Il Baretti - Anno III, n. 1/Notte

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Aleksej Vasil'evič Kol'cov

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Aleksjej Vassiljevic Koltsov Il bosco
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NOTTE


Senza guardarmi in viso,
ella mi cantava
come il geloso marito
batteva la moglie sua.

E nella finestra la luna
in silenzio luce versava:
di voluttuosi sogni
era la notte piena!

Appena il verde giardino
sotto il monte nereggiava;
cupa figura a noi
da quello guardava.

Sorridendo, egli
dente contro dente batteva;
di rovente scintilla
il suo occhio brillava.

Ecco, egli a noi viene,
come quercia grande...
E quel fantasma era
di lei il marito tristo...

Per lo ossa mie
scorse un gelo;
io stesso non so come
al pavimento mi abbarbicai.

Ma tosto che egli
la mano alla porta mise,
io mi azzuffai con lui,
ed egli morto cadde.

«Che mai tu, cara,
tutta qual foglia tremi?
e con infantile orrore
a lui guardi?

Ormai non più egli
ci farà la posta,
non più verrà ormai
di mezzanotte all’ora!»...

— Ah, non è già che io..
la mente s’intorba...
Sempre due mariti a me
sono presenti:

sul pavimento l’uno
tutto nel sangue giace,
e l’altro — guarda —
là nel giardino sta!