Documentazione conservata presso l'archivio del Ministero dell'Interno sulla struttura paramilitare del PCI (1945-1967)/4 maggio 1953

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4 maggio 1953|4 maggio 1953 - Informazioni sull'organizzazione clandestina del P.C.I.

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22 settembre 1951 29 luglio 1953
Nota generale:
i dati sono stati stabiliti in base ad alcuni documenti comunisti intercettati, o tramite informatori in seno al P.C.I. - Secondo la fonte, le informazioni debbono essere verificate sul posto, perché, in molti casi, si potrebbe trattare dei vecchi piani stabiliti durante il periodo 1945— 4( ) i quali esistono soltanto sulla carta.

L’organizzazione "clandestina" del P.C.I. ha subito una riorganizzazione totale durante gli ultimi due-tre anni. Questa riorganizzazione riguarda in primo luogo i quadri dei "clandestini” e la revisione delle cifre dei "mobilitabili", le quali, un tempo, arrivavano a centinaia di migliaia di militanti. Secondo la fonte, è talvolta difficile stabilire se i dati corrispondono alle nuove condizioni, o se si tratta dei vecchi schemi. Si stanno facendo verifiche sul posto ovunque dove è possibile farlo, onde evitare valutazioni esagerate della forza comunista. In generale, tuttavia, le fonti sono del parere che attualmente si tende troppo a sottovalutare il pericolo comunista.

II P.C.I. ha abbandonato i piani grandiosi per il possesso del potere attraverso il movimento rivoluzionario delle masse etc. Ma in luogo di ciò sta tentando di mettere in piedi una organizzazione ristretta di numero, ma composta di elementi fanatici e decisi a tutto. L’organizzazione è maggiormente diretta dai membri del partito che hanno frequentato corsi di proselitismo speciali in URSS. Per quanto riguarda l’organizzazione stessa, la maggior parte dei membri non è iscritta al partito, ma appartiene alle organizzazioni "amiche” – ANPI, CGIL e PSI, ovvero, esteriormente, ostenta una "apartiticità”. Questo metodo è stato introdotto al momento in cui P.C.I. ha iniziato a riorganizzare la forza "clandestina" dipendente dall’UFFICIO DIFESA (o "D") della Direzione del P.C.I. - Se ne è avuto la prova quando il partito ha ordinato ad alcuni membri di lasciare ufficialmente i ranghi, allo scopo di camuffare meglio la loro partecipazione all’organizzazione "clandestina".

Ecco alcune informazioni su questa organizzazione1:

1. FORMAZIONI PARA-MILITARI:

Tutta l’Italia è divisa in tre zone: Italia Settentrionale - Italia Centrale e Italia Meridionale. Ogni zona è composta di un certo numero di settori, in tutto 24.

ITALIA SETTENTRIONALE: comprende 15 settori, stabiliti come segue:
Liguria: Ventimiglia
Piemonte: Cuneo
Saluzzo
Pinerolo
Bardonecchia
Torino
Vercelli
Novara
Luino
Lombardia: Como (e Milano)
Colico
Tirano
Alto Adige-Trentino:
settore “Alto Adige”
composto di tre gruppi:
Bolzano
Belluno
Vigo
Veneto
settore
”Venezia”, composto
di tre gruppi
Gemona
Udine
Gorizia
settore “Venezia Giulia”
composto di due gruppi
Trieste
Capodistria


ITALIA CENTRALE: comprende 5 settori, stabiliti come segue:
Liguria: settore "Passo Scoffera"
Emilia: settore "Passo della Futa"
Toscana: settore "Livorno"
Marche: settore "Marchigiano" (mancano notizie)
Abruzzi (Nord): settore "Abruzzi" (idem)


ITALIA MERIDIONALE: comprende 4 settori, stabiliti come segue:
Napoli: settore “Partenopeo”
Abruzzi (Sud): settore “Abruzzi”, quartiere generale Avellino
Puglie: settore “Puglie”, quartiere generale Termoli o Manfredonia
Sud: settore “Calabro-Siculo” (Sicilia compresa)


L’unità più piccola delle formazioni para-militari si chiama "pattuglia", composta di 5 uomini.
L’unità base è la brigata, divisa in due mezze-brigate.
Mezza brigata mobile (o volante): 29 pattuglie, oltre al comando di 5 uomini: i membri di questa formazione sono muniti soltanto di armi leggere individuali: niente depositi, in principio (ma al Nord sono stati scoperti piccoli depositi visibilmente destinati a pattuglie di 5 uomini).
Mezza brigata pesante: 150 uomini (egualmente con comando), ma la divisione interna è diversa, non necessariamente in gruppi di 5: queste formazioni si pensa siano approvvigionate in armi da depositi speciali, in cui sono contenute armi, come mitragliatrici, mortai etc.

In ciascuna brigata esiste il comandante, il suo sostituto e "il commissario di guerra" (questa denominazione viene usata oggi, al posto di quella di "commissario politico").
Esiste il caso in cui il comandante della brigata comandi “mezza brigata pesante" e il suo sostituto "mezza brigata volante" (o viceversa). Il numero totale degli uomini iscritti in una brigata varia perciò da 151 a 153.

Secondo informazioni raccolte, in Italia vi sono 154 brigate, di cui tre (NN. 1, 52 e 113) non sono "unità d’azione” ma comprendono stati maggiori delle zone, stato maggiore generale etc. La cifra totale dei "clandestini" nelle formazioni para-militari, ammonterebbe, in tali condizioni, tra i 45 e i 46 mila in tutto il paese.

Esiste anche l’unità "divisione" e pare ve ne siano 67. Dette unità dovrebbero comprendere non soltanto i "clandestini", ma anche i "mobilitabili".
È difficile stabilire esattamente questa categoria, perché si tratta di persone le quali dovrebbero "radunare" le armi in caso dell’ "azione diretta” soltanto, (cioè: azione insurrezionale). Pare queste cifre ammontino a centinaia di migliaia nelle liste stabilite dal partito comunista, già a suo tempo. Attualmente pare che queste cifre siano state rivedute e ridotte di molto.
Per esempio: pare che per Torino-Piemonte (ad eccezione di Vercelli, Novara e piccole unità "mobili" sulla frontiera italo-francese) la valutazione di "forza" è di 16 mila. I centri di "mobilitazione", oltre a Torino, sono, pare, Novi Ligure, Asti e Alessandria.

Il numero delle unità varia per ogni settore e pare non esista alcuna regola generale in questo caso. Ciò rende necessario investigare separatamente in ogni settore.
Durante l’ultimo sciopero generale proclamato dai comunisti per protestare contro la nuova legge elettorale, è stata potuta osservare la mobilitazione delle formazioni para-militari in alcune località, come p.e. Savona, Sestri Levante e Milano. A Milano, i "clandestini" e gli "attivisti" sono stati portati da altre città con i camions, per es/ da Brescia e Bergamo.

2. SEZIONE TECNICA DELL’UFFICIO "D"
Questa sezione è molto importante, secondo le fonti. Si occupa del trasporto, dell’approvvigionamento, dei depositi di armi etc. Particolare attenzione è rivolta alla questione del trasporto e l’organizzazione dispone di molte cellule nelle compagnie di trasporti, grandi autorimesse etc. al fine di poter "mobilitare” un numero di automezzi in caso di bisogno.

Il partito procede anche alla registrazione regolare dei mezzi di trasporto in possesso dei membri. Sono anche registrate le lambrette, motociclette e biciclette, e i registri sono messi a disposizione della Sezione Tecnica, onde rendere possibile la "mobilitazione" dei mezzi di trasporto individuali, in caso di bisogno.
La Sezione Tecnica si occupa anche dei depositi di commercio all’ingrosso, degli alimentari e dei tessili, in primo luogo.

Talvolta, hanno luogo commissioni speciali. È stato accertato quest’inverno che la Sezione Tecnica ha commissionato per le organizzazioni del Piemonte e della Lombardia 15 mila occhiali per neve (usati per escursioni in alta montagna).
Questa commissione potrebbe spiegarsi facilmente col fatto che in seno alle formazioni "clandestine" si parla sempre della eventualità, che in caso di "azione diretta" queste formazioni dovranno ritirarsi nelle regioni montane e stabilirvi il loro quartiere. Si parla molto della Valtournance, della Valsesia e della Val d’Ossola, p. es.
Le brigate para-militari pare siano provviste di apparecchi radio trasmittenti, almentre [sic] tre per brigata. È sempre la Sezione Tecnica che si occupa, nuovamente, dell’approvvigionamento di questo genere.

3. SEZIONE INFORMAZIONI

È la sezione più numerosa di tutta l’organizzazione "clandestina", composta di un gran numero di informatori disseminati dappertutto, nelle poste, nei telefoni e telegrafi etc.
Questa sezione è autonoma, in rapporto alle due altre, e non impone ai suoi membri alcun obbligo di "mobilitazione". Il loro lavoro e strettamente limitato a fornire le informazioni desiderate.

Il numero dei membri di questa seziona in tutta Italia è valutato a 200.000.
Oltre a ciò, la sezione può sempre utilizzare l’apparato normale del partito, dell’ANPI, della CGIL (in particolare, i consigli di gestione nelle imprese).

4. PERSONALE DIRIGENTE DELL’ ORGANIZZAZIONE CLANDESTINA

Le fonti hanno potuto accertare alcuni nomi nell’Italia Settentrionale. Risulta che molti dirigenti appartengono non soltanto al P.C.I. o ANPI, ma anche al P.S.I. Il numero dei non-iscritti nei partiti è molto importante.
In generale si considera che Luigi LONGO sia il capo supremo dell’organizzazione, ma si è del parere che la direzione effettiva si trovi nelle mani dei "professionisti". Il nome del Generale M**** , iscritto al P.S.I., è spesso citato in questa occasione. Nel Nord, MOSCATELLI e F. *** S.*** hanno un ruolo importante.

Note

  1. Nel testo originale la numerazione è sbagliata: dal punto 1 si passa al punto 3. Qui appare la numerazione corretta.