Favole di Esopo/Di un Legnajuolo, e di Mercurio

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Di un Legnajuolo, e di Mercurio

../Di un Giocatore, ed una Rondine ../Del Serpente, ed un Villano IncludiIntestazione 20 luglio 2016 100% Da definire

Esopo - Favole di Esopo (Antichità)
Traduzione dal greco di Giulio Landi (1545)
Di un Legnajuolo, e di Mercurio
Di un Giocatore, ed una Rondine Del Serpente, ed un Villano
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Di un Legnajuolo, e di Mercurio. 225.


Un Legnajuolo facendo legna appresso un fiume dedicato a Mercurio a caso lasciò cadere l’accetta nel fiume, e di ciò dolendosi Mercurio gli apparve, e dimandogli la cagione [p. 224 modifica]della sua tristezza, e quello gli disse della accetta cadutagli, e Mercurio cavò dal Fiume un’accetta d’Oro, egli disse se era quella; il pover’uomo disse, che nò. E Mercurio dal Fiume ne cavò una d’argento, e domandogli s’era quella, ed egli parimente disse, che nò. Ultimamente Mercurio dai Fiume cavò la sua, ch’era di ferro, e dimandò s’era quella, ed egli disse, che sì. Allora Mercurio conoscendo quel povero uomo esser giusto, gliele diede tutte tre. Il Legnajuolo andò ai suoi compagni, e narrogli il caso, che gli era occorso; ed uno di quelli volendo far pruova di questo, gittò la sua accetta nel Fiume, poscia si pose su la ripa a piangere; ed apparendogli Mercurio, come all’altro aveva fatto, gli domandò la cagione del suo dolore, ed egli gli disse dell’accetta cadutagli, e Mercurio dal Fiume cavò un’accetta d’Oro, come aveva fatto l’altra volta, egli dimandò s’era quella: egli disse, che sì: Mercurio vedendo la falsità manifesta, non gli diede l’accetta d’Oro, nè anco quella di ferro.

Sentenza della favola.

Questa favola ne dimostra, che quanto Dio è più amico ai buoni, tanto è più nimico ai cattivi.