I precursori di Lombroso/Introduzione

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L'uomo delinquente di C.Lombroso
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INTRODUZIONE




Cesare Lombroso, colla pubblicazione dell’Uomo delinquente in rapporto alla antropologia, giurisprudenza e discipline carcerarie, nel 1876, determinava una nuova orientazione del diritto penale, ed iniziava un’êra gloriosa per la scienza italiana, facendosi centro di un vasto movimento scientifico nel campo di tutte le discipline biologiche e giuridiche.

Il lavoro compiuto in quest’ultimo quarto di secolo, dietro l’impulso dell’opera assidua, tenace, feconda del grande Maestro, fu enorme; i principî che egli sosteneva con ardore d’apostolo e con la sicurezza del documento sperimentale dello scienziato, si imposero, ed attrassero elettissimi ingegni che gli si misero a lato, collaboratori più che discepoli, portando le applicazioni dell’antropologia criminale nel diritto e nella procedura penale. E così si venne affermando l’esistenza di quella Nuova Scuola, che coi nomi di Lombroso, [p. 6 modifica]Ferri o Garofalo ha portato oltre le alpi le energie del pensiero italiano, agitando per ogni terra civile la bandiera della giustizia e della scienza; ammonendo i governi di portare efficace e pronto rimedio alla codificazione penale attuale, basata soltanto su forme di astrazioni giuridiche, impropria e pericolosa per eccessivo e metafisico individualismo, nella severità e nell’indulgenza.

Dare un’idea, per quanto ristretta, di tutto il lavoro compiuto dalla Nuova Scuola sarebbe opera superiore al mio intento ed alle mie forze, e dovrei fare un’incursione nelle scienze giuridiche e sociali; io voglio limitarmi a fare l’esposizione dei capisaldi della dottrina Lombrosiana, al solo scopo di richiamare l’attenzione su quanto delle geniali concezioni del nostro Maestro abbiano intravveduto gli antichi; e come per le affermazioni e le verità da lui proclamate, e che ebbero ed hanno opposizioni nel campo di coloro che si chiudono entro la cittadella del misoneismo e del classicismo, si possano riscontrare gli elementi di osservazione nelle età lontane; e dimostrare infine che l’antropologia criminale non nacque già come una Minerva armata per volere di un uomo; ma perchè il genio di quest’uomo seppe raccogliere, sistemare, ordinare; accelerare in una parola l’evoluzione di una dottrina, che per essere basata sulla verità di fatto non poteva rimanere completamente sconosciuta.

Molti vi sono ancora nel pubblico colto che diffidano dello teoriche Lombrosiane, come di qualche cosa di sovversivo ed utopistico; molti [p. 7 modifica]che rifuggono spaventati perchè a loro sembri che la caduta dell’edificio del classico diritto penale debba lasciare impunita la delinquenza, e sprovvista la società di mezzi di difesa; molti che per le identità e i contatti fra pazzi e delinquenti e la causalità che entrambi ripetono dalla degenerazione psico-fisica, dimostrate dal Lombroso, sono inclinati a vedere nelle tendenze della Nuova Scuola soltanto l’effetto del fascino personale di un uomo, che, come tale, è soggetto ad errare, accecato dal preconcetto.

Ond’è che il divulgare le conoscenze intorno ai Precursori di Lombroso potrà servire, io spero, a rendere meno ostiche le dottrine e le pratiche applicazioni della Scuola tutta, che ha avuto dei rappresentanti in tutte le età e in ogni classe di osservatori, i quali intuirono e presentirono almeno una parte del Vero, che essa seppe ora luminosamente mettere in evidenza.