Filocolo/Libro quinto/49

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Libro quinto - Capitolo 49

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Rimase Caleon col rozzo popolo chiamato Calocepi, e il primo comandamento fatto da lui alla nuova gente fu che da essi fossero tutte le loro case disfatte e che essi dentro al cerchio fatto per le mura future dovessero le loro case apportare, e in quello abitare co’ loro figliuoli e con le loro famiglie: di che egli fu ubidito sanza niuno indugio, faccendo a difensione de’ solari raggi e del lagrimoso verno case di giunchi assai rozze, di terra e di bovino sterco mescolato murate. Questo fatto, egli fece i profondi fondamenti cavare, e di cotti mattoni fece fare bellissime mura, delle quali circuì tutta la nuova terra, faccendo a quelle otto porte, e a ciascuna di sopra ad essa una fortissima e alta torre, e dopo questo, ampissimi fossi aggiunse al circuito. Ella parea già terra, e di lontano le merlate mura si poteano guardare: per che egli pensando che le mura sanza uomini e gli uomini sanza arme niuna cosa a resistenza de’ nimici valeano, a ciascuno uomo all’arme possibile donò arme, mostrando loro con non poca fatica come vestire e usare le dovessero, e poi riparò il vecchio tempio con gran divozione dedicandolo a Giove; e quivi sacerdoti ordinò, ammaestrati a’ sacrificii statuiti per lui al sommo Giove; e similmente i giuochi da Filocolo ordinati rinnovò, e quelli comandò che si facessero ciascuno anno, entrante il sole nel suo Leone. Queste cose così fatte, gli piacque nella più alta parte della sua terra edificare a sé reale abituro, il quale magnifico fece, e, sopra esso dimorando, potea tutto il suo popolo vedere: nella gran corte del quale avea ordinato di dare leggi al popolo, per le quali essi debitamente vivessero. E già veggendo a ciascuno avere la rustica casa in bello abituro tornato di pietre e di mattoni cotti a instanza del suo, e le rughe essere diritte e piene di popolo contento, volle loro dare modo di vestimenti, e diede, acciò che uomini e non selvagge fiere paressero. Similmente statuì loro ferie, nelle quali cessare dalle fatiche dovessero e darsi al riposo: egli similmente a diversi studii delle liberali arti ne dispose alcuni, e altri alle meccaniche. Né lungo spazio si volse che con ordine costoro serrati nel picciolo cerchio sicuri la notte dormiano contenti di tal reggimento, e conoscenti che divenuti erano uomini per la discrezione e sollecitudine di Caleon: e egli similemente di tali suggetti si contentava, vedendogli abili e disposti a qualunque cosa egli volea. Che più dirò di lui? Egli in tale ordine e disposizione recò il luogo in pochi anni, che le mura ampliare si convennero, le quali poi invidiate ne’ futuri tempi, miseramente caddero sotto altro duca.