Elogio dell'amore/Le passioni

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Le Passioni

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Anne Louise Germaine de Staël - Elogio dell'amore (XVIII secolo)
Traduzione dal francese di Arturo Salucci (1921)
Le Passioni
L'amore infelice L'amore nel matrimonio


I moralisti meditano incessantemente sulle passioni e sui caratteri, e tutti i giorni se ne trovano che la riflessione non aveva preveduto e contro le quali nè l’anima nè lo spirito non sono posti in guardia.


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Le passioni esercitano in noi una tirannia tumultuosa che non ci lascia nè libertà nè riposo. Forse, ciò che faremo domani deciderà della nostra sorte; forse abbiamo detto una parola che nulla può riscattare.


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Le passioni impetuose hanno sempre per iscopo la nostra personale soddisfazione.


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Si crede che basti il dovere per comandare alle affezioni del cuore; ma esistono anime appassionate, capaci di generosità, di dolcezza, di devozione, di bontà, virtuose in tutto, se la sorte non avesse fatto loro un delitto dell’amore. Compiangete quei destini infelici, abbiate cura dei caratteri profondamente semplici.


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La passione fa rivolgere tutte le nostre forze contro noi medesimi.


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I ricordi delle virtù fanno godere ancora il cuore che se li ripete, i ricordi delle passioni non rinnovellano che il dolore.


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Si è conosciuta, si è provata quell’esistenza animata che danno i sentimenti appassionati e non si è più accessibili ad alcuni dei comuni godimenti della vita. La potenza della ragione serve a sopportare la sventura, ma la ragione non può mai crearci un solo piacere; e quando l’amore ha consumato il cuore occorrerebbe un miracolo per fare scaturire da codesto cuore così consumato la sorgente dei piaceri dolci e tranquilli.


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Nelle anime sensibili, persino la felicità non è mai senza un qualche misto di malinconia.


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Il punto culminante della passione e l’eloquenza che essa inspira non bastano all’immaginazione; si desidera sempre qualche cosa di più, e non potendo ottenerla, ci si intiepidisce e ci si stanca, mentre il debole bagliore che si scorge attraverso le nubi e tiene lungamente l’animo sospeso, la curiosità par che prometta sentimenti nuovi e nuove scoperte nell’avvenire. Nondimeno, codesta attesa non è soddisfatta; e quando si sa, finalmente, che cosa nasconde tutto codesto incanto del silenzio e dell’ignoto, anche il mistero si squarcia, e si ritorna a rimpiangere l’abbandono e il tumulto di un temperamento vivace.

Ahimè! in che modo prolungare l’incantesimo del cuore, quelle delizie dell’anima, che la fiducia e il dubbio, la felicità e la sventura, a lungo andare, dissipano ugualmente, tanto i godimenti celesti sono estranei al nostro destino. Essi attraversano talvolta il nostro cuore, unicamente, per rammentarci la nostra origine e la nostra speranza.


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Ci si può separare da quelle donne comuni che amano a caso: ma per colei che ha bisogno di ammirare ciò ch’essa ama per colei che ha giudizio penetrante, benchè la sua immaginazione sia esaltata, non v’ha, per lei, che un oggetto nell’universo.