Elogio catodico del quotidiano/Appendice

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Appendice

../Cap. 3 ../Conclusioni IncludiIntestazione 24 aprile 2017 25% Da definire

Cap. 3 Conclusioni

Appendice: La situazione odierna.

IL RICORSO A CONTENUTO GENERATO DAGLI UTENTI, NEL CASO DI PROGRAMMI SPORTIVI, D’INFORMAZIONE POLITICA E D’INTRATTENIMENTO MUSICALE IN ONDA SULLE TV LOCALI DALLA FINE DEGLI ANNI NOVANTA AI GIORNI NOSTRI

Per quanto possa sembrare strano a prima vista, come ricorda Aldo Grasso [2006, 5] “Anche il mondo delle locali ha il suo star system, la sua campagna acquisti, le sue migrazioni”; e in taluni casi, specie tra grosse realtà del nord Italia, si assiste spesso a vere e proprie “guerre degli ingaggi”, per assicurarsi la presenza sui propri schermi di personaggi, in particolare conduttori, ma anche giornalisti, che pur godendo di grossa notorietà a livello locale sono quasi del tutto sconosciuti al grande pubblico nazionale. E’ la stessa particolare struttura “semplice”dei programmi in onda sulle tv locali, a valorizzare ancora di più il ruolo e l’abilità del personale giornalistico/artistico: si pensi ad esempio alla sostanziale assenza di “format”, che invece caratterizza la competizione tra le emittenti generaliste nazionali.

Le grosse tv locali competono tra loro, in una logica di controprogrammazione “muro contro muro”, con trasmissioni spesso costituite da semplici “programmi contenitori” che prevedono ampi spazi di intervento dei telespettatori via telefono, con la presenza di opinionisti o di ospiti in studio: tale semplice struttura dei programmi viene declinata secondo la variante, sportiva, di informazione politica e musicale.

Nonostante si sia parlato della presenza di uno star system, (gran) parte del contenuto di tali programmi è curiosamente realizzato non da personale dell’emittente televisiva (e quindi retribuito da tale organizzazione) ma dai telespettatori (configurandosi quindi come un particolarissimo caso di cosiddetto “User Generated Content”) e da ospiti esterni non retribuiti, interessati a ricavare visibilità, o per fini elettorali (è il caso dei programmi di politica) o per semplice passione e/o per ottenere altre esternalità positive (è il caso dei programmi sportivi). Degno di interesse è il fatto che l’interazione con i telespettatori, oltre a costituire elemento di intrattenimento, possa essere fonte di entrate per l’emittente televisiva, come nel caso dei sondaggi su tematiche sportive o politiche realizzati tramite “Televoto” ossia sistemi di “Value added services” in cui si chiede al pubblico di manifestare il proprio accordo o disaccordo a una domanda proposta, oppure anche tramite “Sms premium”, per mandare in onda un proprio sms di commento in sovraimpressione, (nei cosiddetti “Sottopancia”).

Si ha quindi una particolare condizione per cui in queste programmi molto simili fra loro nonostante vadano in onda su emittenti concorrenti (realizzate in studi televisivi sostanzialmente simili per ampiezza e dotazioni tecnologiche, utilizzando gli stessi linguaggi televisivi, le stesse tecniche di ripresa e le stesse modalità di interazione con i telespettatori ecc) si assiste a un curioso tipo di competizione tramite capitale umano, quasi sempre costituito da quelli che vengono definiti «personaggi non televisivi», anche se in alcuni casi, la ripetuta presenza in questo genere di trasmissioni ha creato curiosi fenomeni di “personaggizzazione”.

I programmi sportivi che vanno spesso in onda proprio durante lo svolgimento delle partite di calcio prevedono di fatto una radiocronaca in diretta a più voci, senza la possibilità della trasmissione anche solo parziale e per pochissimo tempo delle immagini dei match che si stanno svolgendo. A un conduttore televisivo in studio spesso di estrazione giornalistica, spetta il ruolo di coordinamento del dibattito tra alcuni giornalisti dell’emittente incaricati di seguire su monitor lo svolgimento della partita della loro “squadra del cuore”; possono intervenire in trasmissione interrompendo all’improvviso il programma anche un paio di inviati allo stadio di cui viene inquadrato solamente il volto mentre sono seduti nella tribuna stampa, mentre in studio continua il confronto tra “opinionisti” esperti in materia di diversa fede calcistica, in genere due o tre per ogni squadra, (spesso ex giocatori di calcio dello stesso club o capi tifoseria) e i telespettatori che intervengono per via telefonica, ponendo domande, suggerendo spunti o critiche e ricordando passati episodi.

Analogo discorso vale per i programmi di informazione politica, dove i telespettatori possono intervenire per via telefonica, al dibattito su una tematica proposta dalla redazione del programma (che spesso prepara contenuti video di supporto, per esempio reportage da un quartiere della città ecc) confrontandosi con esponenti politici di diversi schieramenti, in genere in numero di sei o otto persone presenti in studio rigorosamente in numero pari, alla rispettiva destra e sinistra del conduttore. Il ruolo di coordinamento delle telefonate dei telespettatori spetta al conduttore anche nel caso dei programmi a base di musica folk in dialetto in onda da qualche anno sulle tv locali. Tali trasmissioni, si presentano come una sorta di “piano bar” in cui i telespettatori richiedono ai gruppi musicali ospiti di eseguire una canzone a loro cara, motivandone la richiesta, magari perché ricorda particolari momenti o eventi significativi della propria vita. Questi complessi costituiti quasi sempre non da musicisti professionisti si esibiscono gratuitamente in cambio di promozione per le loro produzioni discografiche (sic!), mentre il pubblico presente in studio costituito spesso da persone con i capelli bianchi improvvisa balli e “trenini” a metà tra il club di animazione di un villaggio turistico e le balere di provincia.

Anche in quest’ultimo caso si osserva l’insolito mix che caratterizza le tv locali lombarde di “User Generated Content” (le telefonate dei telespettatori che esprimono i loro desiderata) e dalla partecipazione di soggetti non retribuiti dall’emittente televisiva, (i gruppi musicali) che realizzano il vero contenuto di intrattenimento della trasmissione. Le tre declinazioni, sportiva, politica e musicale, del macrogenere “contenitore” nelle tv locali prevedono quindi una competizione tra emittenti concorrenti (spesso tali programmi sono in onda contemporaneamente con una strategia di controprogrammazione “muro contro muro”), in cui la produzione del contenuto che attrae maggiormente il pubblico è affidata a soggetti esterni all’emittente televisiva (personaggi politici, gruppi musicali folk, opinionisti sportivi non dipendenti dell’emittente), non retribuiti, non solo non legati da contratti di esclusiva con una singola emittente, ma anzi interessati, proprio al fine di ottenere massima visibilità a rimanere in buoni rapporti con tutte le emittenti su cui appaiono come ospiti. Non è raro il caso, spesso in periodo elettorale, in cui lo stesso personaggio politico, nella stessa serata compaia in più trasmissioni in onda contemporaneamente in diretta su tv locali concorrenti, compiendo veloci spostamenti da uno studio televisivo all’altro.

E’ un singolare caso di competizione tramite capitale umano: un’organizzazione compete con la concorrenza non con proprio personale, ma con la capacità di attrarre ospiti interessati ad ottenere visibilità, che a loro volta genereranno interventi telefonici da parte dei telespettatori (spesso sono l’elemento fondamentale di una trasmissione). Nel caso di trasmissioni musicali fondamentale è anche la capacità di attirare pubblico in studio che con la loro stessa presenza, ballando, improvvisando trenini, interagendo scherzosamente con il conduttore, genera contenuto.

Da un punto di vista organizzativo, nel caso delle tv locali lombarde corpus della presente analisi (Telelombardia, Antenna3, Telecity 7 Gold e per certi aspetti anche Telenova) tali programmi sono realizzati da proprie redazioni dedicate a quella specifica trasmissione, spesso guidate dallo stesso personaggio televisivo che conduce la trasmissione, che coordina un paio redattori, spesso giovani giornalisti o stagisti, i quali dedicano qualche ora della giornata lavorativa alla preparazione della puntata che andrà in onda la sera e il restante tempo alla progettazione delle puntate successive. La loro attività prevalente consiste nel contattare spesso sulla loro utenza telefonica mobile, gli ospiti della trasmissione per invitarli a partecipare o chiedere conferma della loro disponibilità, organizzando talvolta anche alcuni aspetti logistici, in modo da permettere facilmente a tali persone di raggiungere gli studi dell’emittente (offerta di corsa in taxi, o passaggio/transfer offerto con automezzi delle stessi emittenti, prenotazione camere di albergo ecc).

Nel caso dei contenitori di informazione politica al conduttore della trasmissione che quasi sempre coordina anche la redazione del programma, spetta la decisione dell’argomento oggetto della puntata (la cui scelta è determinante come abbiamo visto per attirare ospiti e gli interventi telefonici dei telespettatori). Il tema viene deciso effettuando una basilare attività di “media monitoring” delle pagine locali dei quotidiani, privilegiando la scelta di argomenti non trattati da trasmissioni in onda su emittenti televisive generaliste nazionali. Esiste inoltre una logica di “Agenda setting” per cui alcuni eventi, come le elezioni sono ampiamente prevedibili; tuttavia, non è raro il caso in cui venga cambiato l’argomento della trasmissione, nella stessa giornata in cui andrà in onda, per raccontare o commentare importanti eventi di attualità accaduti nel corso della giornata. I membri della redazione, spesso persone che stanno svolgendo il praticantato da giornalista o stagisti, o talvolta le troupes addette alla realizzazione dei servizi del telegiornale, usualmente registrano brevi servizi girati in esterni da trasmettere nel corso del programma.

Grande importanza viene data, anche al di là dei momenti in cui è in onda la trasmissione, all’attività di contatto con il pubblico: in alcuni casi il conduttore televisivo inserisce nei titoli di coda della trasmissione il proprio numero di cellulare personale e la propria e-mail personale per essere contattato al di fuori della trasmissione da quanti non riescano a prendere la linea in diretta. Gli stessi redattori del programma provvedono, oltre a gestire le telefonate che giungono in redazione filtrate dal centralino dell’emittente, anche alla lettura dei fax ed e mail dei telespettatori.

Non molto dissimile è l’attività delle redazioni dei programmi sportivi, con il solo distinguo, che è sempre prevista la presenza quotidiana di un inviato accreditato, nei luoghi in cui si svolgono gli allenamenti dei principali club di serie A (Milanello, Appiano Gentile ecc) per raccogliere interviste di giocatori, allenatori e dirigenti delle squadre. Per quanto riguarda invece le trasmissioni di musica Folk, l’attività principale delle redazioni è basata sul contattare i gruppi musicali folkloristici che si esibiscono da tempo nelle trasmissioni dell’emittente, e su effettuare alcuni provini, volti a valutare le richieste di nuovi gruppi che intendano partecipare alle trasmissioni.

Al momento della messa in onda della puntata, i redattori dei programmi rivestono una moltitudine di ruoli, che nelle grandi emittenti nazionali vengono svolti da persone diverse: a partire dal coordinamento degli “assistenti di studio”, alla lettura di e.mail e fax inviati in diretta dai telespettatori (tali messaggi, quando non vengono letti in diretta da persone che appaiono in video, vengono sottoposti all’attenzione del conduttore, dopo un’opportuna selezione, durante i break pubblicitari). Un ulteriore compito dei redattori del programma è il coordinamento i rapporti tra regia e studio ecc.

Nel caso di Antennatre/Telelombardia (gruppo Mediapason) e Telecity/7 Gold, si ha una struttura funzionale per cui la stessa redazione lavora, utilizzando le stesse strutture, alla realizzazione di trasmissioni che possono andare in onda sulle diverse emittenti che facciano riferimento allo stesso gruppo editoriale.