Dizionario - Vocabolario del dialetto triestino/U

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U

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T V

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U



U ventesima lettera dell’alfabeto. Si fa per lo. più di genere maschile.

Ua, sf. uva; de ua, che ga color de“’un, uveàceo, ùveo.; che fa assai ua, uvoso: — „Vitigno uvoso.“ — „Paesi uvosi;“ ua bianca, uva albana,, o uva bianca; ua negra, uva nera; — lugiadiga, -uva lugliatica, o uva lugliola; — agostana, uva agostina; — grespina, o ua de San Grespin, o ua de Sin Giacomo, uva spina; — passa, passola, passolina, — uva passa, o uva passera, o uva di Corinto; — senza osso, uva sultanina, o semplicemente: sultanina; — pergola, brumasta. brumeste, pergolese; — moscata, moscadella, moscatella;. — seca, o suta, uva secca,, zibibbo; andar a robar ua, andare a vignone; le de ua, met. siroppo di cantina; l’ua garba de la volpe, in. prov. quando la gatta non può arrivare il lardo dice che sa di rancido, — la volpe quando non può giunger l’uve dice che son acerbe.


Ubidienza, ’sf. obbedienza, ubbidienza; ubidienza asoluta, ubbidienza cieca, ubbidienza passiva.

Ubidir, vn. obbedire, ubbidire, — far l’obbedienza, — • prestar obbedienza, — assoggettarsi al volere altrui, — eseguire gli altrui comandamenti.

Ueta, sf. uvetta.

Ufa (a), m. ano. a flagello, a barche, a carra a cestoni, a ufo, incoppia, in ridondanza, — per il manico e per il mestolo, — da dare e da serbare.

Ufizial, agg. e sm. officiale, ufficiale.

Ufizialeto, sm. uffici aletto, ufficialino.

Ufizialità, sf. officialità. lazialmente, avv. ufficialmente.

Ufiziar, va. officiare, ufficiare, celebrare nella Chiesa i divini uffici.

Ufizio, sm. ufficio, uffizio; mef. libro del quaranta, libricino del Men [p. 490 modifica] gotti, del Moscheni, ecc. — s’intende del nome d’un fabbricatore di carte da giuoco.

Ugual, agg. eguale, preciso, uguale; pareggiato.

Ugualiada, ,jf. uguagliamento; livellamento; pareggiamento.

Ugualianza, sf. eguaglianza, uguaglianza.

Ugualiar, va. adeguare, eguagliare, pareggiare, uguagliare.

Ugnolo, agg. scempio, semplice: — „Consonante scempia.’1 — „Fiori. semplici.“ Uliva, sf. oliva, uliva; che ha figura d’oliva: ulivare; domenica de le. olive, domenica dell’olivo, o domenica degli olivi.

Uliver, sm. bot. olivo — olea europaea; uliver salvadigo, olivastro, ulivaggine, ulivastro.

Ulterior, agg. ulteriore.

Ultimada, sf. compimento, fine, ultimazione.

Ultimar, va. finire, ultimare, — recare a fine.

Ultimo, agg. ùltimo; in ultimo, m. avv. ad ultimo, all’ultimo, da ultimo, in ultimo, alla“ fine, finalmente; in ultimo dei ultimi, all’ultimo degli ultimi: — „In ultimo degli ultimi toccherà pagare a me;“ ultimo dei picoli, met. cazzabubbolo, cazzatello, pigmeo, pimmeo, — tappo da botte; chi xe primo no xe ultimo, m. prov. chi è primo al mulino e prima macina, — chi primo arriva e quello macina. Ultramar, sm, oltramarino.

Ulzara, ulzera, sf. ulcera; formazione dell’ulcera: esulcerazione; che ga ulzere, ulceroso.

Ulzarado, ulzerado, agg. ulcerato, ulceroso.

Ulzarar, ulzerar, vn, ulcerare, — fare ulcerazioni, — . produr ulceri.

Ulzereta, sf. ulceretta.

Uman, agg. umano; affabile, benigno, mansueto, trattabile.

Umidida, sf. umettamento, umettazione. - Umidità, sf. umidezza, umidità umidore; leggera umidità della pelle che è come un principio di sudore: madore. Umidir, va, e vn. inumidire, umettare.


Umidizo, agg umidetto, umidirlo, umidiccio.

Umido, agg. roscido, umido; sm. umidezza, umidità, umidore; intinto: — „Dammi un po’ d’intinto, l’arrosto non mi piace asciutto.“

Umiliada, sf. umiliamento, sommessione.

Umiliar, va. umiliare, far umile., — rintuzzare 1 la baldanza, l’alterigia e simili; dar pan per cena; vnp. chinare il capo, — darsi per vinto, ’ — baciare il manipolo.

Umiiiazion, sf. avvilimento, umiliazione. 1

Umor, sm. umore,; bel umor, met, bell’umore: — ,.Fu il beli’umore del signor Carlo a farci tale improvvisata; conosser V umor de la bestia, met. conoscere l’umor della bestia, — saper da qual piede uno zoppichi.

Umorazo, sm. umoraccio, amorazzo, umorucciaccio.

Un, agg. un, uno, e quale accompagnanome: circa, intorno, un: — „ Iera un vinti. = Erano circa venti, o: Erano Un venti;“ un nel giuoco del dominò: asso; un col altro, m. avv l’un per .’altro, questo per quello; a un a un, o un per un, a uno a uno, — a uno per uno; tuto in t’un, ex abrupto, improvvisamente, tutto ad un tratto, tutto in una volta, repentinamente; esser tufo un, met, essere tutt’uno; una ei ghe ne fa e una el ghe ne pensa, met. una ne fa e un’altra ne pensa; esser l’un via un fa un, met. andar nell’un via uno, — essere la canzone dell’uccellino; uno a la volta, m. prov. una volta per uno tocca a tutti, — tutti siam nati per morire; ghe xe zento per un, prov ci son più cani che lepri, — ci son più sparvieri che quaglie, — ci son più trappole che, topi; mn per cominziar e zento per finir, m. prov. essere come i ciechi di Bologna a cui si dà un soldo acciocché cantino e due acciocché [p. 491 modifica] si chetino; un solo no poi far tufo., m. prov. una sola noce non fa romore in un sacco, — uno da sè non può far nulla, — assai mane fanno presto pane, — un solo basto non si adattaad ogni dosso.

Undise, agg. undici.

Undizesimo, agg. undecime, undicesimo, decimoprimo

Ungarese, agg. e sm. magiaro, ungarico, ungaro, ungherese.

Unguento, sm. unguento; onzer col unguento, unguentare; unguento spudacin, met. unguento bocchino.

Uni, agg. ogni.

Unico, agg unico, unigenito: — „Gesù Cristo è il figlio unigenito di Dio padre esser unico, o esser unico nel suo genere, met. essere il tibi soli: — «Questo fucila è roba del tibi soli.“

Unida, sf. linimento, unione.

Unificar, va. unificare.

Unificazion, sf. unificazione.

Uniformarse, vnp. conformarsi, uniformarsi; rassegnarsi.

Uniforme, sf. divisa.

Union, sf. congiungimento, collegamento; concordia; unione; unione che fece Gesù Cristo in sè delle due nature divina ed umana: unione ipostatica.

Unir, ia. adunare, aggiungere, congiungere, unire.

Universal, agg. universale, e detto de’ concili di Santa Chiesa: ecumenico

Unzion, sf. unzione.

Uragano, sm. procella, tormenta, uracano, uragano.

Urce, specie d’inter. via vergognati, vergogna — e simili.

Urinal, sm, orinale, pitale, — vaso, o vaso da notte; urinai per i malai, storta.

Urlada, sf. bercio; strillo, radamente, urlo; ruggito; urlìo.

Urlar, va. berciare; strillare, urlare; urlar come un disperà, met. stiacciare come un picchio, — urlare come un berrettaio.

Urlo, sm. lo stesso che urlada.

Ursula, nome proprio di persona: Orsola.

Urta (ciaparin), m. avv. prendere a urto, o prendere in urto, — prendere sotto cuccuma, — voler male a chi si sia, averci rancore.


Urtada, sf. cozzo, spinta, urtamento, urtatura, urtata, urtone.

Urtante, agg. importuno, noioso, seccante, stucchevole.

Urtar, va. urtare; inimicare,, offendere,, provocare; tornar urtar, riurtare; urtar le rece, met. offendere le orecchie; urtarse con qualchedun, met. cozzare con quel tale, — avere degli attriti con esso lui.

Urton, sm. lo stesso che urtada.

Usado, agg. usato; abituato, consueto, solito, usitato, usato; esser usado a tuto, met. essere da bosco e da riviera, essere avvezzo alla scarmiglia; pan usado, met, pane rotto.

Usanza, sf. consuetudine, costumanza, costume, maniera, usanza, uso; ciapar l’usanza, m. avv. prendere in usanza, — far l’abito: — „Ci ha fatto l’abito d’andare all’osteria.“

Usar, va. adoperare, usare; essere consueto, essere solito, costumare, solére: — „Soleva far festa pel-, su’ onomastico:“ — „Soglion venir tardi.“

Usel, sm. uccello — pi. uccellame; uccelli; discorso, o trattato intorno agli uccelli: ornitologia; chi se ne intende, o si occupa d’ornitologia: ornitologo; mezo sorzo mezo usel, zi. pipistrello; usel de pasagìo, uccello di’ passo, o uccello migratore; usel che no fa pasagio, uccello statino:* — „Le cotornici sono uccelli statini, e così i passeri;“ — levado del nido, uccello guascherino; — del beco gentil, uccello dal becco fine; — che ga più de una femina — ~ come p. e. il gallo: uccello poligamo; — che ghe ne ga una sola — come p e. il passero, la pernice, il colombo: uccellomonogamo; — apena ciapado, uccello presicelo; — de cheba, uccello chiusato; — de vista, uccello alluminato; — orbo, uccello cieco: — de canto, uccello canoro; — che se tien in cheba per el su canto, uccello cantaiuolo; el più debole usel de una ni dada, lo scria; [p. 492 modifica] sfilza de usei, mazzo d’uccelli; usel de malaugurio, met. uccello del mal augurio; magnar come un usel, met. mangiare quanto uno scricciolo, essere un uccellino di: poco pasto; a volo de usel, m. avv. a volo d’uccello; meio usel de bosco che usel de cheba, prov. meglio uccello di bosco, che uccello di gabbia; usel che fa coda voi magnar agni ora, prov. ragazzo crescente ha la lupa nel “ ventre, — uccellin che mette coda, mangia ogni ora ogn’ora; l’usel se lo conosi del canto e no de le piume, prov. l’uccello si» conosce dal suo verso.

Uselada, sf. uccellagione: — „Ha fatto una beli’ uccellagione oggi: più di cinquanta fringuelli.,,

Uselador, sm. uccellatore.

Uselar, va. uccellare; sm. uccellatura: — ,, Trascorso il tempo della uccellatura uccide tutti i richiami;“ uselar co, la ziveta, andare a civetta; sul più bel del uselar xe crepada la ziveta, m. prov. la grandine è caduta in sul far la raccolta, — sul più bello dell’uccellare muore la civetta.

Uselazion, sf. an’cupio, uccella-. gione; uselar co la ziveta e coi vergoni, fischierella: — „Preferisco la fischierella a qualsiasi uccellagione.“

Uselazo, sm. uccellacelo. . Useleto, sm. uccellettino, uccelletto, uccellino.

Usier, sm. usciere.

Usir,, va escire, uscire.

Usita, sf. escita, uscita.

Usma, sf. usta; can che ga usma, cane sentacchio; conosser a l’usma, met, conoscere a fiuto: — „Ha conosciuto a fiuto ch’è un briccone fatto e consumato.“.


Uso, sm. abitudine, consuetudine, costumanza, costume, usanza, uso; agg. avvezzo, consueto, solito, usitato, usato; no esser più in uso, cadere, o uscire d’uso; roba fora de uso, cosa fuor d’uso; far uso, met. assuefarsi, — far abito, o far l’uso; l’abuso fu uso, m. prov. uso fa legge, — uso si converte in natura.,

Usuai, agg. comune, ordinario, usuale.

Usufrutar, va. usufruttare, ustifruttuare.

Usura, sf. usura; che contiene upura — e dicesi particolarmente’di contratti: usurario; — che consiste nel comperare sotto prezzo ciò che si è venduto ad altri: ritrangolo; — per cui si fanno pagare i frutti dei frutti: anatocismo.

Usuraio, sm. feneratore, usuraio. Questi prende un interesse esorbitante’ un tanto per cento, da pagarsi in scadenza unito al capitale; quegli è chi toglie il tanto per cento antecipato. e si fa poi pagare l’interesse per l’intera somma, anche la detratta.

Usurar, va. usurare, usureggiare.

Usurpada, usurpazion, sf. usurpamento, usurpazione.

Usurpar, va. usurpare.

Usurpator, sm. usurpatore,

Usurpazioneta, sf. usurpazioncella, usurpazionetta.

Utilizada, sf. utilizzamento.

Utilizar, va. avvantaggiare, utilitare, utilizzare; vnp. approfittarsi, approvecciarsi.

Utunal, agg. autunnale.

Utuno, sm. autunno.