scigrigna; — che se fa qualchedun, o sul peto, o su le man, co la ponta del ago e che no va più via, stissi: -— „Lo riconoscerete facilmente; ha sul petto una stissi: due iniziali: E. Z.;“ dar segni de sempio, o de mato, ecc. aver dato un tuffo nello scimunito, nel pazzo — e simili; no conosser nanca per segno, met. non conoscere nemmeno per ombra; meter la testa a segno, mettere il cervello, o mettere la testa a partito; lassar i segni su le spale, far le stringhe sulle spalle: — „Colse il ladroncello e gli lasciò le stringhe sulle spalle;“ far star a segno, met. costringere a ubbidire, — far stare a segno, o tenere a segno, — ridurre a segno; dar nel segno, met. apporsi, — dare, o trarre nel segno, — pigliare il nerbo di che si sia; per fil e per segno, m. avv. per filo e per segno, -— per l’appunto, puntualmente; segno che,, xe segno che — congiunzioni dichiarative: segno che, è segno che: — „E ritornato? segno che vi vuol bene.“ — „Se parla così è segno che si rode.“
Segrégar, va. segregare, separare. Segreto, sm. arcano, secreto, segreto; omo segreto, uomo abbottonato; no saver tignir un secreto, non saper tenere un cocomero all’erta, — sacco rotto non tien miglio. Seguir, va. seguire, seguitare; perseguitare. Sela, sf. sella; t. de’ legnaiuoli: ascialone; portasela, t. de’ sellai: reggisella; bater la selci perchè no se poi bater el cavai, v. cavai. Selar, va. insellare, sellare. Selaza, sf. sdiaccia. . Selegato, sm. passero; cavar i selegati, v. cavar Selèr, sm. sellaio; valigiaio. Seleratamente, avv. scelleratamente, sceleratamente. Selerateza, sf. sceleraggine, scelleraggine, scellerataggine, scelleratezza. Selerato, agg. scelerato, scelle lerato; infamissimo,. malaugurato. Seteria, sf. selleria, valigeria. Sèlier, va. scegliere, scerre; cernere, separare. Selino, sm. bot. appio palustre, sallaro sedano — apium graveolens; met. allampanato, .mingherlino, tisicuccio; gambe de selino, v. gamba. Selta, sf. sceglimento, scelta; elezione. Selvadìgo, sm. lo stesso che salvadigo. Semada, sf. ammandorlata,’ lat tata: — „Beve delle lattate per prescrizione medica; “diminuimento, scemamente, scemanza: — „ Causa il vento secco c’è egli un diminuimento di peso?“ Semar, vn. diminuire, scemare. Semefrede, sf. semi freddi. Semelza, sf. semel, semelle. Semenada, sf. sementa, sementata, seminagione, seminatura, seminazione. Semenador, sm. seminatore. Semenar, va, sementare, sementare, “seminare, — far la sementa; sm. seminagione, seminazione; met. spargere, sperperare; marzo suto april bagnà beato el contadin che ga semina, prov. marzo asciutto, april bagnato, beato il villan c’ha seminato; bisogna seminar co la man e no col saco, prov. spendere ma non spandere; chi no semina no l’a coli, v, racolier. Semenza, sf. seme, sementa, semente, semenza; sperma; met. ceppo, discendenza, lignaggio, progenie, prosapia, razza-, schiatta, stirpe; semenza de canovo, canapuccia; — de Un, linseme; — de rizino, cherva; — de peri, pomi — e simili frutti: granella; — che no riva madurirse, vanume; andar in semenza, semenzire, tallire, andar in semenza, far seme, produr seme; no esserghe più nanca la semenza, met. non esserci più respice di quella data cosa: — „Mi domandava vin bianco, come se non sapesse che non ce n’è più respice;“ restar per semenza, met. restar per endice. Semenzata, sf. semaccio: — „Le ha dato certi semacci vecchi e ammuffiti. Semenzina, sf. semolino: — „ Questi semolini son di tabacco e questi più grossetti di sedano;“ sfp. semini: — Desiderate vi faccia de’ *semini in brodo?“ Semestral, agg. semestrale. Semicupo, sm. incesso, semicupio. Seminar e derivati, lo stesso, che semenar, e derivati. > Semiton, sm. semituono. Semiza, lo stesso che semelza.
Semola, sf. crusca, semola; pien de semola, cruscoso; zogo de la semola, cruscherella, cruscherello; la farina del diavolo va tuta in semola, v. diavolo. Semolin, sm. cruscello, semolello, tritellino, tritello; semolaio. Sempiada, sempiagine, sempiezo, sf. sm. attonitaggine, balordaggine, bessaggine, melensaggine, pippionata, scempiaggine, scempiataggine, scempiatezza, scempiezza, scimunutaggine, scipitezza; far sempi’ade, fare a’ sassi pe’ forni: — ..Vorrebbe fare il ditattore e fa a’ sassi pe’ forni, quel bamboccione “ Sempio, agg. cretino, scemo; scipito; attonito; esser un sempio aver poca sessitura; far el sempio, met. fare il grasso legnaiuolo, — fare il minchione per non pagar gabella, — fare l’indiano, o fare il gnorri; guardar torno come un sempio, o parer un sempio, non dare nè in tinche nè in ceci; parer un gatto frugato. Sempioldo, agg. acefalo, alloccaccio, allocco, alloccone, anitroccolo, avannotto, babbaccio, babbacione, babbaleo, babbano, babbeo, babbio, babbione, babbuasso, baccellaecio, baccello, baccellone, baccellone di piano, baccellone da sgranare con l’accetta, baochillone, bacchiocco, baciocco, bacocco, baggiano, balordaccio, balordo, bambo, bamboccio, bamboccione, barbagianni, barbacheppo, barbalacchio, barbandroco, barlacchio, barlocchio, barullo, baseo, basoso, beco, beccone, bedano, bernardone, bertoldo, besso, bietolone, bighellone, bigollone, bisragazzo, bizzocòne, bocca, bombero, bozzone, bretto, brogio, buonuomo, broccolo, buacciolo, bue, capacchiolo., capassone, capocchio, capo d’assiolo, capone, capozucca, carciofo, castroncello, castrone, cavolo, ceffautto, ceppo, cero, cervellino, chiurlo, cibeca, ciocco, ciofo, cionno, citriuolo, citrullo, ciucciolaceio, ciucco, ciuccolaccio, cocomero, coglione, corbello, corbellone, cordone, cordovano, corribo, coso, coticone, cruscone, cucciolotto, cucco, cuccobeone, eneo,- cuium pecus, cuiusso, decimo, decimone, dissipito, dolce di sale, dolce grappolo, dolcione, ebete, fagiano, fagiolaccio, fagiuolo, falananna, falaninna fannonnolo, fantoccio, fìnocchino ghiozzo, giraco, giucco, giuggiolone, gnocco gocciolone, gonzo, grosserello, grullo, idiota, imbecille, lasagna, lavaceci, lucerniere, mammalucco, margutto, marmocchio, marmotta, marzocco, melenso, mellone, merlingotto, merlotto, mestolone, midollonaccio, melenso, minchione, minestrone, moccione. moccolone, montone, mormega moveca. navone, nebbione, nebulone, nidiace, nuovo grappolo, nuovo paolino, oca, pacchiano, paolino, pappalardo, papavero, papero, pappacchione, pappalasagne, pascibietola, pascigreppi, pastaccio, pastricciano, pazzarino, pecora pecorino, pecorone, pentolone, petroniano, pillone, pincastrello, pinehellone, pmeone, pippionaccio, pippione, pisellaccio, pisello, pisellone, rapa, scemo, scimunito, semplicione, sempliciotto, serfedocco, sermangotto, sermantino, sermestola, stivalaccio, stivale, stolto, strullo, succianespole, tambellonaccio, tambellone, tarocco, tarullo, tempione, testone, tondo di pelo, tonto, tordo, trullo, uccellacelo, uccello, uccellone, zucca, zuccone, zugo. Mi son dato la briga di raccogliere tutti questi vocaboli che con piccole gradazioni vogliono significare tutti la cosa istessa, perchè questa è l’unica voce ohe ha sì gran numero di — ho accennato alle piccole gradazioni — omonimi. Semplificar, va. facilitare, semplificare. Semplificazion, sf. facilitazione, semplificazione. Semplize, agg. semplice; mef. buonaccio, inesperto, ingenuo, soro. Semplizeto, agg. e sm. sempli-- cello, semplicetto. Semplizemente, avv. meramente, puramente, semplicemente.’ Semplizità, sf. semplicità, semplicita.de, semplicitate. Sempre, avo sempre; sempre de Dio — intensivo di sempre: mai sempre, sempre mai, sempre sempre.
Semprevivi, smp. bot. sempreviva, semprevivo — pianta di varie specie, le principali fra cui i botanici distinguono co’ nomi di: gnophalium orientale e gomphrena globosa. Semula, sf. e derivati, lo stesso che semola, e derivati. Sen, sm. seno; senata: — ^Raccolse in pochi minuti una senata di fichi;’1 meterse la bissa in sen, v. bissa. Sena, sf. bot. sena, siena — cassia orientalis; scena; proscenio; scenario; mef. aspetto, vista; chi che pitura sene, scenografo; arte de piturar le sene, scenografia; vignir in sena, comparire in scena; far una sena, o far sene, met. far scenate, — far delle scene. — far scene, far una scena o fare una scenata; cambiar la sena, m.et. mutarsi la scena. — mutarsi la faccia delle faccende, o degli avvenimenti. Senape, sm. bot, senapa, senape — sinapis nigra. Senario, sm. scenario. Senato, sm. v. scherz. petto; deretano, podice, sedere. Senaza, sf scenaccia. Senegiamento, sm. sceneggiamene. Senegiar, va. sceneggiare. Senico, agg. scenico: — „Il palcoscenico fu la sua disgrazia.“ Seno(da), m. avv. da buon senno, da maledetto senno, da senno, di vero senno, — in sul sodo, per davvero. Senografia, sf. scenografia. Senografo, sm. scenografo. Sensa, sf. festa dell’Ascensione; la sensa. l’Ascensione. Sensal, sm, mediatore, mezzano, sensale;. sensal de cavai, scozzone; — de matrimoni — sensale di matrimoni, e detto scherzevolmente: affogaE. Kosovitz. — Dizionario ecc. 26 gliuomini, affogapersone, ammogliatore. Sensalazo, sm. sensalaccio. Sensaria, sf. mediazione, senseria. Sensazion, sf. sensazione; colpo, impressione. Sensibilità, sf. sensibilità, sensibilitade, sensibili tate; diminuzione, o perdita della sensibilità: anestesia. Senso, sm. senso; che ha vari sensi — dicesi di -vocaboli, espressioni — e simili: polisenso; senso che si prova vedendo cose che ci destano o tenerezza, o schifo: àscaro; senso comun, senso comune; bon senso, buon senso, o senso retto; perder i sensi, perdere, o smarrire i sensi. Sensual, agg. sensuale. Senta, sf. calastra, castellata, sedile. Sentada, sf. seduta, sentata; dar una sentada, sedersi. Sentar, va. assidere, sedere; sm, sedere; sentarse de le bestie co le solegambe de drio, acculare; star sentai in tola, discombere; star sentai tignindo i pii sui traversi de le careghe — e simili: tenere i piedi al pollaio; star sentai su do careghe, v. carega; sentar de le caroze, v. caroza. Sentenza, sf. sentenza, sentenzia; sentenza memorabile di qualche illustre: apoftegma, apotegma; sentenza, o precetto utile a ben governarsi: adagio; dire molte sentenze, recare, scrivendo, molte sentenze: sentenzieggiare; spudar sentenze, met. sbolgettare, o sputar sentenze; xe meio un magro acordo che una grassa sentenza, v. acordo. Sentenzeta, sf. sentenzinola; concettino, motto concettoso. Sentenziar, va. giudicare, sentenziare, — dar sentenza; sentenzieggiare. Sentida, sf. udita. Sentimental, agg. sentimentale; met. lezioso, svenevole. Sentimentin, sm. sentimentuzzo. Sentimento, sm. sentimento; intelletto, senno; esser fora de sentimento, esser fuor del sentimento, — uscir dal sentimento; no aver el su bon sentimento, mancare a chi sia qualche venerdì, — non avere quel tale tutti i suoi mesi; far perder i sentimenti, met. levar di sentimento: — „TJno urla, uno batte, l’altro pesta levano proprio di sentimento. Sentinela, sf. ascolta, piantone, scolta, sentinella, vedetta; meterse, o star in sentinela, met. mettersi, o stare di piantone; casoto de sentinela,, v. casoto.
Senton (in), m. avv seduto: — „ Melilo in senton. = Ponlo seduto.“ Sentor, sm. indizio, odore, sentore; aver sentor, aver sentore. Senza, prep. senza; esser senza — che che si sia: esser perduto di quella tal cosa: — „Essere perduto d’un occhio.,, Sepa, sf. zi. seppia — sepia of-;ficinalis; met. cacapensieri: — jjMe ne duole che c’entra quel cacapensieri;“ befana, camorro, caramogio, scarabocchio: — nDio mio è ella un caramogio quella fanciulla.“ Separada, sf. disgiungimene, separamento, separazione. Separar, va. disgiugnere, disunire, disseparare, separare, e per sim. accappare le rose dalle spine. Separazion, sf. separamento, separazione. Sepelido, agg. interrato, sepolto, seppellito, sepulto, sotterrato; met. occulto, nascoso, perduto; no sepelido, insepolto: — I cadaveri rimasero insepolti per tre giorni.“ Sepelida, sepelimento, sf. sm. interramento, seppellimento, seppellizione, sotterramento. Sepelir, va. interrare, inumare, seppellire, sotterrare, — comporre alcuno nel sepolcro, — dar sepolcro; annoccare: — „Annocca i tralci delle viti e ne fa barbatelle; nascondere, occultare: — „Dove domin s’è occultato quel furfantello;“ sepelir, o no sepelir in zimiterio, seppellire o non seppellire in sacrato: — „In ilio tempore un suicida non veniva sepolto in sacrato; averli sepelidi tuti, met. averli sotterrati tutti. Sepolcral, agg. sepolcrale, sepulcrale. Sepolina, sf. zi. seppiola, met. lo stesso che sepa nel secondo significato met. Sepoltura, sf. sepoltura; met. catapecchia, stamberga; bugigattolo; vizio de natura se lo porta in sepoltura, v. natura.
Sequestrar, va. pignorare, sequestrare, staggire. Sequestro, sm. oppignoramento; esecuzione, sequestro; sequestrante — chi lo fa fare; sequestrato — quello a cui lo si fa; aggiudicatario — colui che diviene proprietario della còsa sequestrata e mandata all’incanto. Sera, sf. sera; de la sera, vespertino: — „La squilla vespertina invita alla concentrazione ed alla preghiera; ’ aver una gran bruta sera, met. avere una serataccia: — „ Bisogna ch’io finisca di giuocare, ho una, serataccia oggi.“ Serada, sf. serramento. Seradura, sf. serratura, toppa; seradura a scroco, serratura a colpo, o serratura a sdrucciolo. Seradureta, sf toppina. Seralio, sm. sexraglio. Seramento, sm. intasamento, intasatura; chiusura; costipazione. Serar, va. accollare; chiudere; serrare, turare; precludere; t. de’ giuocatori di dama: aver fatto il pieno; serarse un dedo fra una porta, ecc. -pigliare un granchio: — „ Voleva entrarci lui, e gli ha toccato un granchio a secco;’1 vn. de le feride, ammarginare, cicatrizzare, rammarginare, rimarginare; serar per de fora, met. aggratigliare, imprigionare, — mettere in chiusa: — „Eu messo in chiusa per essersi appropriato indebitamente de’ colombi;“ cortei che se poi serar, coltello a serramanico; chi ben sera ben verzi, m. prov. chi ben serra ben trova; — serar un ocio, v. ocio; serar la finestra, o serar la porta sul muso, lo stesso che sbater la finestra, o sbater la porta sul muso, v. sbater. Seren, agg. e sm. chiaro, sereno; allegro, ilare, lieto, tranquillo. Serenada, sf. cocchiata, serenata. Serenar, va. e vn. serenare, — far sereno; divenir sereno. Sermon, sm, sermone; met. intemerata, rabbuffo; far- un sermon a qualchedun, risciaquare a quel tale un bucato, — cantargli il vespro e la compieta. Seron, sm. finestrata; usciata. Serpegiar, vn. serpare, serpeggiare. Serpentazo, sm. serpentaccio. Serpente, sm. serpe, serpente; met. dragonessa. Serpentin, sm, serpentello serpicella, serpicina, serpicino. Serva, sf. donna ’di casa, fante, fantesca, serva; servente, serviente; chi che se remena torno co le serve, fan taio; tignir, o tratar una persona pezo de la serva, tenere quella persona per strofinacciolo; serva tornado, e minestra riscaldada no vai gnente, v. minestra. Servaza, sf. servaccia. Serveta, s/. servetta, servicciuola, -servicella, servicina. Servir, va. servire; met. e ironicamente: rovinare, sconciare; servir de comodin, servire per lucerniere; — in tavola, servire le tavole: — „Per le nozze si piglierà un domestico apposta per, servire le tavole;“ servirse de qualcossa, approfittarsi, o giovarsi di che si sia; cosso servi, modo rassegnativo: che vale; servir de barba e de paruca, v. barba; comandi chi poi e servi chi devi, v. comandar; do pavoni in una volta nò se poi servir, v. paron. Servitor, sm, famigliare, famiglio, servidore, servitore, servo. Servitorame, sm. servidorame, servitorame. Servitorazo, sm. servitoraccio. Servitoreto, sm. servicciuolo, servitorello, servitorino. Servizieto, sm. servigetto, servigiuolo, servigiuzzo, serviziolo, serviziuccio, serviziuzzo Servizio, sm. servigio, servizio; affare, faccenda, negozio; servizio de tavola, de bira, ecc. finimento da tavola, da birra, ecc.; dona de servizi, fasservigi, donna di servizio, mezzo servizio: — „Han licenziato la fantesca, che’ loro è sufficiente un mezzo servizio;“ far el servizio, met. fare il servizio: — „0 fammi il servizio finiscila colle tu’baggianate;“ far quel servizio, fare i propri agi, — sollevarsi, — deporre il soverchio peso del corpo; far un viagio e do servizi, m. prov. fare due bullette, o fare due chiodi a una calda, o a un caldo, — imbiancare due muri con un medesimo alberello, — fare un viaggio e due servizi, — dare a due tavole, o dare a due tavole a un tratto.
Servola, sf. Servola — v. con cui si son fatti i modi: mus de Servola, met. asinaccio, croio, villanaccio, zotticonaccio; se ga iazà un mus a Servola, met. casca la coda ai cani. Session, sf. sessione. Sessola, sf. votazza. Sessolota, sf. donna del popolo che lavora ne’ magazzini, che monda gomma, ecc. Sestin, sm. attuccio; bel sestin, met. aggraziato, ammanierato, disinvolto, garbato piacevole, leggiadro, vezzoso: — „E una servetta piacevole che si raccomanda;“ aver un bel sestin, aver un bel sennino. Sesto, agg. sesto; sm. .atto, cenno, gesto; ..lazzo; vezzo; portamento; assesto, sesto; meter a sesto, mettere, o porre a sesto, o in sesto, — porre in buon assetto, — mettere, o porre in ordine; far sesti, far lazzi; che sesti — modo di amorevole riprensione: eli’ è col manico, o eli’ è marchiana, — eli’ è co’ fiocchi, o è da registrarsi — e altri siffatte; bon sesto, lo stesso che bel sestin, e aver un bel sesto, lo stesso che aver un bel sestin, v. sestin. Setar, va. allacciare, combacciare congiungere; assettare. Sete, agg. sette; rinforzato a sette doppi, che contiene come si sia, sette: settemplice: — „Come color settemplice raduna un raggio sol;“ che ha sette forme: settiforme: — „Settiforme Spirito Santo;“ divenir sette volte maggiore: settuplicarsi; sete volte de più, settuplo: — „Egli vinse il settuplo;“ sete nei vestiti, strappo; sete e mezo, specie di giuoco di carte: sette e mezzo; tre. sete — c. > s.: tressetti; bau bau sete v. bab>au. Setembrina, voce con cui s’è formato il proverbio: — a la luna setembrina sete lune ghe se inchina, alla luna settembrina sette lune le se inchina Setentrional, agg. iperboreo, settentrionale. Setico, agg. e sm. scettico. Setimanal, agg. ebdomadario, settimanale. Setimin, sm. ettàmeno: •— „Ebbe un ettàmeno che le morì, e poi più nulla.“ Setizismo, sm. scetticismo. Setro, sm. scettro scetro. Severo, agg. austero, rigido, severo. Sevo, sm. ségo, sevo; di sego, della natura del sego: sebaceo: — ^Candele sebacee.“ — „Sebacea consistenza; saver de sevo — dicesi •di quelle vivande molto condite che, quando si raffredano, prendono un odore come di sego: sapere di rassegato: — ...Cotoletta che sa di rassegato.“ Sezion, sf. sezione; anatomia, anotomia, autossia cadaverica, notomia. E meglio, quella dell’uomo: androtomia, e quella degli animali: zootomia. Sezionar, va sezionare. Sfachinada, sf. facchineria. Sfachinar, va. sfacchinare. Sfadigada, sf. affa icamento, fatica, travaglio-, Sfadigar, va. e vn. affaticare, affatigare, — durare, o sostenere fatica, — faticare, stentare; sfadigarse per gnente, beccarsi i getti, — abbaiare alla luna, o al vento, — durar fatica per impoverire, — pescare pei rigagnoli; sfadigar assai, spuntarsi nelle dita, o nelle mani; sfadigar per i altri, fare come il tordaio, fare come il mulo del vinaio che - porta’ 1 vino e beve l’acqua. Sfadigon, agg. affaticante, affaticatore, attivo, fuggiletti, laborioso, — uomo da bosco e da riviera. I Sfalza, e derivati, lo stesso che falza e derivati. Sfamada, sf. sfamatura.
Sfarinada, sf. sfarinamento. Sfarinar, va. e vn. sfarinacciare, sfarinare. Sfaso, sm. zi. rombo liscio — rombus laevis. Sfavorir, va. sfavorire. Sfazadazo, agg. sfacciataccio. Sfazado, agg impudente, sfacciato, sfrontato, temerario. Sfazatagine, sf. impudenza, sfacciamelo sfacciataggine, sfacciatezza, sfrontatezza. Sfazendado, agg. sfaccendato; panperduto, scioperato, scioperone Sfera, sf. lancetta indice, saetta; sfera de l’orloio a sol, gnomone, sciatero, stile, stilo solare. Stesa, sf. fenditura, fesso; in sfesa, m. avv. a fessolino: — „ Trovai la porta, a fessolino -,“ lassar, o meter in sfesa, socchiudere: — „Favorite socchiudere quell’imposta “ Sfeseta, sf. fessolino. Sfiadada, sf. fiatata, - sfiatatura, sfiatàmento. sfiatazione. Sfiadar, va. alitare, fiatare, sfiatare; sfiadar: difizilmente, anelare; senza sfiadar, met, senza alitare: — „Ac cettò le proposte senza alitare.“ Sfiancada, sf. sfiancata. Sfibrada, sf. debilitazione, sfibramento, snervamento. Sfibrar, va. sfibrare, snervare. Sfidada, sf. sfidamento. Sfidar, va. disfidare, sfidare; t de’giuocatori di carte: invitare: — ..M’invita a mattoni e sa che ho tutte le fiori.“ Sfido, sm. t. de’ giuocatori di carte: invito. Sfiduzia, sf. sfiducia. Sfigurar, va. disfigurare, sfigurare • Sfilada, sf. sfilata: -- ^Sfilata di cavalieri;“ sfilatura: — „Causa quella sfilatura non tengono i punti.. Sfiladon, sm. art e mest. sciavero: —- . Recossi alle seghe per acquistare de’ sciaveri.“ Sfilar, va. scontorcere, sfilare, sfilacciare; sfilare. Sfilazada, sfilazadura, sf. sfilacciatura, sfilaccicatura. Sfilazar, va. sfaldellare, sfilacciare, sfilacciare’, vn. spicciare: — A quel panno converrà fargli un sopraggito, che non abbia a spicciare di più.“ Sfilazo, v. usata quasi sempre al pi. quindi: sfilasi, faldella, filaccia. Sfiloso, agg. tiglioso — ed è aggiunto che si dà alla carne. — „Polastri sfilosi. — Lesso sfiloso. = Polli tigliosi. — Allesso tiglioso.“ Sfilza, sf. filza; sfilza de usei, mazzo d’uccelli; de esempi, de zitazioni — e simili: sfilata di citazioni, sfilata d’esempi, ecc. Sfilzada, sf. infilzata. Sfilzar, va. infilzare. Sfilzeta, sf filza. Sfinir, va. sfinire; consumare, sciupare. Sfiocada, sf. fasto, pompa, sfoggio. Sfiocar, vn. lussureggiare, pompeggiare, sfoggiare: — „Deve aver vinto al lotto, tanto pompeggia;“ sfiondare: — „Sfionda carote da far ridere le telline.“ Sfiorar, va. sfiorare. Sfiorida, sf. sfiorimento, sfioritura. Sfiorir, vn. sfiorire; va. t. mar. aghindare. Sfiórizada, sf. spincionata. . Sfiorizar, va, fare il sordino, sfringuellare, spincionare. Sfodrar, va. sfoderare, sfodrare, sguainare. Sfodrada, sf. sfoderamento. Sfogada, sf. sfogamento, sfogo, esalazione. Sfogador, sm. art. e mest, sfogatoio. Sfogar, va, e vn. sfogare; sfogasse con qualchedun — ha due significati, uno cattivo, grossolano: dire a quel tale l’animo suo, — esalare con lui il malumore; l’altro pietoso: discredersi con quel tale: — „Ho sofferto a lungo in silenzio, mi sono discreduto finalmente con mia madre.“
Sfogo, sm. sfogatoio; sfogo; sfogo sora ’l telo, asolo. Sfogonà, agg. sfoconato; fortunato; eccellente, pomposo, sfoggiato, straordinario. Sfogonada, sf. fortuna, detta; sfoggiamento. Sfogonar, va. sfoggiare; aver tre pani per coppia. Sfoia, sf. zi. soglia, sogliola — solea, Sfoiada, sf. pasta a sfoglia, o pasta sfoglia, o sfogliata: — „Scorpacciate di guazzetto colle sfogliate;“ sfogliata: — „Yuol giudicare le opere col dar loro una sfogliata.“ Sfoiadina, sf. sfogliatina. Sfoiadura, sf. sfogliatura. Sfoiar, va, sfaldare, sfogliare, sfrondare; sfogliettare; sfoiar le foie dei moreri, brucare i gelsi; — le panoce, scartocciare il gran turco; — i fiori, spicciolare i fiori: — „ V’ aspettava Amelia, spicciolando de’ fiori.... non i vostri sapete. Sfoiazo, sm, fogliaccio. Sfoieta, sf. sogliolina. Sfoieto, sm. fogliuccio. Sfoio, sm. foglio; foglio, gazzetta, giornale; sfoio de pasta per le lasagne — e simili: sfoglia, spoglia; sfoi de le zivole, tuniche. Sfolgorar,» vn. folgorare, sfolgorare, sfolgoreggiare. Sfondada, sf. affondamento, sfondamento. Sfondado, agg. sfondato; met. guasto, rovinato; insaziabile. Sfondar, va. sfondare; affondare; atterrare; sfondar porte, muri — e simili: approfondare, profondire; sfondare. Sfondolado, agg. sfondato: — „Biccone sfondato che non darebbe du’ monete gobbine per stampare il Dizionario.“ Sfondrada, sf. atterramento; sfondamento, sfondata. Sfondrar, va. affondare, fondare, sfondare, sfondolare. Sfondro, sm. balza, dirupo, ripa, voragine, vorago. Sformada, sf. sformazione. Sformado, agg. sformato; deforme; eccedente, grande, smisurato, smoderato Sformar, va. sformare; trasfigurare, trasformare. Sfornida, sf. sfornimento. Sfortunado, agg. e sm. sfortunato, sventurato; gramo, infelice. Sfornir, va. sfornire; privare, spogliare. Sforzada, sf. sforzamento, sforzo. Sforzana, sf. zi. gallinella acquatica. voltolino — rallus aquaticus. Sforzanon, sm. zi. pollo sultano — gallinula cloropus, e con Linneo, fulica cloropus. Sforzar, va. costrignere, costringere, forzare; violare, violentare; scassinare; vnp. affaticarsi, ingegnarsi, — far diligenza . Sforzo, sm. conato, sforzo; chir. blennorea espurea; far un sforzo, met. fare un pianto, — fare un pianto e un lamento: — ^Faccia un pianto e venga questa sera senz’ altro; “ fare i sforzi, fare esercizi ginnastici; far tuti i sforzi, met. fare l’estremo di sua potenza; far i ultimi sforzi, met. giuocare alla mora; con ogni sforzo, m. avv. a tutta oltranza, o a tutta possa. Sfracasada, sf. schiacciamento, sfracassamento sfracassatura. Sfracasar, va. fracassare, infrangere, schiacciare, stiacciare, sfracassare; vnp. infrangersi, rompersi. Sfracason, sm. fracassatore, sconquassatore. Sfrantumada, sf. infrangimene, stritolamento, stritolatura. Sfrantumar, va. infrangere sgretolare, stritolare. Sfrantumi, smp. disfaciture, macerie, resti, sfasciume. Sfranzadura, sf. sfrangiatura. Sfranzar, va. frangiare, sfrangiare. Sfrasel, v. con cui si son formati i modi, avverbiali: andar in sfrasel, scomporsi, sgretolarsi, e met. aver { dato del culo in sul petrone, — a- I vere consumato l’asta e il torchio; e butar in sfrasel, sbriciolare, sminuzzare, e met. dilapidare, fondere, scialacquare, sperperare.
Sfrato, sm. sfratto; dar el sfrato, met. licenziare, — dar le pere, o dare il tabacco del nonno. Sfredida, sf. raffreddamento,“ soffreddamene. Sfredido, agg. raffreddato; disanimato, svogliato. Sfredir, va. e vn. freddare, sfreddare sfreddire, soffreddare; sfredir del tempo, irrigidire; no lassar sfredir, met. non lasciar freddare: — rBatti e ribatti or che ’1 tempo: non bisogna lasciar freddare il negozio.“ Sfredoloso, agg. e sm. freddoloso, freddoso Sfregada, sf. frega, fregagione, ’sfregamento, stropicciagione, stropicciatura; mar. fregata. Sfregadina, sf. sfregacciolata. Sfregar, va. confriccare, sfregare, sfregolare, strofinare, stropicciare; fregar legermente, sfregacciolare. Sfregolada, sf. sbriciolamento: — „Forse eh’ era necessario dare quello sbriciolamento al pane?;“ sfregolacciata: — „Dà ti prego, una sfregolacciata a’ miei calzoni: ve’ quante pilacchere vi sono;“ stropicciatura: — „Datosi una stropicciatura di occhi cominciò a leggere il decreto.“ Sfregoladura, sf. sbriciolatura; sgretolamento. Sfregolamento, sm. sbriciolamento, sfregolacciata. Sfregolar, va. acciare, amminutare, attritare, contritare, sbriciolare, sfregacciolare, sfregolare, sminuzzare, stritolare, tritare, sfregolacciare; sfregolar le man per lavarle, strebbiare le mani; sfregolarse i oci, stropicciarsi gli occhi; sfregolarse, vnp. sfriccicarsi: — „Si sfriccica alla suocera? ha bisogno di denaro!l’ Sfregoloso, agg. friabile, sgretoloso. Sfrenada, sf. sfrenamento, sfrenatezza. Sfrenado, agg. dissoluto, licenzioso, sbrigliato, sfrenato; intemperante. Sfrenar, va. sfrenare; mei. eccedere.. Sfrenateza, sf. dissolutezza, sfrenamento, sfrenataggine, sfrenatezza, sfrenazione. Sfrisada, sf. intaccatura, scalfittura; -escoriazione. Sfrisar, va. frisare, intaccare, scalfire, sfiorare. Sfriseto, sm. frisetto, scalfitturina; art. e mest frisetto; mar. trincarino. Sfriso,sm. fregio, frego, scalfittura, sfregatura. Sfrisolo, sm. zi. colimbo fiumatico —• colymbus fluviatili*. Sfrisoto, sm. zi. beccofrosone, frisone, frosone, . frusone: — fringilln coccothraustes. Sfrizer, va. e vn sfriggere; soffriggere; sfrizer del grasso messo al fogo, m teeia, in fersora — e simili: grillare; 1—. del pesse in fersora, sfriggolare, sfrigolare; — dei ovi co. i se f rizi — e simili: grillettare; de metal de boio messi nel aqua, frizzare. Sfrizigada, s/. fritto; frittura; sfrigolamento, sfrigolio. Sfrontado, agg. sfacciato, sfrontato, — faccia incallita, 0 faccia invetriata. Sfrontateza, sf. sfacciataggine, sfrontataggine, sfrontatezza Sfugir, va. scansare, schifare, sfuggire Sfumada, sf. sfornamento, stimazione. Sfumadura, sf. sfumatura. Sfumar, va. e vn. sfamare, sfummare; fai- sfumar, met. sventare; mandare all’aria. Sfuriada, sf. sfuriata. Sfrutada, sf. sfruttamento. Sfrutar, va. sfruttare. Sgabazada, sf. scarabocchio, sgorbio, cancellazione. Sgabazar, va. cancellare, impiastrare, sbagazzare; scarabocchiare. Sgabazon, sm. lo stesso che sgabazada nel primo significato.
Sgambeta(far), m. avv dare il gambetto, — far gambetta. Sgambetada, sf. scarpinata, sgambata, sgambettata. Sgambetar, va. scarpinare, sgambare, sgambettare. Sganasada, sf. croscio,, o scroscio di risa, risata, sgangasciamento. Sganasar, va. sbellicare, sganasciare; sganasarse de rider, sganasciarsi dalle risa, 0 per risa, — ridere a crepa pelle. Sgarada, sf. errore sbaglio, sgarramelo, sgarrone; degeneramelo, tralignamento, stralignamento. Sgarar, va. fallare, sgarrare, — mancare di abilità, di forza, di sapere, 0 di valore, ecc. chi 0 che si sia: — „Il vino quest’anno ha sgarrato;“ degenerare, imbastardire, tralignare: — „E de’ Lapi, e non traligna.“ Sgarbelà, agg. e sm. scerpellato,. scerpellino: — „ Quando quello, scerpellato fa l’occhio pio, vien da ridere.“ — „Sposa ’1 scerpellino ? gua’ l mondo buffone.“ Sgarbeiada, sf. scerpellatura. Sgarbelar, vn. scerpellare. -Sgardufada, sf. arruffamento, scapigliatura, scarmigliatura. Sgardufar, 10, abbatuffolare, accatricchiare, arraffare, avviluppare, rabbatuffolare, scapigliare, scompigliare, sgarduffare (Giusti), scarmigliare: — „A quei mo’ scarmigliata non pare;“ scarruffare; vnp azzuffarsi, rabbaruffarsi: — ..Ed’ficànte esempio di signorine che si rabbaruffano in mezzo la via per questioni erotiche.“ Sgargarizada, sf. gargarizzamento sgargarizzamento. Sgargarizar, va. gargarizzare,, sgargarizzare. Sgargarizo, sm. gargarismo,, sgargarizzo. Sghignazada, sf. ghignata, sghignazzamento, sghignazzata, sghignazzici, sghignazzo. Sghignazar, va. sghignazzare. Sghiribizada, schiccherata. Sghiribizar, va, sghiribizzare. Sgionfada, sf. (sgionfada) gonfiatura; impinzatura, mangiataccia, scorpacciata, strippata. Sgionfeto, sm. zi. (sgionfeto) tamburello comune — auxis Eochei. Sgiorifar, va. e vn. (sgionfar) enfiare, gonfiare; intimpanire, tumefare; sgionfarse dei fruii siiti messi a boier, rinvenire; magnar che sgionfa, cibo enfìativo. Sgionfeza, sf. (sgionfeza) enfiagione gonfiezza, gonfiore, turgidezza; chir. fìsema, tumefazione, turgore. Sgionfimento, sm. (sgionfimentó) enfiatura, gonfiamento. Sgionfir, va. e vn. (sgionfir) lo stesso che sgtonfar Sgionfo, agg. (sgionfo) enfiato, gonfiato, gonfio, inturgidito, sgonfio, tumefatto, tumido, turgido; tumefatto; poet. enfio; met. anche in forza di sostantivo: corpacciuto, corpulento; sgionfo per aver magnà assai, rimpinzato. Sgionfon, sm. (sgionfon) corpacciuto, gonfione. Sgnacada, sf. gittata, scagliamento. Sgnacar, va. gettare, gittare; sgnacarghela, met. appettargliela a chi si sia, — cantargli il vespro, o cantargli il vespro e la compieta, — fare una finestra sul tetto a quel tale. vSgnanfo, agg. nasino, roco; sm. nasino: — ,.La trippaiuola sposa il nasino.“ Sgnape (far), m. avo. lo stesso che far scapola, v. scapola. Sgnaulada, sf. gnaulata, gnaulìo, miagolio, sgnaulìo; met. vagito. Sgnaular, va. gnaulare, miagolare; mef. begolare: — - „Che begola ora quell’imbecille; ’ vagire: — ,,Corri corri il bimbo vagisce sm. miagolio: — „No posso sentir sto sgnaular. = Questo miagolio io non ’ lo posso udire.“ Sgnesola, sgnesula, agg. e sf. bagatella nonnulla, poco, pocolino; met. cazzabubbolo, cazzatello, cosettino, scriatello, — tappo da botte: — „Yoleva fare il gradasso, quel cosettino, e n’ha toccate; inter. bagatelle, giuggiuole, nespole; cospettonaccio, perdxncibacco, potenzinterra.
Sgnocolar, va. mangiare morfire — v. antica la seconda, ma che corrisponde pienamente al nostro sgnocolar. Sgoba, sf. v. met. schiena; spalla. Sgobada, sf. fatica, lavoro, stento, travaglio. Sgobar, va. affacchinare, affaticare, aggobbire, sgobbare, stentare, straccarsi; aver, o esser de sgobar, andare, o stare al sizio: — „ Guadagna benone, ma c’è da stare al sizio.“ Sgobador, sm. affaticatore, fuggiletti, laborioso. Sgolarse, vnp. sgolarsi. Sgombrada, sf. sgomberamene, sgomberatura Sgombrar,»», sgomberare, sgombrare. Sgomentar, va. e vn. sbigottire, sgomentare. Sgosada, sf, stridìo, urlamento, urlata. Sgosarse, vnp. sbraitare, sfiatarsi, spolmonarsi. Sgozada, sf. scannamene, sgozzata, uccisione. Sgozar, va. scannare, sgozzare; uccidere. Sgradevole, agg. malgradito, misgradito, sgradevole. Sgradir, vn. dispiacere, rincrescere, sgradire. Sgrafada, sf. graffiamento, sgraffio; nel senso di ferita leggiera: sbucciatura: - „Ha messo il campo a romore per una sbucciatura che appena si vede;“ rubamento. Sgrafadura, sf. graffiatura; met. sbucciatura: — „ Parlavan i giornali d’una ferita mortale - e i’ la vidi: una sbucciatura, e in una natica;“ sgrafadura de galine, v. galina. Sgrafamerda, sf. v. scherz. passero. Sgrafar, va. graffiare, sgraffiare; met. aggrancire, rubare. Sgrafignada, sf. furto, ladroneccio, ladroneggio, ruberia Sgrafignar, va. aggraffare, aggraffignare, aggrancire, arraffare, carpire, ranfignare, rubare, sgraffignare. Sgrafo, sgrafon, sm. graffio, sgraffione. Sgramaticada, sf. sgramaticamento, sgrammaticatura, Sgramaticar, vn. sgramaticare, sgrammaticare. Sgranada, sgranadura, sf. sgranatura, sgranamento. Pgranàr, va. e vn.. digranare, sgranare; sgranar l’ua, spicciolare le uve. Sgranelada, sf. sgranellamelo. Sgraneladura, sf. sgranellatila. Sgranelar, va. sgranellare. Sgranfada, sf. arraffamento. Sgranfar, va. arraffare, scarraffare, rapire a raffa rafia. Sgranfignar, e derivati, lo stesso che sgrafignar e derivati Sgravada, sf. sgravamento, sgravidanza; alleggerimento, sgravio, sollievo. Sgravar, va. alleggerire, alleviare, sgravare; disgravidare, sgravidare, spregnare, — sgravarsi del parto. Sgrezada, sf. arricciato; digrossamento; dirozzamento. Sgrezar, va. e vn. digrossare; dirozzare; sgrezar un muro, arricciare un muro. Sgrif, sm. bargia, giogiaia, pagliolaia; uncino, ronciglio. Sgrinfa, sf. branca, granfia grinfa, zampa; met. mano, ugna, unghia; aver ne le sgrinfie, met. avere nell’unghie; capitar ne le sgrinfe., dar nel guanto: — rM’ha truffato a dovere, ma se mi dà nel guanto te l’accomodo io;“ liberarse de le sgrinfe, met. uscir dell’unghie. Sgrisolo, sm. brivido, gricciolo, tremore. Sgrossili, sm.. t. de’ legnaiuoli: pialletto. Sguaiado, agg. sguaiato; met. impertinente, licenzioso. Sguainada, sf. sfoderamento. Sguainar, va. sguainare.
Sguarnir, va. sfornire, sguarnire, sguermire, sguernire. Sguatara, sf. guattera, sguattera, lavascodelle. Sguazada, sf. diguazzamento; dissipamento, scialacquo. Sguazador, sm. dissipatore, prodigo, sguazzatore. Sguazar, va. dilapidare, dissipare, scialacquare, sperperare, far tempone, sguazzare; dilavare, guazzare. Sguazo, sm. dilapidamento, dissipamento:. profusione, scialacquamento, sperperamento. Sgubia, sf. art. e mest. scorbia, sgorbia; badile; becchetto.; ferro da allargare. Sgubieta, sf. sgorbiolina. Si, avv. inaisi, si; poet, ita . Del no per li denar vi si fa ita: Dante Inf. XXI; parer de sì, credere, parere, sembrare; o ben si o ben no, o guasto o fatto,, o dentro o fuori; esser fra ’l si e ’l no, v. no. Sia, sf. mar. scia Siada, sf. mar. sciata. Siagura, sf. disavventura, disgrazia, isciagura, malavventura, sciagura, sciaura. Siaguratamente, avv. disavventuratamente, malavventuratamente, sciaguratamente, sciauratamente, sgraziatamente. Sial, sm. scialle. Sialaquada, .sf. scialacquamento, scialacquatura, scialacquo. Sialaquar, va. dissipare, prodigalizzare, scialacquare. Sialaquador, sm. dissipatore prò-, digo, scialacquatore. Sialupa, sf. mar. palischermo, scialuppa. * Siar, va. mar, assiare, sciare. Siarada, sf. sciarrada. Siarpa, sf. ciarpa; sciarpa; cravatte, cravatta, fazzoletto da collo; siarpa de le caroze, cassetto, serpe. Siben, avv. abbenchè, benchè, sebbene, se bene. Sicurar, va. assicurare, secura- ! re, sieurare. Sicurazion, sf. assicurazione. Sicuro, agg.-avv. e sm. certo, sicuro; andar al sicuro, m. avv. andare sul sicuro; esser al sicuro, stare al sicuro, o stare nel sicuro; meterse al sicuro, m. avv. attenersi al colombaio: — ^Aizzano i minchioni, sbraveggiano in piazza, e quando veggono la mala parata s’attengon bravamente al colombaio;“ de sicuro, alla sicura, al sicuro, certamente, senza dubbio. Sicutera, storpiatura del modo latino sietti erat; tornar al sicutera, m, avv. tornare a’ santi vecchi. Sie, agg. sei; butar zinque e tirar sie, met, far ceffoni, — porre cinque e levar sei. Sielta, sf. sceglimento scelta. Sielzer, va. brisciare (Pegolotti), cernere, cernire, scegliere, scerre; sielzer i fruti per salvarli, sfiorire le frutta. Sientificamenie, avv. scientificamente; scriver, o parlar sientificamente, scientificare. Sientifico, agg. scientifico. Sienza, sf. scienza;. che apartien a la sienza, scienziale; esser un arca de sienza, met. essere un’arca di scienza;, in sienza e cosienza, v. cosienza. Sienziato, sm. scienziato; met. dottorino, saccentino, saputello, sciolo. Sifon, sm. sifone, Sifonzin, sm. sifoncino Sigil, sm. sigillo, suggello. Sigilada, sf. sigillata, suggellamene. Sigiladura, sf. sigillatura, suggellatila. Sigilar, va. sigillare, suggellare; met. confermare. j ’ Significar, va, esprimere, inferire, significare. Signor, sm. donno, padrone; signore; portar el signor, munire dei SS. Sacramenti; el signor ene ene, o el signor ene ene che tempera le pene, m. scherz. il signor enne enne o il signor enne enne che tempera le penne: signor che ghe vanza i pie fora 11 del leto, met. signore con la paglia nelle scarpe.
Signoregiar, va. e più spesso vn. grandeggiare, signoreggiare; dominare; estollersi. Signori], -agg. signorile. Signorin, sm, v. met. signorino: — „Il signorino non si degna di venire in casa nostra.“ Silabar, va. sillabare, sillabicare. Silabazion, sf, sillabazione. Simbolegiar, va. e vn. simboleggiare, simbolizzare. Simia, sf. scimia, scimio; che ga de la simia, scimiatico; 'a ogni simia ghe par bei i su simioti', m. prov. all’orsa sembran belli i suoi orsacchi; bru-, to come una simia, v. bruto. Simile, agg. cotale, sì fatto, simile; qualcossa de simile, un quid simile, o un quissimile: — „Non può dirglisi spia, ma un quid simile;“ ogni simile ama ’l suo simile, prov. ogni simile ama, o appetisce il suo simile, — chi si somiglia, si piglia, — tal guaina tal coltello-, — simile con simile e gente di su’ pari, — simili con simili e gir co’ suoi, o simili con simili e impacciati co’ tuoi. Il Fanfani di cara ed illustre memoria aggiunge un esempio di Dante: Inf. IX. ^Simile qui con simile è sepolto;“ ciò però eh’ esso esempio abbia a fare col prefato proverbio lo lascio giudicare a chi s’occupa del Poeta e della sua Commedia. Simiotada, sf. contraffazione, imitazione, scimieria, scimmiottata, scimmiottatura Simiotar, va. scimmieggiare, scimmiottare; imitare. Simioto, sm. scimiolo, seimiotto, scimmiuolo; far el simioto, “met. contraffare, imitare, — fare lo scimmiotto; 'a ogni simia ghe par bei i su simioti', v. simia. Simon, nome proprio di persona: Simone. Simpatico, agg. affabile, manieroso, simpatico; meio simpatico che bel, v. bel. Simular, va. e vn. dissimulare, fingere, — far finta, far mostra, far vista, — simulare. Simulator, sm. formicone, gattono, simulardo, simulatore, volpone. Simulazion, sf. simulazione; doppiezza, finzione. Simunito, agg. babbeo, scimunito, stordito. Sin, sina, avv. fino, fino a, insino, insino a, sino, sino a, sino a tanto; sin che, sina che, fin che, sin che, sino a che, sin tanto che, sino a- tanto che. Sincero, agg. puro, schietto, sincero; verace, veridico, veritiero. Sindacar, va. sindacare, sindicare; indagare. Singoiar, agg. eccentrico, originale, particolare, singolare, singulare; sm. singolare. Sinilia, sf. ciniglia. Siniozar, va. disghiottire, singhiozzare, singhizzire, singozzare. Siniozo, sm. singhiozzo, singozzo, singulto. Sinistramento, sm. accavallatura, distrazione. Sinistrar, va. e vn. lussare; slogare; vnp. accavallarsi, distrarsi. Sinque, agg. cinque. Sintilada, sf. scintillamento, scintillazione. Sintila, sf. scintilla. Sintilante, agg. fulgido; scintillante; terso. Sintiiar, va. lucere, risplendere, sfavillare, risplendere. Sintir, vn. lo stesso che sentir.. Sinzier, agg. lo stesso che sincero. Sinzierità, sf. sincerità; benedeta la sinzierità — frase usata per lo più ironicamente: evviva la sinsincerità. Sinzieron, agg. sincerone. Siocagine, siocheza, sf. scioccaggine, scioccheria, sciocchezza; far siocheze, scioccheggiare.
Siola, sf. suolo — pi. le suola: — „Deve gettar via gli stivali perchè ha un paolo in un suolo.“ — «Mostratemi le suòla;“ esser una siola, met. essere tiglioso. Sioladura, sf. solatura, solettatura. Siolar, va. solettare. Siolier, vn. liquefare; va. appianare, definire. Siolimento, sm. scioglimento, soluzione; distemperamento, liquefazione. Siolteza, sf. agilità, destrezza, scioltezza; disinvoltura, franchezza. Siolto, agg. sciolto; liquefatto; agile, destro. Sion, sm. sifone, tromba da vino; met. beone, bevitore, tracannatore, ubbriacone; bever come un sion, v. bever. Sionera, sf. mar. remolino, scionata, scione. Siopero, sm. sciopero, sciopro; far siopero, scioperare, scioprare. Sior, sm. padrone; signóre;sor: — „Il sor Pietro.“ — ,,Sor Gaspare è uscito;“ esser, o far el sior, m. de’ giuocatori: essere il signore; sior che ghe vanza i pie fora del leto, met. signore colla paglia nelle scarpe; sior pazifco, v. pazifico. Siorazo, sm. lo stesso che signorazo. Siordidio, sm. zi. rigogolo. Sipario, sm. comodino, sipario, telone. Siringada, sf. sciringata Siringar, va. sciringare, siringare. Sirocal, siroco, sm euro, scilocco, scirocco, sirocco, — vento di sudest; siroco levante, scirocco levante — vento di estsudest; siroco marzo, austro, vento di sudestsud. Siropar, va. sciloppare. sciroppare, siropare. Siropo, sm. sciroppo meno comune che ^ siroppo. Sisola, sf. hot. giuggiola, zizziba, zizzifa, zizzola. Sisoler, sm. bot. giuggiolo, zizzibo, zizzifo, zizzolo. Sistemar, va. accomodare, acconciare, coordinare, riordinare. Sistemazion, sf. ordine, riordinamento, riordinazione. Situar, va. accomodare, collocare, situare. Situazion, sf. positura, sito, s’ituagione, situamento, situazione: esser in bona, o in cativa situazion, essere in buona o in mala fortuna, — in buono o in cattivo stato; agric. essere in buona, o essere in cattiva plaga. Sizilian, agg. e sm. sicano, siciliano, siculo. Sizità, sf. aridità secchezza, siccità, secco Slambrada, slambriciada, sf. sgualcito, sgualcimento. Slambrar, slambriciar, va. dissestare, malmenare, sgualcire. Slambricio, sm. brandello brincello, sbrendolo. Slanzada, sf. lancio, slanciamento, slancio. Sianzar, va, avventare, lanciare scagliare, slanciare; met sfoderare: — „Anche l’amico l’si sfodera oggi: dev’essere capitato bene.“ Sianzo, sm. guizzo, lancio, sbalzo, slancio: stretta: — „Dette una stretta e si svincolò dalle braccia delle guardie;“ t. mar. lanciamento: — „ Misurate il lanciamento della ruota di prua;“ aver slamo, met. essere destro, intraprendente. — conoscere l’acquerello dal mosto, o il mosto dall’acquerello, — sapere a quanti dì è S. Biagio; ciapar slamo, prendere la rincorsa, e. met. addestrarsi, affrancarsi, sfangarsela. Slaparo, agg. disadatto, fastellaccio; sciamannato. Slargada, sf. allargata, allargamento, dilatamento, dilatazione, slargamento. Slargadina, sf. allargatina, dilatazioncella. Slargadura, sf. slargatura. Slargar, va. allargare, ampliare, dilatare, distendere, estendere, ingrandire, slargare, slargheggiare; slargar la man, met. largheggiare; slargarse el cor, met. allargarsi il cuore, — respirare. Slatada, sf. divezzamento, slattamento, slattatura.
Slavazado, agg deluso; risciacquato; slavato; molle. Siavazar, va. e vn. dilavare, di luviare, — cader l’acqua a ciel roI vescio, piovere a mezza stanga; borj dare, sciaguattare; infradiciarsi -, slava- zar una persona, risciacquare il buca- to a chi si sia. — , lavarsi la bocca di quel tale: — „E andato a lavari si la bocca di me nella speranza di supplantarmi; “ slavazarse de una per-\ sona, venire a noia chi si sia, — riI stuccarsi di questo o quello Slavazon, sm. acquazzone, an- nacquata, scataroscio. j Sleal, agg. disleale, sleale; fal saccio, ipocrita. Slechslech (far), m. avv. far: lima lima. Slechignada, sf. mangiucchiata. Slechignar, va. dentecchiare, i denticchiare, mangiacchiare, mangiucchiare, masticacchiare. Slechignon, agg. schifiltoso, schi-; fo, schizzinoso. i Slegerida, sf. alleggerimento. Slegerir, va. alleggerire. Slep, sm. strascico Slepa, sf. pezzo tanto fat-’ to; ceffata, ceffone, marrovescio; mu- . so de siepe, met. luna in quintadecii ma. Slichignada, e derivati lo stesso che slechignada e derivati. Slimigar, va. dentecchiare, mangiacchiare, mangiucchiareSlimigoso, ayg. molle, mollicchioso, molliccio; schifo, schizzinoso. Stinga, sf. cinghia, cintura; ciappa Slofada, sf. impinzamento, satolla, scorpacciata. Slofarse, vnp. impinzarsi, — pigliare una satolla. Slofona, sf. carnacciuta, fonfone, polpacciuta. Slogada, sf. dinoccamento, slogamento, slogatura. Slogar, va. dinoccare; lussare, schiovolare, slogare. Slogiar, va. diloggiare, sloggiare; met. scovare, stanare. Slondron(a), m. avv. a giostroni. a girone, a gironi, a randagine, a sparabicco, a zonzo Slondronar, va. sparabicchiare, — andare a sparabicco. Slongada, sf. allungamento, allungatura Slongar, va. evn, allungare, dilungare, prolungare, slungàre; differire, procrastinare; protendere: — „Come vide il babbo protese le manine; * slongar una bibita, annacquare quella bibita; slongar le rece, met. ha due significati: orecchiare, appuntare o tendere gli orecchi: — “E villania tendere gli orecchi quando altri parlano in secreto;“ e tirare gli orecchi: -— „Tirogli gli orecchi e per companatico diegli un calcio nel sedere.“ Slontanada, sf. allontanamento, slontanamento. Slontanar, va. allontanare, slontanare; met. sfreddire. Smacada, sf. gettata, gittata, scagliamento. Smacar, va. abbacchiare, gettare, gittare, scagliare; schiaffare: — „Ha schiaffato que’ polli che uno n’ è rimasto morto.“ Smafarada, sf. baratteria, gabbamento truffa; rubamento. Smafarar, va. gabbare, giuntare, truffare; rubare.
Smagnà, smagnado, agg. consumato, corroso, smangiato: — „Ringhiera corrosa dalla ruggine:“ incotto: — „Mettetegli polvere di licopodio a quel bimbo, là V è incotto.“ Smagnada, sf. corrosione, mangiatura; incotto. Smagnar, vn. incuopere: — ^Quella bimba va lavata spesso; il piscio la incuoce facilmente;“ corrodere, smangiare: — „La ruggine smangia i metalli.“ Smagnazada, sf. mangiatacela, strippata; dar una smagnazada, pigliare una satolla, — prendere una secchiata. Smagnazar, va. ingoiare, sbasoffiare, strippare. Smagnazon, sm. divoratore, ingluviatore, mangiatore. Smagrida, sf. emaciazione, dimagrimento. Smagrir, vn. assecchire, dimagrare, dimorfìre, emaciare, estenuare, immagrare, smacrare, smacrire, smagrare: — «Vello come s’ è estenuato;“ sfruttare:. — „ Concime ci vuole cava, cava, le terre si sfruttano;“ va. sgrassare. Smaltada, sf. incalcinatura, smaltamento. Smaltadura, sf smaltatura Smaltar, va. ammaltare, smaltare; intonacare. Smaltir, vn. consumare, digerire, smaltire. Smania, sm. bruciore; desiderio; prurito; smania. Smaniar, va. e vn. smaniare; infuriare, pazzeggiare. Smanigar, va, smanicare: — „E la seconda volta che mi si smanica il martello “ Smara, sf. collera, corruccio, rabbia, rancore, rovello, stizza; desiderio Smargiasada, sf. bravata, millanteria, smargiassata, smargiasseria, spacconata Smargiasar, va. bravare, braveggiare, millantare. Smargiason, sm. bravaccio, millantatore , spezzacatenacci. Smarida, sf. scoloramento, scolorimento, sbiadimento. Smarir, vn. scolorare, scolorire, sbiadire: — „Ha du’ giorni quell’abito ed è già sbiadito;“ smortire: — „Dite che smortirà questa macchia?“ Smarzir, e derivati, lo stesso che marzir e derivati. Smascherada, sf. smascheramento. Smascherar, va. smascherare. Smaselar, va. sganasciare, smascellare; smaselarse de rider, sganasciarsi, o smascellarsi dal ridere. Smedoiar, va. smidollare; met. debilitare, snervare. Smeiaza, sf.. meta. Smemorado, agg. dimenticone, immemore, smemorato. Smentida, sf. smentita Smentir, va. sbugiardare, smentire. Smerciar, va. esitare, smerciare, vendere. Smerdada, sf. smerdamene; met. insozzamento, insudiciamento Smerdar, va. incacare, smerdare: — „ Trapuntini tutti incacati;“ met. insudiciare, sudiciare: — „M’ha fatto un bel servizio andarmi a insudiciare press’a superiori.“ Smerdon, a.gg. smerdellone, sconcacadore, sconcacatore. Smergo, sm. zi. mergo, tuffoIo — colymbus glacialis. Smeriliar, va. smerigliare. Smerilio, srft. smeriglio Smeter, va. dimettere, smettere, tralasciare. Smezada, sf. smezzamene, dimezzamento; met.. spartimento, divisione, separazione. Smezar, va. dimezzare, smezzare; met. falcidiare: — „Paguccie falcidiate dagli, strozzini.“ Smilza, sf milza, splene; infiamazion de la smilza, splenite, spleni ti -de; chi chega mal de smilza, splenetico. Sminuzada, sf. sminuzzamento, sminuzzolamento. Sminuzar, va. e vn. minuzzare, sminuzzare, sminuzzolare, — andare, o fare in minuzzoli.
Smiz, sm. codetta, frustino, mozzone, sverzino. Smobiliar, va. smobiliare. Smocolada, sf. smoccicamene, smoccolamento. Smocoladura, sf. smoccolatura. Smocolar, va. mocciare, smoccicare: — „Badate, quel sudicione vi ha smoccicato i calzoni; “ smocolar el lume, scarbonchiare, — smoccare, o smoccolare il lume. Smocolon, smocoloso, .agg. moccicone, moccicoso, moccioso. Smoiada, sf. dimenamento; met. infradiciata, lavata. Smoiar, va. e vn ammollare, ammollire; intingere, inzuppare; infradiciare; smoiar la biancaria— e simili: dimoiare la biancheria, ecc. Smoio, agg. ammollato, immollato, inzuppato; meter m smoio, ammollare, — mettere a molle, o mettere in molle. Smola, sf. colla da calzolai; esser .come la smola, met. appiccarsi come la gramigna. Smolaciado, agg. malassetto, sciato, sciamannato. Smolaciar, va. allentare; scignere, scingere. Smolta, sf. munta; espilazione, estorsione. Smolzer, va. mugnere, mungere, smungere; met. espilare, estorcere, estorre. Smonarse, vnp. v. bassa: sdarsi. Smontada, sf. smontamene; sbarcamene; scesa. Smontar, va. scendere, smontare; sbarcare. Smorfia, sf. invenia, lezio, leziosaggine, sceda, smorfia, svenevolezza: — „Quante de quele smorfie = Quante svenevolezze ;“ lezioso, smorfioso, svenevole: — „ Basta che no vegni quela smorfia. = Purché non ci venga quello svenevole;“ far smorfie, ammoinare; volerghe mile smorfie, met. volerci mille stoggi. Smorfiezi, smorfiosezi, smv. lo stesso che il pi, di smorfia, nel primo significato. Smorzada, sf. smorzamento; estinzione, spegnimento. Smorzador, sm. ammorzatolo, smorzo, sordina; smorzatore. Smorzar, va. ammorzare, smorzare, spegnere. Smover, va. muovere, smuovere; scommuovere. Smovidura, sf. smovitura. Smù (far), m. de’ sarti: far la bandiera, o fare una bandiera. Smufarada, sf. furamento; rubacchiamento. Smufarar, va. furare; rubacchiare, Smusada, sf. smussamente. Smusar, va. smussare. Snervada, sf. snervamento; debilitamene.), disnervazione, indebolimento sfibramento. Snervado, agg. atonico, fievole, flacido floscio, indebolito, infiacchito, snerbato, snervato. Snervar, va. snerbare, snervare; vn. debilitare, spossare. . Snidar, va. snidare, snidiare. Snodada, sf. snodamento; lussazione, slogatura. Snodar, va. snodare; vn. lussare, tracollare. Snombolada, sf. dilombamento; affaticamento, travaglio Snombolar, va. dilombare, slombare; vnp. straccanarsi: — «Per guadagnarsi un fiorino poccioso ha dovuto straccanarsi tutt’il dì;“ scosciarsi: — „Bisogna scosciarsi per salir lassù in cima.“ Sobilada, sf. sobillamento, s,oducimento; aizzamento Sobilador, sm. sobillatore; attizzino, istigatore. Sobilar, va. sobillare, subillare Socomber, vn. morire, soccombere, soggiacere; restar perdente. Socorer, va. soccorrere; aiutare, giovare, — porgere aiuto. Socorso, sm. aiuto, soccorso; domandar soccorso per mezzo di grida, di segnali: ammattare
Sodisfar, va. adempiere, adempire, compiere, sodisfare; vnp. sbizzarrirsi, scapricciarsi. Sodisfazente, agg. soddisfacente, sodisfacente. Sodisfazentemente, avv. sodisfacentemente. Sodisfazion, sf. sodisfacimento; sodisfazione. Sofà, sm. canapè, divano, sofà. Sofigada, sf. soffocamento, soffogamelo, soffocazione, soffogazione. Sofigamento, sm. lo stesso che sofigada. Sofigar, va. affogare; soffocare, soffogare; met. coprire, nascondere, occultare. Sofigazo, sofigo, sm afa; alidore, ardore. Sofigon, sm. soffocamento, soffocazione, soffogamento, soffogazione; a sofiyon, tri. avv. a battiscarpa, — a scappa e fuggi, — a desco molle, — in pugno. Sofisticar, va. cavillare, sofisticare, sofistizzare, sottilizzare, e per sim. cercar cinque piedi al montone, o cercare il nodo nel giunco. Sofisticarla, sf. soffisticheria, sofisticheria Sofistico, agg. e sm. fisicoso, scrupoloso, soffistico, sofista sofistico. Sofita, sf. caqueario (S. Bernardo), soffitta; sofita senza finestre, soffitta cieca; roba de meter in sofita, mei. cosa barbata, o rancida, o ricantata; tirar zo de sofita, met, attaccarla al ciel del forno, tirar sagrati. Sofitar, va. soffittare. Sofrida, sf. patimento, sofferenza, sofferimento. Sofrir, vn. sofferare, sofferire, soffrire tribolare; comportare, patire; sopportare: — „Non sopporta simili inciviltà in casa sua;’ no poder sofrir uno, non poter patire quel tale. Sogetazo, sw. soggettacelo, — cattivo soggetto. Sogetar, va. assoggettare, soggettare, suggettare Sogiogada, sf. soggiogamento. Sogiogar, va. soggiogare. Sogiornar, vn. dimorare, intertenersi, soggiornare. Sogiunger, va, aggiungere, soggiugnere, soggiungere. Sogno, sm. sogno; sonno; sogno pauroso o stravagante; sognacelo; nanca per sogno, neanche per ombra, neppur per sogno, che dicesi pure con modo latino: ne per somnium quidem; come un sogno, met. come per un sogno: — .11 su’ amore m’ è stato come per* un sogno;“ arte de spiegar i sogni, oniro critica. Sol, sm. sole; poet. Apollo, o Febo, — astro diurno luminarlo diurno (Ariosto), pianeta che distingue le ore; t. mus. sol; vampa del sol, sferza del sole; ciaro come ’l sol, o come la luse del sol, met. chiaro, o più chiaro della luce del giorno, o della luce meridiana; al sol, alla solina: — „Lo trovò tranquillamente sdraiato alla solina;“ meter al sol, assolare, o assolinare che che si sia: — „Assolinate quella tela se volete candifìcarla presto. “ — „’Se non assolinate quelle frutta andranno a- male;“ esser brusà del sol, met. essere abbronzato, o essere abbronzito; dove che no bati sol, met. dove non batte sole: — „Se non ti muovi presto t’appiccico una pedata dove non batte sole;u no xe saio senza sol no xe dona senza amor, e piova e sol el diavolo va in amor, v. amor; orloio de sol, v. orloio; el sol su la neve ghe ne dama altra, v. neve. Solada, sf. insolazione, solata, — colpo di sole. Soldà, sm. armato, milite, soldato — uomo d’arme; soldatino: — „Ecco il regalo della nonna: una scatola di soldatini di piombo; “ soldà semplize, soldato comune, o soldato semplice, — gregario; de soldà, soldatesco: — „Burbanza soldatesca.“ — ^Maniere soldatesche;“ tuti i soldai assieme, la soldatesca: — „La soldatesca francese.“ — „La soldatesca prima causa dello sbilancio finanziario europeo;“ soldà che se rendi al nemico, soldato deditizio (Mohtecuccoli); zogar i soldai, fare a’ soldatini; esser un vero soldà, met. essere un vero soldataccio: — „Pigliatevi la Maria, colei è un vero soldataccio; fatica per sei;“ pan de soldà, v. pan.
Soldo, sm. soldo; pi. danaro, denaro, numerario, pecunia, quattrini; soldi; de pochi soldi, met. da pochi soldi: — „E un avvocatuccio da pochi soldi; ’• no aver nanca un soldo, non aver uno che dica due, — non avere il becco d’un quattrino, — essere riarso di danaro; no aver un soldo per far cantar l’orbo, non n’aver uno da segnare il tempo, o non n’aver uno che dica due, o non n’avere uno da ’far cantare un cieco; aver qualche soldo, aver fato qualche soldo, aver qualche soldarello, aver fatto gruzzolo: — „Ha qualche soldarello, ma è poca cosa.“ — «S’è messo alla grande ora c’ha fatto gruzzolo; “ questa vai due soldi, o tre soldi, met. questa vale un paolo: — «Io corteggio la Clelia ? questa vale un paolo;“ no dar, o no valer mezzo soldo sbuso, met. non dare, o non valere un baghero, o una buccia di porro, o un ghiabaldano, o un cola, o un lupino, o una medaglia, o un quattrin bacato, o una patacca — e simili; esser conosudo come ’l soldo, met. esser più famoso, o più noto della bettonica, — essere conosciuto più della mal’erba, o più dell’ortica; mandar a remengo come ’l soldo, modo trivialissimo: mandare a casa bollita; de pochi soldi, m. avv. da pochi soldi: — nPer spenderli corti scelsero un tenore da pochi soldi;“ falso pezo che ’l soldo, v. falso; esser sempre col soldo in man, v. man; pupa de do soldi, v. pupaSoldoni (butarla in), m. avv. spiegarla in volgare, . — dare il pan bollito smaltito. Solenizar, va. solenneggiare, solennizzare. E. Kosovitz — Dizionario ecc. 27 Solevada, sf. alleviamento, confòrto, refrigerio, sollevamento, sollievo; sollevatezza. Solevado, agg. riconfortato, ristorato, sollevato; ammutinato, ribellato. Solevar, va. sollevare; ricreare, spassare, svagare; ammutinare, ribellare. Solezitamente, avv. sollecitamente. Solezitar, va, sollecitare, sollicitare, spingere; affrettare, importunare, stimolare. Solezitazion, sf. sollecitatura, sollecitamento, sollecitazione, sollicitatura, sollicitazione. Solezito, agg. destro, intraprendente, sollecito. Solezitudine, sf. celerità, prestezza; assiduità, cura. Solfa, sf. lungaggine, lungagnata; piagnisteo; la stessa solfa, met. la favola dell’uccellino. Solfarada, sf. zolfata. Solfarar, solforar, va, insolfare, inzolfare, solferare, solforare, zolfare; solfarar de novo, rinzolfare: — „inzolfate prontamente l’uva altrimenti va certo a male; non ci vedete la crittogama ?“ Solfegiar, va. solfeggiare. Solfere, sm. solfo, zolfo; di zolfo, che ha qualità di zolfo: sulfureo: — „Preparati medicinali sulfurei.“ — „Emanazione sulfurea.“ Solforadura, sf. solfatura, zolforatura. Solitamente, avv. ordinariamente, per l’ordinario, per solito; accostumatamente. Solito, agg. abituato, assuefatto, avvezzo, consueto, ordinario, solito, .usitato; al solito, o per el solito, al solito, per il solito, per suo solito, secondo il solito; semo a le solite, siamo alle solite; una de le su solite, met. una delle sue solite;lno esser solito de, m. avv. non usare di. Solitario, agg. deserto, diserto, eremo, solitario; sm. solitario: — ..Ricevette in dono un magnifico solitario;“ vermo solitario, tenia — taena solium.
Solupro, sm. saetta. Soluzion, sf. scioglimento, soluzione, solvimento Soma, sf. addizione, somma; conclusione, sunto; sommato; in soma m. avv. in conclusione, in somma; in soma de le some, m. avv. in somma delle somme. Somaco, sm. bot. sommacco. scotano. Somada, sf. somma. Somar, va. sommare, farla somma; tuto somado, m. avv. computato tutto, tutto sommato: — „ Computato tutto si può sposarla.“ Somear, vn. assomigliare, simigliare, somigliare, render aria; somear al papà, padreggiare, padrizzare; somear un poco, arieggiare: — „Il mulo arieggia “l’onagro. “ Somiliante, agg. si migli ante, simiglievole, somigliante. Somilianza, sf. assimigliagione, assimigliazione, assimiglianza. assomigliazione, assomiglianza, simiglianza, somiglianza; analogia; aver qualche somilianza con qualchidun, 0 con qualcossa, arieggiare una persona, o una cosa. Soministrator, sm. provveditore, somministratore. Soministrar, va. dare, porgere, somministrare. Soministrazion, sf. somministrazione. Somision, sf. obbedienza, rispetto, riverenza, sommessione, sommissione. |