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Edizione completa degli scritti di Agricoltura, Arti e Commercio/Indice delle cose notabili

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Appendice II

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INDICE

DELLE COSE NOTABILI

contenute in questo secondo vol.


A

Abas il Grande, re di Persia. Quanto abbia ingrandito nel suo regno il commercio della seta. Lett. II.

Abissini. Loro commercio di seta cogl'Indiani. IV.

Accursio. Suo errore, I.

Agricoltura. In quanto pregio tenuta dai Chinesi, III.

Alessandro. Diede ad Aristotele ottocento talenti perchè scrivesse la Storia degli Animali, II. Mandò a regalare alcune vesti a Sisigambi, madre di Dario, III.

Alstroemer (Claudio), gentiluomo svezzese. Fa il giro dell’Europa, a fine di perfezionare i suoi studj sopra l’economia di campagna, XX. Sua lettera all'autore delle presenti, XXI. Altra a Carlo Gustavo Liedbek, ivi. [p. 420 modifica] Amadeo (Vittorio), duca di Savoja. Suo impegno nell’introdurre e dilatare il prodotto della seta, e perfezionarne le manifatture ne’ suoi stati, IX.

Antiveri (Francesco). Lodato per le instruzioni date sopra le piantagioni de’ mori nel Friuli, XIV.

Appletrée (Giovanni). Tenta inutilmente d’introdurre nel Regno d’Inghilterra il prodotto della seta XI.

Arabi. Loro commercio di seta co’ Chinesi e cogl’Indiani, IV.

Aristotele. Fu il primo tra gli antichi a scrivere della seta, I. Ebbe da Alessandro ottocento talenti per iscrivere la Storia degli Animali, II. Sua descrizione del filugello di Coo non è probabilmente favolosa, ivi.

Armeni. Loro benemerenza pel commercio della seta, così nell’Asia come nell’Europa, IX.

Arte della seta. Quando sia stata portata in Italia, I. Quando a Roma, III. Nella Grecia, IV. In Sicilia, ivi. In Lucca ed in Firenze, V. In Venezia, ivi. In Napoli, ivi. Nella Francia, ivi. Promossa e perfezionata in questo regno da Luigi XIV, VIII. Introdotta nel Piemonte, IX. [p. 421 modifica]

Aureliano imperadore. Non vestì mai di seta, nè diede licenza mai che altri di seta vestisse, III.

B

Barkam (Sig.) filosofo Inglese, e membro della Società Reale. Tenta inutilmente d’introdurre il prodotto della seta nel Regno d’Inghilterra, XI. Suoi conteggi sopra questo prodotto incerti e fallaci, ivi. Altre false immaginazioni di lui, ivi.

Bassano. Antico traffico di sete che facevasi in questa città, V.

Bengala. La seta del Bengala è la migliore che vengaci dall’Indie, XIX. Quantità di seta che nasce colà, ivi. Quanta ne comperino gli Olandesi, ivi.

Beni Comunali. Come sieno divenuti tali, XVIII. Qual uso dovessero farne coloro che li comperarono dal principe, ivi. La loro coltivazione non è cagione nè della frequenza delle gragnuole, nè dell’escrescenza de’ fiumi o de’ torrenti, ivi.

Bernardo (S.). Stabilisce una regola a’ monaci Umiliati, V.

Bolognesi. Custodiscono con gelosia per tre secoli i filatoj, o sia gli edifizj da seta [p. 422 modifica]nella loro città, inventati da un Lucchese, V. Ottimo ordine da essi tenuto nella vendita de’ bozzoli, XVI. Loro compagnie dette de’ Filatojeri, e de’ mercanti da seta, ivi. Stato antico e moderno del loro commercio, ivi. Situazione della città di Bologna, ivi. Sua popolazione, ivi.

Bolzano. Non raccoglie seta in alcuna parte del suo territorio, XIII.

Bolzini (Cesare). Trasporta dalla città di Bologna l’invenzione de’ filatoj, e viene perciò, come traditor della patria, impiccato per un piede, V.

Bombycina. Quai sorta di vesti fossero così chiamate, I. Errore dell’Accursio nell’interpretazione di questa voce, ivi.

Borghesano (Ser), cittadino Lucchese. Fu inventore in Bologna de’ filatoj, o degli edificj da seta, V. Venne perciò arrolato fra cittadini Bolognesi, ivi.

Bruges. Quanto grande fosse anticamente il commercio in questa città, IX.

C

Calmucchi. Quale nazione sieno, I. Not. (1).

Calzette di seta. Il primo ad usarle in Francia fu Enrico ii, V. Non è noto da chi [p. 423 modifica]sia stato ritrovato il modo di lavorare le calzette ad aguglia, VIII. Ne viene comunemente attribuita l’invenzione agli i Scozzesi, ivi. La loro introduzione in Italia forse viene dalla cotta di maglia, VIII. Origine delle calzette lavorate a telajo, ivi. Grandi progressi di questa manifattura nel regno di Francia, ivi. Fu ivi formata una compagnia sotto la protezione reale, per promuovere questa manifattura, e fu eretta a favore degli operaj una confraternita, ivi.

Canape. Quanto renda a Bolognesi questo prodotto, XVI.

Carli (Giambattista) di Gemona. Veduto in Venezia un telajo da lavorar calzette, con uno sforzo maraviglioso di memoria, uno ne fabbrica nella sua patria, VIII.

Carlo viii, re di Francia . Fu il primo ad ordinare nel suo regno la piantagione dei mori, V.

Cartigiano. Usurpò il nome alle sete di Bassano nelle pubbliche carte d’Olanda, XV.

Cataponte (Marino) Veneziano. È destinato da Ferdinando, re di Napoli, alla direzione dell’arte della seta nel di lui regno, V.

Cavassi (Giuseppe). Sua lettera all’autore [p. 424 modifica]della presente opera intorno alla poca riuscita de’ mori nel regno d’Inghilterra, XI.

Cazembazar. Città situata sul Gange, in cui è il mercato generale delle sete di Bengala, XIV.

Chinesi. Oltre la seta comune, raccolgono, nella provincia di Canton, un’altra sorta di seta di grigio colore, II. Fra essi ebbe la prima sua origine l’arte della seta, III. In quanto pregio abbiano sempre tenuta l’agricoltura, ivi. È il popolo che ha sopra gli altri maggior copia di beni a’ comodi della vita appartenenti, ivi. Quanto sia grande il loro commercio, ivi. Modo particolare da essi tenuto nel vendere le loro merci agli stranieri, ivi. Loro sete qual pregio abbiano sopra le nostre, XVII. Per qual ragione alcuni drappi, dalla China portati in Europa, e fatti di sete squisite, sieno d’un prezzo minore de’ nostri, ivi.

Colomb (Giovanni) Olandese. Prende in affitto l’edifizio da seta di Cartigiano, e dà questo nome alle sete del Territorio Bassanese nelle pubbliche carte di Amsterdam, XIX

Commercio. Unito all’industria ed alle ma- [p. 425 modifica]nifatture, è la più utile cosa che dar si possa, XX.

Compagnia dell’Indie orientali, come nata, ivi.

Compagnie degli Stapultarj ed Avventurieri Inglesi, XXI.

Coo. Isola, celebre anticamente per la sua seta, I.

Correr (N. U. E. Antonio). Introdusse in Venezia l’uso delle calzette a telajo, VIII.

Costantinopoli. A’ tempi di Costantino era la più colta e la più ricca città dell’Europa, a cagione del suo commercio della seta, IV.

D

Dammaschi. Drappi di seta, cosi detti dalla città di Damasco, dove sono stati dapprincipio inventati, IV.

Dazio della seta. Quanto la riforma di esso, fatta nel 1736 negli stati della nostra serenissima Repubblica, abbia contribuito ad accrescere la quantità di questo prodotto, ed il prezzo di esso, XII.

Digges (Eduardo). Sue osservazioni sopra la educazione de’ bachi da seta nella Virginia, XII. Sue piantagioni di mori ivi medesimo in forma di siepi, ivi. [p. 426 modifica]

E

Eliogabalo. Fu il primo che vestisse tutto di seta fra i Romani, III. Sua vanità nel vestire, ivi. Sua industria per avvezzare i Romani a vederlo vestito con tanto lusso, ivi.

Enrico II, re di Francia. Fu il primo ad usar calzette di seta in quel regno, V.

Enrico IV, re di Francia. Suo grande impegno per promuovere l’arte della seta nel regno, e per la piantagione de’ mori, V. Fa edificare nel giardino della Tuillerie una casa per le manifatture di seta, ed accorda agl’impresarj anche il castello di Madrid, ivi. Fa piantare numerosi vivaj di gelsi nel regno, ivi. Vieta dapprincipio le manifatture straniere, indi le tollera, ivi. Opposizioni fatte ad esso de’ mercanti di Lione, VI. Sua conferenza col ministro Rosny intorno a questo proposito, ivi.

Ermisini. Sorta di drappi di seta, così detti, perché venuti da Ormus, città nel seno Persico, IV. [p. 427 modifica]

F

Fardini (Vincenzo) trasporta dalla città di Bologna l’invenzione dell’edifizio da seta, e viene perciò impiccato per un piede, V.

Ferdinando, re di Napoli, introduce nel suo regno l’arte della seta, V.

Filatojo, o sia edifizio da seta. Da chi siastato inventato; V. Custodito da’ Bolognesi per lo spazio di tre secoli nel recinto della loro metropoli, ivi. Trasportato fuori di Bologna circa l’anno 1538, ivi. Privilegi dati a questo invenzione da Sisto v. e da Paolo v, ivi. Il cavaliere Lomb, che l’introdusse nel regno d’Inghilterra, ebbe in dono 14000 lire sterline, ivi.

Filugelli. Descrizione de’ filugelli di Coo fatta da Aristotele, I. E da Plinio, ivi. Se nell’Assiria e nell’Egitto si alimentino delle foglie del fico selvaggio, ivi. Nocumento che ricevono dall’aria e dal cibo umido, ivi. L’educazione di essi forma uno de’ maggiori divertimenti delle dame francesi, V. Possono essere alimentati con le foglie di lattuca, cicorea ec. [p. 428 modifica]Ma non rendono mai seta, se non vengano nodriti delle foglie del gelso, XIV. Loro origine da que’ vermi che divorarono le carni di Giobbe è favolosa, XVI. Benedizione che usano in Francia per le sementi de’ filugelli, XIX.

Fiorentini. Furono dopo i Lucchesi, i primi ad introdurre in Italia le manifatture di seta, V.

Francesi. Loro differenze cogli Olandesi pel trasporto delle manifatture ed altre merci dal regno di Francia, XIX.

Friuli. Paragonato col Territorio Bolognese, XVI. Le sete del Friuli paragonate con le chinesi, XVII Sono quelle migliori di queste, ivi. Calcolo del soldo che potrebbe cavare il Friuli dal prodotto della seta, ivi, e XIX. Il Friuli non può abbandonare il prodotto della seta, per quanto negli altri paesi si moltiplichi, ivi. Se il Friuli abbandonasse questo prodotto, non avrebbe altro da sostituirne per un abbondante commercio, ivi. Impresa della patria del Friuli, ivi. Il Clero del Friuli e di altre provincie ancora non vede volentieri in cotesta provincia il prodotto della seta, ivi. Il Friuli è la provincia più adatta alla coltura della seta [p. 429 modifica]seta, XXI. Fu sempre abbondante d’uomini dotti, XX

G

Giapponesi. Quantità di seta che consumano, XIX.

Giustiniano imperadore. Non poteva comportare che il denaro de’ suoi sudditi passasse in mano de’ Persiani suoi nemici, presso i quali allora era il maggior commercio della seta, IV. Inviò a tal effetto un legato al re degli Etiopi, ed a quello degli Omeriti, implorando l’ajuto loro, e promettendo ad essi d’obbligare i suoi sudditi a comperare da loro la seta. ivi. Pensa d’introdurre il prodotto della seta ne’ suoi stati, ivi. Spedisce perciò nell’Indie certi monaci pratici di quel paese, i quali portano la sementa de’ bachi da seta in Europa, ivi.

Greci. Custodirono per lo spazio di sette secoli con gelosia l’arte delle manifatture di seta nelle loro città, IV.

Guido (B.) Institutore dell’ordine degli Umiliati, V. [p. 430 modifica]

H

Hindret (Giovanni). Stabilisce nel regno di Francia nel castello di Madrid la manifattura delle calzette di seta a telajo, VIII. Forma una compagnia di operaj sotto la protezione reale, ivi.

I

Jacopo i. re della gran Brettagna. Tenta inutilmente d’introdurre nel suo regno il prodotto della seta, XI.

Jeva moglie di Vennio imperadore della China. Sua attenzione nel nodrire i bachi da seta, III.

L

Leibnitz. Induce augusto re di Polonia a far piantare nel di lui regno de’ mori, ma inutilmente, XIV.

Liedbek (Carlo Gustavo). È destinato direttore delle piantagioni de’ mori nella Svezia, XXI. Lettera di Claudio Alstroemer ad esso, ivi.

Lieu-Heva Imperadrice della China. Sotto il di lei governo ebbero uno scapito [p. 431 modifica]notabile tutte le arti, e singolarmente l’agricoltura, III.

Linneo. Lodato, XIII.

Lino. Specie di lino che può farsi della scorza del gelso preparata, X.

Lione. Tutte le sete straniere ch’entrano nel regno di Francia devono passare per Lione, X.

Liruti (Gian-Giuseppe). Sua opera delle vite de’ letterati del Friuli lodata, XX.

Liuto. Da chi inventato, X.

Locke (Giovanni). Suo costume di trattar con ogni sorta d’artefici, per informarsi de’ loro mestieri, VIII.

Lomb (Caval.) Introduce in Inghilterra i filatoj da seta, e ne ha una grossa ricompensa, V.

Lucchesi. Furono i primi fra gl’Italiani ad introdurre ne’ loro stati le manifatture di seta, V. Trasportarono quest’arte in Venezia, ivi.

Luigi xi, re di Francia. Introduce nel regno le manifatture di seta, V.

Luigi xiv. Fa moltiplicare nella Francia i mori, VIII. Dichiara con un suo decreto, che l’esercizio della mercatura non reca alla nobiltà verun pregiudizio, ivi. Entra a parte delle diligenze, de’ frutti, [p. 432 modifica]e de’ rischi del commercio della seta, ivi. Stabilisce un consiglio di commercio, ivi.

Luisa Ulderica regina di Svezia. Tenta d’introdurre ne’ suoi stati il prodotto della seta, ma inutilmente, XIII.

Lusso. Cosa sia, VII.

Lyman (Giovanni). Alcuni passi della sua dissertazione de Bombyce censurati, XIV.

M

Mantova (P. Gio. Pietro) minor osservante riformato. Lodato, XVII.

Maometto. Fu un celebre mercatante, e singolarmente di vesti di seta, IV.

Mendozza (Innico di) vicerè di Napoli. Con una imposizione troppo gravosa reca un grave danno al negozio della seta in quel regno, VII.

Mercanti. Differenza tra mercanti ch’esercitano il negozio attivo, e quelli ch’esercitano il negozio passivo, XVIII.

Mercanzie. Son di tre sorta. In alcune il paese sempre perde; in alcune ora perde, ed ora guadagna; in altre guadagna sempre, XIV.

Mercatura. Esercizio di essa non pregiudi- [p. 433 modifica]ca alla nobiltà, VIII. Quando sia di poca estensione è biasimevole; ma è degna di lode quando sia ampia e ricca, XX.

O

Olandesi. Differenze ch’ebbero co’ Francesi pel trasporto delle manifatture ed altre merci dal regno di Francia, XIX. Stabiliscono nel loro paese le manifatture di seta, ivi.

Orde. Cosa sieno, I. Not. (1 ).

Ortica. Può da quest’erba cavarsi una specie di lino, X.

P

Panfila figliuola di Latoe fu la prima a darci i primi lavori di seta, I.

Patriottismo. Cosa sia, XX. Come nasca nel cuore dell’uomo, ivi.

Persiani. Avevano anticamente tutto il commercio della seta che veniva dalla China, IV.

Pietro il Grande, imperador della Russia. Tenta inutilmente d’introdurre il prodotto della seta nell’Ukrania, XIII. [p. 434 modifica]

Prodotti della natura. Quali si chiamino semplici, e quali composti, XIX.

R

Ragni.Filano seta non altrimenti che i filugelli, II. Il signor Bon presentò alla Società reale delle scienze alcune calzette, ed alcuni guanti fatti della seta de’ ragnateli, ivi. Sperienze fatte dal signor Reamur sopra la seta de’ ragni per ordine della società suddetta, ivi. Difficoltà nel nodirli, e nell’allevarli, ivi. Non tutti i ragnateli producono seta, atta ad esser lavorata, ivi. Le sole femmine fra essi formano una specie di bozzoli, per custodire le loro uova; e da questi si può raccorre la seta, ivi.

Redi (Francesco). Sua sperienza sopra alcuni bruchi, che s’alimentarono delle carni d’una vipera da lui uccisa, II.

Richelieu (Cardinale di). Quanto fosse impegnato nel commercio di Tours, X.

Rosny (Massimiliano di) ministro di Enrico iv, re di Francia. Sua conferenza con questo re intorno all’introduzione della seta nel regno, VI. [p. 435 modifica]

Ruggiero i, re di Sicilia. Trasporta le manifatture di seta nel suo regno, IV.

S

Scaligero (Giulio-Cesare). Confutato, I.

Seres (Mr. Oliver de) lodato, V. Sue opere, ivi. Riceve commissioni dal re Enrico iv. per la piantagione de’ mori nel regno di Francia, ivi.

Seri. Erano cosi anticamente chiamati i Chinesi, I, III. Non erano un’orda di Tartari, I.

Seta. Il primo a scrivere della seta fra gli antichi fu Aristotele, I. A’ tempi di lui non aveasi cognizione d’altra seta, che di quella di Coo, ivi. I primi lavori di seta furono fatti da Panfila figliuola di Latoe, ivi. Seta della China descritta da Plinio, ivi. Seta di Coo lavoravasi come la bavella, ivi. Anche da Giulio Polluce è distinta la seta di Coo da quella del la China, ivi. Se venga a noi seta della Taprobana, ivi. Se possa la seta porgere ristoro e vigore al cuore, ivi. Non è la seta prodotta solamente da’ filugelli, ma da altri bruchi ancora, II. Seta di grigio colore che raccolgono i Chinesi, ivi. [p. 436 modifica]Seta che producono i ragnateli, ivi. Sperienze fatte dalla società reale delle scienze sopra la seta di questi animaletti, ivi. Difficoltà grandi, e spese eccedenti per raccogliere sì fatta seta, ivi. Origine dell’arte della seta presso i Chinesi, III. Suoi progressi sotto l’imperadore Yao, per opera della di lui moglie, ivi. Fiorì per molti secoli, ma andò in decadenza in quell’impero sotto il governo dell’imperadrice Lieu-Heva, ivi. Fu rimessa nel primiero stato, anzi vieppiù promossa sotto ilregno del di lei successore Vennio di Licupango, ivi. Quando sia stata introdotta fra’ Romani, ivi. Fu la seta presso di essi giudicata sempre eccessivo lusso, ivi. Equivaleva all’oro, ivi. Fece grandi progressi fra Romani l’arte della seta sotto l’impero di Costanzo e di Giuliano, ivi. Si pagò sempre a peso d’oro fino a’ tempi di Giustiniano, ivi. Era a que’ tempi il principale commercio de’ Persiani, IV. E degli Etiopi e degli Arabi, ivi. Viene trasportato il prodotto della seta in Europa circa l’anno 550 di Gesù Cristo da alcuni monaci, per commissione di Giustiniano, ivi. Vantaggio venuto all’Europa da questa introduzione, ivi. Le manifat- [p. 437 modifica]ture di seta fin da’ tempi di Giustiniano si stabilirono nella Grecia, ed ivi per lo spazio di sette secoli furono gelosamente custodite, ivi. Il primo a trasportarle dalla Grecia fu Ruggiero i, re di Sicilia, ivi. Dalla Sicilia passano in varie città dell’Italia, ivi. E prima a Lucca, V. Indi a Firenze, ivi. Vengono introdotte in Venezia l’anno 1309 da alcuni Lucchesi, ivi. Passano nel regno di Napoli, ivi. E nel regno di Francia, ivi. Seta di Calabria, ivi. Di Spagna, ivi. Danno recato al negozio della seta nel regno di Napoli da un vicerè, VII. Stato presente del commercio della seta nel regno suddetto, ivi. Dopo la morte d’Enrico iv. fu alquanto trascurato nel regno di Francia questo prodotto sotto Lodovico xiii, ivi. Al di lui successore Lodovico xiv. riesce di accrescere nel regno questo prodotto, e di dar perfezione alle manifatture di seta, VIII. Impegno di Vittorio Amadeo, duca di Savoja, per istabilire nel Piemonte il commercio della seta, IX. Il prodotto della seta è quello, fra tutti gli altri, che tenne in maggior esercizio le più industriose persone, ed i principi più attenti per la felicità de’ loro stati, X. Quanto [p. 438 modifica]più si scostano i paesi dalla linea equinoziale, e si avvicinano al nostro polo, tanto maggior perfezione acquista il prodotto della seta, finchè arriviamo a’ gradi 46, di latitudine settentrionale, X. Oltre questo confine non può riuscire la seta come prodotto pel commercio, ivi. Vani sforzi d’Enrico iv. per dilatare la produzione della seta in tutte le provincie del regno, la quale non potè riuscire che nella Provenza, nella Linguadoca e nel Delfinato, ivi. Non riesce la seta in tutti i paesi dove riescono i mori, ivi. Sforzi inutili del duca di Würtemberg per coltivare la seta ne’ proprj stati, XI. E di Jacopo i, re della Gran Brettagna, ivi. Fu tentata inutilmente quest’impresa in questo secolo nell’Inghilterra da Giovanni Apletree e dal sig. Barkam, ivi. Seta della Virginia, XII. Della Carolina, ivi. Della Giorgia, ivi. Della Luigiana, ivi. Tentativi di Pietro il Grande per introdurre il prodotto della seta nell’Ukrania, XIII. Procurasi d’introdurlo in Hannau, pure senza successo, ivi. Ed anche in Vienna, ivi. E nel regno di Prussia, ivi. E in quello di Polonia, ivi. E nella Svezia, ivi. In Ungheria poca seta [p. 439 modifica]si raccoglie, XV. La sola Italia provvede tutta l’Europa delle più nobili sete, ivi. Sete di Bologna e di Torino, ivi. Sete del Friuli sono le migliori di tutta l’Italia, ivi. Sete di Bergamo, ivi. Di Milano, ivi. Di Cartigiano, ivi. Sete chinesi paragonate con quelle del Friuli, XVI. Per qual ragione la compagnia dell’Indie orientali non faccia venir più tanta seta dalla China, nè dal Bengala, XVII. Sete chinesi quanto costino, ivi. Qual pregio abbiano sopra le nostre ivi. Quanto sia ricco ed ampio il traffico della seta, XIX. Quanto sia utile, XX. È però uno de’ negozi più soggetti ad alterazione di prezzi, ivi. Progressi del prodotto della seta nel regno di Svezia, XXI. Non può in questo regno riuscire la seta che come prodotto di ricreazione, non già per servire al commercio, ivi.

Sicilia. Vengono ivi introdotte le manifatture di seta da Ruggiero I. circa l’anno 1148, IV.

Sicomoro. Sua descrizione, I. Sue qualità, ivi.

T

Telajo da lavorare le calzette. Inventato in Inghilterra da un francese, VIII. Custodi- [p. 440 modifica]to ivi con gelosia molto tempo, ivi. Introdotto in Venezia dal N. U E. Antonio Correr nel suo ritorno dall’ambasciata d’Inghilterra, ivi. Un francese vedutone uno in Inghilterra, nè fabbricò a memoria uno somigliante in Parigi, ivi. Lo stesso fece in Udine Giambattista Carli, fabbro di Gemona, ivi. A cagione della gelosia degli artefici di Venezia fu trasportata da Udine quest’arte a Gradisca, ivi.

Tessin (Co. di). Lodato, XIII. Promotore della piantagione de’ mori nella Svezia, XIV.

Tours. Fu la prima città della Francia, in cui vennero introdotte le manifatture di seta, X. Quanto esteso fosse il commercio di esso in quella città sotto il ministero del cardinale di Richelieu, ivi. Motivi della decadenza di questo commercio, ivi.

V

Venezia. Introduzione dell’arte della seta in questa città, V. Introduzione del telajo da lavorar calzette, VIII. Riforma ivi fatta del dazio della seta quanto abbia accresciuto la quantità ed il valore di questo prodotto, XII.

Vennio di Licupango, imperador della Chi[p. 441 modifica]na. Rimise in piedi nel suo impero le arti, e singolarmente l’agricoltura, III.

Vesti di seta. Il loro uso a’ tempi di Plinio era passato anco agli uomini, I. Queste però si facevano della seta di Coo, e all’uso delle donne era serbata quella della China, ivi. Erano anticamente usate da’ soli principi e signori di rango III. Venivano lavorate dalle medesime principesse, ivi. Erano usate dagli stessi imperadori Romani con parsimonia, ivi. Sotto Tiberio ne fu proibito l’uso agli uomini, ivi. Il primo a vestir tutto di seta fu Eliogabalo, ivi. Presso i Romani equivalevano alle vesti d’oro, ivi. Quali si chiamassero oloseriche e quali subsеriche, ivi. Aureliano mai non vestì di seta, nè permise che altri di seta vestisse, ivi. Erano anticamente le vesti di seta chiamate forestiere ed oltramarine, IV. Non devono riputarsi lusso, quando la seta è produzione del proprio paese, VII. Nella China sono usate anche dal basso popolo, ivi. L’uso di esse è renduto oggidì quasi universale in tutte le stagioni, XII.

Ugolino. Trasporta dalla città di Bologna a quella di Modena l’invenzione de’ filatoj o edifizj da seta, e ne viene perciò impiccata in Bologna la sua statua, V. [p. 442 modifica]

Umiliati (Monaci). Origine di quest’Ordine, V. Introducono le manifatture de’ drappi di lana, e d’oro e d’argento, ivi. Vengono ajutati dalle loro mogli, ivi. S. Bernardino stabilisce ad essi una regola, ivi. Abusano delle ricchezze ad essi lasciate, e S. Carlo Borromeo pensa a riformarli, ivi. Tentasi da loro di togliere ad esso la vita, ivi. Da S. Pio v. viene abolito quest ordine, ivi.

Y

Yao, imperadore della China. Nel lungo tempo di 80 anni, ne’ quali regnò, fece ogni studio per rendere felici i Chinesi, III. Merito della moglie di lui nell’instruire le donne chinesi intorno l’educazione de’ filugelli, e nell’arte di lavorare la seta, ivi.

Z

Zamparo (Giambattista) Udinese. Fece il primo costruire in Udine un edifizio da seta; e fu uno de’ principali promotori del prodotto della seta nel nostro Friuli, XIX.