Il giornalino di Gian Burrasca/1 marzo

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
1 marzo

../27 febbraio ../2 marzo IncludiIntestazione 31 luglio 2010 75% Diari

27 febbraio 2 marzo


1 marzo

Queste elezioni incominciano a interessarmi davvero.

Ieri, mentre ero fuori, ho sentito urlare il giornale dei moderati:

- Legghino, Signori, l'Unione Nazionale, con la vera storia dell’eredità del candidato socialista! -

Io l’ho comperato subito e ho letto il primo articolo nel quale si rispondeva punto per punto all’articolo del Sole dell’avvenire che mi aveva fatto vedere l’altro giorno Gigino Balestra.

Si vorrebbe dal nostro avversario trarre vantaggio da una meritata punizione (così diceva l’Unione) e non possiamo negare che egli dimostri in questo suo strattagemma elettorale un cervello assai sottile e una faccia molto tosta..

E seguitava a raccontar la storia del povero signor Venanzio che non divideva affatto le idee dell’avvocato Maralli e che anzi per queste idee del nipote in perfetta opposizione con le sue si decise a diseredarlo, lasciando il vistoso patrimonio ai poveri della città.

E di questo (seguitava a dire l'Unione) il nostro avversario che vorrebbe ora apparire un eroe del disinteresse e un martire dell’altruismo, ebbe tutt’altro che piacere, e anzi provò tanto dolore e tanta rabbia che licenziò su due piedi la propria domestica Cesira Degli Innocenti, magari dopo averla coperta d’improperi perché tra i legati del defunto Venanzio Maralli ve n’era uno di diecimila lire in favore di lei.

Bisogna convenire che questa era la verità; e io non potevo comprendere come mai il mio cognato, che pure era cosi furbo, avesse potuto dare appiglio ai suoi avversari di dirgli delle cose cosi scottanti mentre era facile prevedere che essi sarebbero stati informati esattamente di tutta la faccenda, pensando che l’incaricato di distribuire ai poveri l’eredità del signor Venanzio era stato proprio il sindaco cioè uno dei capi del partito conservatore e che era stato presente alla lettura del testamento quando l’avvocato Maralli aveva fatto quella famosa scenata che ho detto prima.

Ma si vede che nelle lotte elettorali le bugie sono all’ordine del giorno in tutti i partiti, perché anche l'Unione Nazionale ne dice parecchie, e una poi è così sfacciata che non la posso mandar giù.

In seconda pagina, infatti, c’è un articoletto intitolato: I nemici della religione, che ricopio qui tal quale:

Si dice che questa volta, come al solito, gli elettori cattolici si asterranno dal dare il voto. Ora noi non sapremmo concepire, nella lotta attuale, questa astensione la quale verrebbe direttamente a favorire, contro un candidato ossequiente a tutti gli articoli del nostro Statuto e prima che agli altri al primo, il trionfo di un candidato socialista che si vanta nemico di tutte le istituzioni che sono i cardini d’ogni civile società e rinnega la religione dello Stato in ogni modo, con le parole e con le opere.

E qui il giornale seguitava per una colonna a trattare il Maralli di miscredente, mentre io mi ricordo benissimo (e ho registrato il fatto proprio qui nel mio caro giornalino) che mio cognato quando sposò mia sorella andò in chiesa perché altrimenti il babbo e la mamma non avrebbero mai acconsentito al matrimonio.

Come si fa, domando io, a inventare tante calunnie?

Queste menzogne del giornale conservatore mi hanno talmente indignato che da ieri sto pensando se non sia il caso di andare alla Direzione per far rimettere le cose a posto.

Mi pare questo sarebbe prima di tutto il mio dovere perché si deve sempre far risaltare la verità, e poi sarebbe anche una buona occasione per rendere un servizio al mio cognato dopo che, sia pure senza volerlo, gli ho fatto perdere l’eredità di suo zio sulla quale egli faceva tanto assegnamento.

Voglio andar subito a trovare il mio amico Gigino Balestra che s’intende molto di questioni elettorali per sentire il suo parere.