Fiore di virtù/IV

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Capitolo IV. Dell'allegrezza appropriata al gallo

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Anonimo - Fiore di virtù (XIV secolo)
Capitolo IV. Dell'allegrezza appropriata al gallo
III V


Allegrezza, ch’è effetto d’amore, secondo Prisciano, si è uno riposamento e contentamento d’animo in allegrezza d’alcuna dilettazione, siccome si convenga. Gesù Sidrac dice: La vita dell’uomo si è allegrezza di cuore. Chi ha allegrezza soperchia nelle cose che non si dee, già non è virtù, ma vizio. Santo Agostino dice: Alla mondana allegrezza sempre succede subita tristezza. E puossi appropriare l’allegrezza al gallo. Il gallo s’allegra e canta secondo il corso dell’ore del dì e della notte, disponendo la sua allegrezza per forma di ragione. Salomone dice: Non è allegrezza nè ricchezza sopra la sanità del corpo, e non è dilettazione sopra l’allegrezza del cuore. Ancora: L’allegro cuore fa fiorire la vita dell’uomo, e lo spirito tristo dissecca l’ossa. Non ti allegrare del male altrui, perchè tu non puoi sapere come vadano gli tempi contro a te. Seneca dice: Non ti allegrare troppo per le cose prospere, nè le contrarie non ti attristino nè conturbino. Della allegrezza si conta nelle storie de’ Santi Padri, che uno ch’avea nome Macario, per amore ch’egli avea in Dio, si fermò nello animo suo d’andare oltre a mare a vedere il Sepolcro di Cristo, e cosi fece; sicchè, giugnendo e baciando il luogo dov’egli fu seppellito, si cadde morto d’allegrezza. E quelli ch’erano seco, credendo che fosse tramortito, mandarono per gli medici, i quali vedendolo dissero ch’era morto. E volendo sapere i suoi compagni perchè egli fosse morto, si lo fecero sparare, e nel suo cuore trovarono scritto: Amore mio GESÙ CRISTO: sicchè i medici intendendo la condizione di costui, come era di condizione allegra, giudicarono che era morto per allegrezza ch’egli ebbe di vedere e di toccare il Sepolcro di Cristo; perchè si muore spesse volte l’uomo per abbondanza d’allegrezza piuttosto che per tristizia.