Il libro dell'arte/Capitolo CLXXII

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Capitolo CLXXII

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Capitolo CLXXII.

Come si lavora in opera musaica per adornamento di reliquie; e del musaico di bucciuoli di penna, e di gusci d’uovo.


Una altra maniera è da lavorare in vetro vaga, gentile e pellegrina quanto più dir si può, la quale è un membro di gran devozione per adornamento d’orliquie sante, e vuole avere in sè fermo e pronto disegno; la quale maniera si lavora per questo modo, cioè. Togli un pezzo di vetro bianco che non verdeggi, ben netto senza vesciche, e lavalo con lisciva e con carboni, [p. 124 modifica]fregandovi su poi, e rilava con acqua ben chiara, e per se medesima el lascia asciugare; ma prima che il lavi, taglialo di quella quadra che ’l vuoi. Poi abbi la chiara dell’uovo fresco; con una scopa ben netta, dirompila sì come fai quella ch’è da mettere d’oro: che sia ben dirotta; e lasciala stillare per una notte. Poi abbi un pennello di vaio, e di questa chiara col detto pennello bagna il detto vetro, dal suo rivescio, e quando è bene bagnato ugualmente, togli un pezzo dell’oro, che sia bene fermo oro, cioè appannato: mettilo in sulla paletta di carta, e gentilmente il metti sopra il detto vetro dove hai bagnato; e con un poca di bambagia ben netta va’ calcando gentilmente, che la chiara non passi di sopra l’oro; e per questo modo metti tutto il vetro: lascialo seccare sanza sole per spazio d’alcuni dì. Quando è ben secco, abbi una tavoletta ben piana, foderata o di tela nera o di zendado, e abbi un tuo studietto, dove alcuna persona non ti dia impaccio nessuno, e che abbi sola una finestra impannata; alla quale finestra metterai il tuo desco sì come da scrivere, in forma che la finestra ti batta sopra il capo, staendo tu volto col viso alla detta finestra; il tuo vetro disteso in sulla detta tela nera. Poi abbi una agugella legata in una asticciuola, sì come fusse un pennelletto di vaio, e che sia ben sottile di punta; e col nome di Dio il comincia leggermente a disegnare con questa agugiella quella figura che vuoi fare; e fa’ che il primo disegno si dimostri poco, perchè non mai non si può torre giù; e per tanto fa’ leggermente tanto che fermi il tuo disegno; poi va’ lavorando, sì come penneggiassi; perchè il detto lavoro non si può fare se non di punta; e vuoi vedere se ti conviene avere leggiera mano, e che non sia affaticata? che la più forte ombra che possi fare, si è andare con la punta della detta agugella per infino al vetro, e più oltre, [p. 125 modifica]la mezzana ombra, si è a non in tutto passare l’oro che è così sottile; e non si vuole lavorare per fretta, anco con gran diletto e piacere. E dòtti questo consiglio: che il dì che vuoi lavorare nella detta opera, tiene il dì dinanzi la mano a collo o vuoi in seno, per averla bene scarica e temperata da sangue e da fatica.

Avendo il tuo disegno fornito, e vuoi grattare via certi campi che comunemente si vogliono mettere d’azzurro oltramarino ad olio, togli uno stile di piombo e va’ fregando sopra il detto oro, che tei leva pulitamente via; e va’ nettamente dirieto ai contorni della figura. Quando così hai fatto, togli di più colori macinati ad olio, sì come azzurro oltramarino, negro, verderame, e lacca: e se vuoi alcuno vestire o riverscio che risprenda in verde, metti verde; se vuoi in lacca, metti in lacca; se vuoi in negro, metti in negro. Ma sopra tutto il negro avanza; chè ti scolpisce le figure meglio che nessuno altro colore: le tue figurette con cosa piana sbattile e priemile nel gesso, chè il lavoro venga ben piano. E per questo modo lavora il tuo lavorío.

A questa opra medesima, e molto fine, buccioli di penne tagliati molto minuti sì come panico e tinti sì come detto ho. Ancora puoi lavorare del detto musaico in questo modo. Togli le tue guscia d’uovo ben peste pur bianche, e in sulla figura disegnata campeggia, riempi e lavora sì come fussi coloriti: e poi quando hai campeggiata la tua figura coi colori propii da cassetta, e temperati con un’ poca di chiara d’uovo, va’ colorendo la figura di parte in parte, sì come facessi in su lo ingessato propio, pur d’acquerelle di colori; e poi quando è secco, vernica sì come vernici l’altre cose in tavola. Per campeggiare le dette figure sì come fai in muro, a te conviene pigliare questo partito, di toglier fogliette dorate, o arientate, o oro grosso battuto o [p. 126 modifica]ariento grosso battuto: taglialo minutissimo, e colle dette mollette va’ campeggiando a modo che campeggi i tuoi gusci pesti, dove il campo richiede oro. Ancora, campeggiare di gusci bianchi il campo, bagnare di chiara d’uovo battuta, di quella che metti il tuo oro in sul vetro; bagna della medesima; metti il tuo oro come trae il campo; lascia asciugare, e brunisci con bambagia. E questo basti alla detta opera musaica, o vuoi greca.