Favole (Fedro)/Libro quarto/XIV - Prometeo

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Libro quarto: XIV - Prometeo

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Fedro - Favole (I secolo)
Traduzione dal latino di Giovanni Grisostomo Trombelli (1797)
Libro quarto: XIV - Prometeo
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FAVOLA XIV.

Prometeo.


ONde fia, ch’a mollezza alcuno inclini,
     Chiesto da un altro il vecchio, così parla:
          *Prometeo quel, di cui testè parlai:
     E che il loro impastò, d’onde l’uom costa,
     5Che se in fortuna avviensi, immantinente
     Rompesi; speso un giorno intero avea,
     A disgiunto formar ciò ch’onestade
     Con vesti ricoprire a noi prescrive,
     Per adattarlo, ove bisogno il chiede.
     10Allorchè Bacco di repente a cena

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     L’invitò, così il nettare gli piacque,
     Che in piè non ben reggendosi, a gran notte
     A casa giunse: ed ei, che vuol pur compiere
     L’intrapreso lavoro; e sonno, e vino
     15Sì l’ingombra, che i membri non discerne,
     E quel de l’uno applica all’altro; e quinci
     Un rio piacer la voluttà ne prova.