Favole di Esopo/Del Corvo, e la Volpe

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Del Corvo, e la Volpe

../Dell'Aquila, e la Cornacchia ../Del Leone invecchiato IncludiIntestazione 30 dicembre 2017 100% Da definire

Esopo - Favole di Esopo (Antichità)
Traduzione dal greco di Giulio Landi (1545)
Del Corvo, e la Volpe
Dell'Aquila, e la Cornacchia Del Leone invecchiato
[p. 164 modifica]

Del Corvo, e la Volpe. 116.


Il Corvo con preda in bocca in un Albero strideva: vedendolo la Volpe, se gli fece incontro dicendo: Dio li salvi, spesse volte io aveva inteso, che la fama tua era bugiarda, e adesso conosco ciò esser vero, perchè passando a caso di quì son venuto a biasimar la fama, che dice, che tu sei più nero della pece, e pur ti veggio più bianco della neve, ed a mio giudizio tu vinci i Cigni. E se nel cantare, come nelle penne sei nobile veramente tu sei Re delli ucelli. Il Corvo, credendola, cominciò a cantare, onde il cacio gli uscì di bocca, e la Volpe lo prese con gran riso. Allora il Corvo si vergognò, e gl’increbbe della perdita, e della vergogna.

Sentenza della favola.

Questa favola significa, che sono alcuni tanto desiderosi di lode, che con loro vergogna, e danno amano gli adulatori, e si danno in preda a parasiti, e ghiottoni.