Favole (Fedro)/Libro quinto/III - Un Calvo, e la Mosca

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Libro quinto: III - Un Calvo, e la Mosca

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Fedro - Favole (I secolo)
Traduzione dal latino di Giovanni Grisostomo Trombelli (1797)
Libro quinto: III - Un Calvo, e la Mosca
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FAVOLA III.

Un Calvo, e la Mosca.


UN Calvo, cui nel nudo capo punse
     Una Mosca, sperando d’ischiacciarla,
     Si diè grave ceffata. Essa il dileggia:
     Se morte dar si vuol per lieve offesa,
     5Che fia teco, che danno e beffe incontri?
     Meco in grazie ritorno agevolmente,
     Perchè lungi da offesa è il mio pensiere.
     Ma te, animal malvagio, di vil razza,
     Che in succhiar sangue uman rio piacer prendi,
     10Spegner vo’, come che più danno io n’abbia.
          * Non egualmente ch’avvertita offesa,
     Quella che il caso fe’, punir si debbe;
     Ma pur da pena non la sciolsi unquanco.