Il giornalino di Gian Burrasca/17 dicembre

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17 dicembre

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17 dicembre.


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Oggi a scuola ho avuto che dire con Cecchino Bellucci per causa di Virginia.

- È vero - mi ha detto il Bellucci - che tua sorella ha sposato quell’arruffapopoli dell’avvocato Maralli?

- È vero - gli ho risposto - ma il Maralli non è quello che dici tu: invece è un uomo d’ingegno, e presto sarà deputato.

- Deputato? Bum!...

E il Bellucci si è coperto la bocca, soffocando una risata.

Io, naturalmente, ho incominciato a riscaldarmi.

- C’è poco da ridere! - gli ho detto scotendolo per un braccio.

- Ma non sai - ha ripreso lui - che per fare il deputato ci vogliono dimolti, ma dimolti quattrini? Sai chi sarà deputato? Mio zio Gaspero: ma lui è commendatore e il Maralli no; lui è stato sindaco e il Maralli no; lui è amico di tutte le persone più altolocate e il Maralli no; lui ha l’automobile e il Maralli no...

- Che c’entra l’automobile! - gli ho detto.

- C’entra, perché con l’automobile mio zio Gaspero può andare in tutti i paesi di campagna e anche in cima ai monti a fare i discorsi, mentre il Maralli, se ci vuole andare, bisogna che ci vada a piedi...

- Nel paesi di campagna? Il mio cognato, per una certa regola tua, è il capo di tutti gli operai e di tutti i contadini, e se il tuo zio va in campagna anche con l’automobile ci troverà delle brave bastonale!

- Bum! A parole!

- C’è poco da far bum...

- Bum!

- Smetti di fare bum, t’ho detto.

- Bum! bum!

- Quando poi s’esce di scuola, te lo dò io il bum!

Lui s’è chetato perché sa, come sanno tutti, che Giannino Stoppani riffe non se ne lascia far da nessuno.

Difatti dopo scuola l’ho raggiunto alla porta d’uscita dicendogli:

- Ora facciamo i conti fra noi!

Ma lui ha affrettato il passo e, appena fuori, è montato sull’automobile di suo zio che lo aspettava e s’è messo a suonar la tromba tra l’ammirazione di tutti i nostri compagni, mentre lo scioffèr girava il manubrio e via di gran corsa...

Non importa. Gliele darò domani!