Grida di Milano del 29 luglio 1630

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Antonio Ferrer

1630 G Indice:Grida di condanna del 29 luglio 1630.djvu diritto Grida di Milano del 29 luglio 1630 Intestazione 27 marzo 2017 50% diritto

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[p. 1 modifica]Philippus Quartus Dei gratia Hispaniarum etc. Rex, & Mediolani Dux &c.

Douendosi dimani primo giorno d'Agosto per sodisfare alla giustitia dare il meritato castigo a Gio. Iacomo Mora Barbiere altre volte di P. Tic. & a Guglielmo Piazza altre volte Commissario della Sanità in detta Porta dal Tribunale di Sanità, & dal Senato condannati ad essere, precedendo due Trombetta, sopra carro condotti per la Città, tenagliati nei luoghi de i delitti, privati con taglio della mano dritta nei luoghi doue si fecero, & li trattati, & li onti, & iui sopra eminente palco messi in rota, doue sopra duoi alti pali per sei hore iui trattenuti, dappoi scannati dal Carnefice, abbrugiati i loro corpi, disperse nel fiume le ceneri, demolita la casa del Mora, & nel solo di essa eretta vn'infame colonna con l'inscrittione del delitto & prohibitione perpetua che iui non si riedifichi, & potendosi ragioneuolmente dubitare che, auidamente concorrendo tutto il popolo a dimostrazione così esemplare, nel concorso vi si asconda qualche scelerato parricida il quale pigli occasione di sfogare la sua indemoniata & peruersa volontà, come in altre occorrenze di concorso si è prouato, & potendo essere, che il giusto dolore di chi si sente da questi malfattori nella morte de più prossimi offeso, dia occasione di turbare il corso della giustizia. Perciò volendo l'Illustrissimo, & Eccellentissimo Signore il Signor Ambrosio Spinola, Marchese de los Balbases, Commendator maggiore di Castilla, del Consiglio di Stato di Sua Maestà, suo Gouernatore, & Capitan generale dello Stato di Milano &c. prouedere a sopradetti pericoli paternamente, auertendo colla presente ciascuno di qualsiuoglia stato, grado, & conditione si sij, che a tale spettacolo concorrerà, che auerta a casi suoi per rispetto de pericoli de secreti ontatori che nella folla si mescolaranno.

Ordina, & commanda, che niuno, eccettuati li Ministri Togati, ardisca a tal spettacolo concorrere con ferarolo, balandrano, o altra simil sorte di veste la quale possa coprire le braccia, o le mani, sotto pena pecuniaria, e corporale arbitraria a S. E. ordinando, che subito sia preso.

Ordina ancora e commanda, che niuno de sospetti, o sequestrati e molto meno infetti, osi in alcun modo partirsi dalla sua casa, e molto meno di concorrere a tal spettacolo, sotto pena della vita all'arbitrio di S. E. & del Tribunale della Sanità.

In oltre non sia alcuno così temerario che osi non solo opporsi in qualsivoglia modo, ma ne anco turbare con detti o con fatti il corso della giustitia, ne meno irritare contro i malfattori e ciò sotto pena della vita, & confiscatione de beni all'arbitrio di S. E. & del Senato, dichiarando, che il marito per la moglie, il padre per il figliolo, il patrone per il seruitore incorreranno nella pena di 500. scudi, e maggior ancora corporale sino alla morte inclusive in caso della contrauentione della presente grida.

Ordina adunque Sua Eccellenza, che con la publicatione di questa grida non possa alcuno pretendere d'ignoranza, & al Tribunale della Sanità, & alli Senatori, & Cavaglieri eletti, che ne procurino la puntual esecutione senza rispetto nè risguardo di chi si sia come L'Eccellenza sua lo confida dell'integrità, e prudenza loro. Dat. in Milano li 29 Luglio 1630.

Ex ordine Suæ Excellentiæ.
Antonius Ferrer.


V. Ferrer.

Proverio


In Milano, nella Regia Ducal Corte, per gli heredi di Pandolfo, & di Marco Tullio Malatesti Stampatori Regij Camerali.