Documentazione conservata presso l'archivio del Ministero dell'Interno sulla struttura paramilitare del PCI (1945-1967)/24 agosto (194)8

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24 agosto (194)8|24 agosto (194)8 - Notizie riguardanti l'attività del Partito comunista, dell'Anpi e della organizzazione paramilitare in Emilia.

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4 ottobre 1945 15 marzo 1949

24 agosto (194)8
SIG. PREFETTO DI BOLOGNA

Segnalazioni

RACCOMANDATA A MANO RISERVATISSIMA
DOPPIA BUSTA

Per opportuna conoscenza, si trasmettono le unite copie di notizie relative ad attività svolte in codesta provincia.

D’ORDINE DEL MINISTRO
IL CAPO DI GABINETTO


NOTIZIE RIGUARDANTI L’ATTIVITÀ DEL PARTITO COMUNISTA, DELL’ANPI E DELLA ORGANIZZAZIONE PARAMILITARE IN EMILIA


ATTIVITÀ PARAMILITARE A BOLOGNA

Si sono riuniti a Bologna, presso la Federazione Bolognese, tutti i dirigenti e comandanti militari dell’Emilia-Romagna. Presiedeva la riunione il Senatore Terracini ed assistevano l’On. Bottonali, C , M .

Ordine del giorno:

  • Mobilitazione generale Forze partigiane
  • Equipaggiamento e armamento
  • Trasferimenti e viaggi
  • Servizi collegamenti
  • Ordini di operazioni

Molto distesamente, il Sen. Terracini ha impostato il problema dei partigiani e, data lettura di una circolare a paragrafi della Direzione Generale di tutto il Mediterraneo, ha impartito i seguenti ordini prima di discutere l’ordine del giorno.
Tutti i comandanti con i loro uomini debbono sapere che il partito ha dato una parola d’onore al Kominform; questa parola è “riuscire costi quello che costi".
La data sarà, comunicata tempestivamente in tutta l’Italia, e in tutte le regioni avrà l’immediato sopravvento; occorre dare gli ultimi ritocchi ai quadri operativi, dopo si può essere certi che la operazione sarà di facile riuscita.
Nessuno di sua testa faccia azioni che possono compromettere tutto l’operato dei tecnici e dei compagni.
Ognuno abbia il senso della responsabilità; cerchiamo di occultare bene le armi, tenerle sempre in efficienza; il momento è vicino. Dopo varie discussioni sui punti di cui all’ordine del giorno si è stabilito:

La mobilitazione avverrà per sciopero generale e mentre gli operai dovranno scendere in piazza per comizi di protesta, gruppi di sabotatori, all’alba faranno saltare le varie vie di comunicazione e i vari stabilimenti telefonici e telegrafici.
Squadre speciali di partigiani di punta provvederanno ad occupare le caserme ed i presidi, comprese le Prefetture e le Questure a mezzo delle cellule interne ed esterne militari.
L’equipaggianento e l’armamento dovranno essere curatissimi. In un primo tempo saranno compiute le operazioni di mobilitazione delle forze, immediatamente poi entreranno in azione le formazioni in divisa partigiane.
L’armamento dovrà essere consegnato al momento di entrare in azione. Ognuno sarà responsabile della propria arma e di tutte le munizioni consegnate. Nessuno deve sparare se non dietro ordine preciso o per assoluta necessità.
I trasferimenti verranno immediatamente effettuati allo scopo di poter disporre di forze e di organizzati sicuri e non conosciuti nelle zone dove opereranno. Saranno i Comandi a disporre ogni movimento; nessuno pensi di ottenere il trasferimento almeno per i primi tempi, se non motivato per cause speciali, o per servizio o per particolare conoscenza dei posti.
I servizi di collegamento entreranno immediatamente in funzione, anche a mezzo radio e con staffette di provata fede. Sarà compito dell’UDI assegnare alle operazioni donne molto a posto che possano compiere il servizio con scrupolosità e sicura riuscita.
Nessun comando comunale faccia operazioni arbitrarie, specie operazioni militari. Sarà compito dei comandi comunali di studiare bene i problemi della zona e renderne edotto il comando provinciale, che studiata e vagliata la questione darà il suo benestare. Così al momento stabilito tutti i disertori e traditori trovino l’arma dei compagni rivolta contro loro in modo da renderli innoqui.
Gli ispettori di zona debbono essere immediatamente portati sul posto coi mezzi veloci in dotazione, debbono cercare di collegarsi subito con tutti i comandanti in modo da rendere efficiente tutto l’operato organizzativo e operativo. Alla domanda dell’ispettore V , Terracini ha risposto:

-domanda: i comandanti di Brigata possono destituire sindaci, i commissari prefettizi o le autorità comunali, comunque nominate? -risposta: i comandanti di Brigata sono comandanti militari della propria zona. Appena avranno occupata la zona e fortificato le posizioni, dovranno subito rimuovere dall’incarico gli elementi dubbi, sorvegliando tutta la popolazione. Primo compito sarà di istituire un centro raccolta comunale per fascisti ed esponenti di partiti governativi e reazionari, da dove, appena il comando provinciale potrà farlo, i nemici dovranno essere inviati in campi di concentramento regionali.
Sono stati confermati i prelevamenti notturni e la deportazione degli elementi direttivi di aziende e di società.
È stato disposto il blocco immediato di tutte le banche, con prelevamenti riservati solo agli Ispettori di Zona.
La riunione è durata circa quattro ore.