Fiore/CLXXVII

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CLXXVII

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CLXXVI CLXXVIII

 
La Vec[c]hia

 "E se·lla donna punto s’avedesse
Che quel dolente fosse ravisato
Che troppo largamente l’à donato,
E ch’e’ di sua follia si ripentesse,4

 Allora in presto domandar dovesse
E dir di renderglile a dì nomato;
Ma egli è ben in mia lezion vietato
Ched ella mai nessun non ne rendesse.8

 E quando un altro vien, gli faccia segno
Ched ella sia crudelmente cruc[c]iata,
E dica che·lla roba sua sia ’n pegno:11

 ’Molto mi duol c[h]’uon crede ch’i’ si’agiata’.
E que’ procaccierà danari o ’ngegno,
Sì che la roba sua fie dispegnata.14