Il libro dell'arte/Capitolo XLII

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Capitolo XLII

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Capitolo XLII.

Della natura di un rosso ch’è chiamato amatisto, o ver amatito.


Rosso è un colore che si chiama amatito. Questo colore è naturale, ed è prieta fortissima e soda. Ed è tanto soda e perfetta, che se ne fa priete e dentelli da [p. 28 modifica]brunire oro in tavola; le quali vengono di colore nero e perfetto, bruno come un diamante.1 La prieta pura è di color di pagonazzo, o ver morello, ed ha un tiglio come cinabro. Pesta prima questa tal prieta in mortaio di bronzo, perchè, rompendola in su la tua proferitica prieta, si potrebbe spezzare; e quando l’hai pesta, mettine quella quantità che vuoi triare in su la pietra, e macina con acqua chiara; e quanto più la trii, più vien migliore e più perfetto colore. Questo colore è buono in muro a lavorare in fresco; e fatti un color cardinalesco, o ver pagonazzo, o ver un color di lacca. Volerlo adoperare in altre cose, o con tempere, non è buono.

  1. Tanto il Laurenziano quanto il Riccardiano hanno bruno; la stampa del Tambroni, buono. Stiamo con la lezione dei due Codici, perchè si sa che tra’ vari colori de’ diamanti, v’è anche il bruno.