Favole di Esopo/Dell'Asino, che non trovava fine alle sue fatiche

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Dell'Asino, che non trovava fine alle sue fatiche

../Della Noce, l'Asino, e la Donna ../Di un Asino ch'aveva Padrone ingrato IncludiIntestazione 30 dicembre 2017 100% Da definire

Esopo - Favole di Esopo (Antichità)
Traduzione dal greco di Giulio Landi (1545)
Dell'Asino, che non trovava fine alle sue fatiche
Della Noce, l'Asino, e la Donna Di un Asino ch'aveva Padrone ingrato
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Dell’Asino, che non trovava fine alle sue fatiche. 298.


Nell’Inverno l’Asino si affliggeva per il freddo, e non mangiava altro; che paglia e desiderava molto la Primavera per non aver tanto freddo, e per mangiar l’erbe tenere. Venne la Primavera, e bisognava, che [p. 253 modifica]Portasse la terra alla fornace per far mattoni, e disse: Oh Dio, se fosse pur l’Estate, mi riposerei un poco. Venendo l’Estate gli bisognò portar grano, paglia e pomi, e disse: È meglio per me, che sia l’inverno, perchè il Padrone non può lavorar per esser freddo ed io mi riposo alquanto.

Sentenza della favola.

La favola dimostra, apertamente qual sia la vita de’ poveri, che n’ogni tempo conviene loro stentare.