Il libro dell'arte/Capitolo XXV

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Capitolo XXV

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Capitolo XXV.

Secondo modo a far carta lucida di colla.


Se vuoi fare questa carta lucida per un altro modo, togli una pietra di marmo, o proferitica, ben pulita. Poi abbi colla di pesce e di spicchi, che vendono gli speziali. Mettila in molle con acqua chiara, ed in sei spicchi fa’ che sia una scodella di acqua chiara. Poi la fa’ bollire: e bollita, colala bene due o tre volte. Poi piglia questa colla colata, e strutta, e tiepida; e con pennello, a modo che tigni le carte tinte, così ne da’ sopra queste pietre che sieno nette; e vogliono essere le dette pietre prima unte d’olio di uliva. E quando questa colla, data su, è asciutta, togli una punta di coltellino, e comincia per alcun luogo a spiccare questa tal colla dalla pietra, tanto che con la mano possa pigliare questa così fatta pelle, o ver carta. E fa’ con temperata mano, acciò che questa cotal pelle tu la possi spiccare dalla prieta con salvamento, a modo di una carta. E se questa tale pelle, o [p. 16 modifica]ver carta, tu vuoi provarla,1 innanzi la spicchi dalla prieta, togli olio di lin seme ben bollito, a modo che t’insegnerò ne’ mordenti; e con pennello morbido ne da’ una volta per tutto, e lasciala asciugare per due o per tre dì; e sarà poi buona carta lucida.

  1. Tanto i codici fiorentini, quanto la stampa romana leggono: trovarla. Ma non parendoci che désse senso buono, abbiamo corretto in provarla.