Epistolario di Renato Serra/A Luigi Ambrosini - 20 aprile 1903

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A Luigi Ambrosini - 20 aprile 1903

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A Luigi Ambrosini - 20 aprile 1903
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Cesena, 20 aprile 1903.

 
Dolce, amico, pensar l’ala pungente
del rovaio che turbina i ghiaccioli,
quando gioia novella al ciel lucente
mandorli e perchi ridono dai broli;
sprazza e abbarbaglia del destrier fremente
l’acciaio al raggio degli aprichi soli,
e alle cure troviam dolce nepente
nella lunga ansia dei sonori voli.
Tue, se tremi al fiato dell’aprile
tra la ramaglia il nido, senton pieno
il piccioletto cor d’una sottile
fiamma i nidiaci; fin che palpitante
cedano al vento l’ala, e pe ’l sereno

affondino il giulivo inno trillante.

Rispondo un po’ tardi - per forza; chè ho passato questi giorni quasi sempre in letto - alla tua carissima. Ti mando rime debolette in cambio di un’alcaica, tutta bella e sonante; le ho scritte or ora, quasi d’un tratto, guardando la bicicletta e aspettando il momento di balzarle sopra per una gita. Ricevile bene dunque, in omaggio all’amicizia e alla Musa comune.1 Tuo.

Note

  1. Per i versi di R.SERRA, cfr.Renato Serra poeta, in "Aemilia", rivista mensile illustrata, a.I., n.4, Parma, aprile 1929, pp.12-21 (articolo illustrato di ALFREDO GRILLI). Cfr. ancora Versi inediti di R.Serra, in "Civiltà moderna", rassegna bimestrale di critica storica, letteraria, filosofica, a.II, n.5, Firenze, 15 ottobre 1930 (versi presentati da ALFREDO GRILLI; e Versi e Versioni di R.S., a cura di ALFREDO GRILLI, ferrara, S.A.T.E., 1933.